Freetown, 20 luglio 2026 – La firma dell’accordo sancisce l’adesione degli Stati membri della CEDEAO al progetto strategico, avviato su iniziativa del Re Mohammed VI e dell’ex Presidente della Nigeria Muhammadu Buhari, con il rinnovato sostegno dell’attuale Presidente nigeriano Bola Ahmed Tinubu. Il progetto è sviluppato dall’Office National des Hydrocarbures et des Mines (ONHYM) del Marocco e dalla Nigerian National Petroleum Company Limited (NNPC Ltd.).

IL GASDOTTO NIGERIA-MAROCCO VERSO LA FASE OPERATIVA
L’intesa rappresenta una tappa fondamentale verso la fase operativa del progetto. I prossimi passi prevedono la costituzione della società di progetto, che avrà sede a Casablanca, e dell’autorità di governance del gasdotto (Pipeline Higher Authority), il cui quartier generale verrà stabilito ad Abuja, prima della mobilitazione degli investitori e dell’adozione della decisione finale d’investimento. Il processo sarà completato con la firma congiunta del Regno del Marocco e della Repubblica Islamica di Mauritania (Stati che non sono membri della CEDEAO) nel corso di una cerimonia separata alla presenza del Presidente della Repubblica Federale della Nigeria. Una volta completato, il Gasdotto Atlantico Africano attraverserà tredici paesi della costa atlantica africana e sarà collegato al gasdotto Maghreb-Europa nel nord del Marocco.

UN MERCATO REGIONALE INTEGRATO DEL GAS NATURALE
L’infrastruttura avrà una capacità di trasporto di trenta miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno, dei quali fino a quindici potranno venire destinati al fabbisogno interno del Marocco e ai mercati europei, con il rimanente volume che alimenterà i mercati regionali dell’Africa occidentale. Grazie a un investimento stimato in venticinque miliardi di dollari, il progetto mira a creare un mercato regionale integrato del gas naturale, sostenere la produzione di energia elettrica, favorire l’industrializzazione e valorizzare le risorse naturali del continente. L’entrata in funzione dei primi tratti è prevista all’inizio del prossimo decennio. Concepito inizialmente come iniziativa strategica congiunta tra Marocco e Nigeria, il Gasdotto Atlantico Africano si configura invece oggi come un progetto condiviso dall’intera Africa occidentale.
PROGETTO CONDIVISO
Infatti, l’adesione degli Stati della CEDEAO ne rafforza la legittimità politica e istituzionale, consolidando l’impulso originario dei due paesi promotori, che considerano la sicurezza energetica africana un elemento fondamentale per la sovranità, l’industrializzazione e la prosperità condivisa del continente. Secondo ONHYM e NNPC Ltd., gli studi tecnici, ambientali e di ingegneria sono ormai completati e quindi consentiranno al progetto di entrare progressivamente nella fase dello sviluppo operativo. Oltre alla sua valenza energetica, il gasdotto ha le potenzialità di divenire un vero e proprio corridoio di sviluppo in grado di collegare le economie africane, rafforzandone l’integrazione e la competitività. «Questo atto di firma traduce concretamente la visione comune tra Rabat e Abuja – si legge nella nota diffusa in occasione della cerimonia ufficiale che ha avuto luogo a Freetown –, segnando l’adesione collettiva degli Stati della CEDEAO al quadro giuridico del progetto».



