Milano, 29 luglio 2026 – Non è dunque un caso che si senta sempre più spesso parlare di ESG, acronimo di Environmental, Social, Governance, termine che indica il complesso dei criteri mediante i quali viene valutata la sostenibilità all’interno delle aziende nei termini di impatto ambientale, responsabilità sul piano sociale e capacità governance.
RISK MANAGEMENT
Da questo punto di vista, ma non solo, uno degli aspetti maggiormente rilevanti per le imprese è la cosiddetta gestione del rischio, la quale non è altro che il processo attraverso cui un’organizzazione imprenditoriale affronta le minacce che rappresentano dei potenziali impedimenti per il perseguimento degli obiettivi prefissati. Nota anche come risk management, essa si snoda nelle diverse fasi della identificazione, valutazione, monitoraggio e, più in generale, della gestione delle minacce. Il fine ultimo, come suggerisce il termine, è «minimizzare l’impatto dei possibili rischi», che tende a essere diverso a seconda della natura della singola minaccia: strategica, operativa, finanziaria, ambientale e reputazionale. Vi è poi una categoria di più recente introduzione, quella dei rischi di transizione, sempre più importanti in ottica ESG, che sono correlati a un percorso economico nel segno della sostenibilità. La gestione del rischio è un fattore imprescindibile per le aziende, già da prima dell’impatto della sostenibilità e del modo di intenderla sulla base di una vision di orientata all’ESG.
ESG E GESTIONE DEL RISCHIO: LE CORRELAZIONI
La sua gestione deve rispondere, per risultare affidabile, a normative specifiche di stampo internazionale, tra cui la ISO 31000, nelle quali il rischio viene descritto come «un processo strutturato, sistematico e ricorsivo, applicabile a organizzazioni di qualsiasi settore e dimensione» (fonte: Adecco). ESG e risk management appaiono oggi correlati perché il modo in cui vengono affrontati i rischi (e non solo quelli prettamente ambientali) influisce direttamente sulla sostenibilità dell’azienda, anche a livello di governance e di dinamiche sociali. Pertanto, le dinamiche tra ESG e gestione del rischio hanno registrato un aggiornamento continuativo negli ultimi anni. Se all’inizio il focus era soprattutto sui rischi finanziari e su quelli correlati alle strategie, con il progressivo aumento di importanza delle logiche ESG ad assumere una rilevanza crescente sono i rischi di transizione: quelli che, come si è accennato, vengono correlati all’affermazione della sostenibilità a livello pratico. Si tratta anche delle minacce riguardo alle quali sia le imprese che i consulenti dovranno aggiornarsi.
DINAMICHE E AMBITI APPLICATIVI
Tra gli ambiti applicativi della gestione del rischio troviamo dimensioni che generalmente tendono a sovrapporsi e intrecciarsi tra loro: anche per questo, vista la complessità di una materia quale il risk management, diventa essenziale confrontarsi con dei professionisti qualificati. Si va dai cosiddetti rischi HSE, inerenti la sicurezza e la salute dei lavoratori (e dei luoghi in cui operano) ai rischi operativi (ad esempio i guasti procedurali), fino ai rischi finanziari e quelli IT e cyber (frodi online, in particolar modo). Non meno rilevanti infine i rischi legali e quelli di compliance, che vedono al centro norme, contenziosi e sanzioni. L’approccio migliore rimane quello preventivo: un modus operandi comune per tutte le possibili minacce, anche perché permette di capire come difendersi al meglio qualora, la prevenzione, non fosse sufficiente.



