Cremona, 24 luglio 2026 – Menopausa, per Il 46% degli italiani resta ancora un tema tabù nella nostra società, mentre solo il 32% percepisce che se ne parli in modo aperto e informato. Ancora più limitato è il riconoscimento concreto delle esigenze delle donne in questa fase della vita: appena il 19% ritiene che siano adeguatamente considerate nel mondo del lavoro e nei servizi.
PRIMI RISULTATI DEL MONITOR CONTINUATIVO
Sono i primi risultati del monitor continuativo di EngageMinds Hub Consumer, Food & Health Engagement Research Center, centro di ricerca in psicologia dei consumi e della salute dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Cremona che evidenziano, in positivo, che oggi questa fase appare sempre più come un momento potenzialmente positivo, associato a maggiore consapevolezza e libertà: lo riconosce il 50% degli intervistati. Nel complesso emerge dunque una rappresentazione ambivalente: da un lato una maggiore apertura a leggere la menopausa come una fase di trasformazione positiva, dall’altro la persistenza di barriere culturali e strutturali che ne limitano il pieno riconoscimento. L’indagine evidenzia alcune differenze rilevanti in base al genere degli intervistati. Infatti, le donne mostrano una maggiore propensione a interpretare la menopausa come una fase potenzialmente positiva della vita: il 55% la considera un’opportunità di nuova consapevolezza e libertà, contro il 45% degli uomini.
UNA RAPPRESENTAZIONE AMBIVALENTE
Allo stesso tempo, le donne sono anche più inclini a riconoscere la persistenza di un tabù culturale sul tema (52% rispetto al 41% degli uomini). Inoltre il 33% delle donne ritiene che nella società italiana si parli in modo aperto e informato di menopausa, per gli uomini la quota scende al 31 per cento. E ancora il 17% delle donne pensa che le loro esigenze vengano prese in considerazione nel lavoro e nei servizi quando sono in menopausa, pe gli uomini il dato sale al 20 per cento. Questa combinazione suggerisce come l’esperienza diretta possa rendere le donne più consapevoli sia delle possibilità di ridefinizione personale legate a questa fase, sia delle resistenze culturali che ancora la circondano. La percezione della menopausa varia inoltre in modo significativo tra le generazioni. I più giovani tendono a percepire con maggiore intensità la presenza di un tabù: il 59% delle persone di età dai 18 ai 34 anni ritiene che sia ancora un argomento difficile da affrontare nella nostra cultura, quota che scende al 53% tra i 35 e i 54 anni e al 34% tra gli over 55. Parallelamente, la percezione che ci sia un dibattito pubblico aperto cresce con l’età: solo il 21% dei più giovani ritiene che nella società italiana se ne parli in modo aperto e informato, contro il 30% dei 35-54enni e il 40% degli over 55.
PERCEZIONE DEL CONTESTO INFORMATIVO
Anche il livello di benessere fisico incide sulla percezione del contesto informativo sulla menopausa. Tra le persone con un profilo “a rischio”, soltanto il 23% ritiene che in Italia si parli di menopausa in modo aperto e informato. La quota sale al 33% tra chi presenta condizioni intermedie di benessere e raggiunge il 39% tra coloro che si definiscono in buona salute. Il dato suggerisce che a un maggiore benessere fisico si associ una percezione più positiva del contesto sociale, mentre chi vive una condizione di maggiore fragilità tende a cogliere più chiaramente una carenza di informazione e di attenzione pubblica sul tema. «La menopausa costituisce oggi un passaggio sempre più riconosciuto anche nella sua dimensione trasformativa, ma continua a essere circondata da resistenze culturali e da una limitata attenzione sul piano sociale e istituzionale – rileva Guendalina Graffigna, direttrice di EngageMinds Hub -, colpisce in particolare come le donne, pur cogliendone maggiormente le opportunità, siano anche più consapevoli dei tabù che ancora ne ostacolano una piena legittimazione. Le differenze generazionali legate al benessere evidenziano inoltre quanto la qualità dell’informazione e del contesto sociale incida sulla possibilità di vivere questa fase in modo più sereno e consapevole. Promuovere un dibattito più aperto e servizi più attenti diventa quindi un passaggio cruciale».
ENGAGEMINDS HUB
Il Monitor del Centro di ricerca EngageMinds Hub è uno strumento di rilevazione continuativa e quantitativa su un campione rappresentativo della popolazione italiana per analizzarne i comportamenti in ambito sanitario, alimentare e di sostenibilità, profilandoli dal punto di vista delle caratteristiche socio- demografiche, ma soprattutto delle motivazioni psicologiche che ne guidano le scelte. La survey è realizzata con metodologia CAWI (Computer Assisted Web Interview). Il Monitor è finanziato dalla convenzione AgriFood Lab firmata dal Comune, la Camera di Commercio e la Provincia di Cremona, dall’Istituto Gregorio XIV per l’Educazione e la Cultura e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore per il periodo 2024-2026.
di seguito il link mediante il quale è possibile scaricare il report completo: https://engagemindshub.com/wp-content/uploads/2026/06/monitor_13_sessualita.pptx.pdf
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