SPORT, scherma. Sardegna: in pedana a Pula al Forte Village Resort

Dal 3 al 7 agosto al via l’Accademia estiva degli schermidori, un evento indice del «soft power» italiano e statunitense, poiché Imark Italia ha una destinazione permanente nel mercato americano

Pula (CA), 3 agosto 2026; a cura di Annalisa Tirrito – Un affondo lungo, teso e preciso, da una sponda all’altra dell’oceano Atlantico. La scherma dei campioni statunitensi si fa strumento di soft power e di sviluppo delle economie transatlantiche, motore geopolitico che rafforza i legami e le collaborazioni tra i due paesi, con l’Italia che si propone come meta fissa dello sport spadaccino a stelle e strisce, a iniziare dalla Sardegna.

IN PEDANA A PULA

Il primo centro dell’Accademia sportiva si è insediato oggi 3 agosto a Pola, al Forte Village Resort, e fino al 7 agosto 2026, vedrà il talento, la tecnica e la passione in pedana dei campioni del mondo Lee Kiefer e Gerek Meinhardt, oltre alla nostra Valentina Vezzali, incontrare le giovani promesse italiane per condividere la loro esperienza attraverso sessioni dinamiche: riscaldamento, giochi, tecnica, gioco di gambe, simulazioni di situazioni di combattimento e incontri aperti, con gruppi suddivisi per età. L’iniziativa è coordinata e promossa da Imark, società italoamericana con sede a Washington impegnata a sostenere le imprese italiane ed europee interessate a investire negli Stati Uniti d’America.

PERCHÉ LA SCHERMA?

«Il ruolo di Imark – illustra l’amministratrice delegata Roberta Marcenaro Lyon – è, anche in questo caso, quello di agire quale facilitatore strategico nell’integrazione di competenze sportive, patrimonio culturale e sviluppo infrastrutturale dei territori, in una visione di lungo periodo che supera l’evento singolo e guarda alla prospettiva della creazione di comunità resilienti che scelgono l’Italia come destinazione ricorrente». Ma, perché la scherma, o fencing, detto all’americana? I dati d’oltreoceano sono impressionanti: 45.000 membri attivi e una rete capillare di 750 club sul territorio nord americano, con un investimento medio per famiglia (di profilo sociale elevato) di circa 17.500 dollari all’anno, con uno spiccato allineamento dei praticanti con le università d’élite (Ivy League). Sono queste le cifre che fanno ben sperare in un promettente sviluppo del mercato del turismo sportivo.

Condividi: