Montone (PG), 18 luglio 2026 – Questa sera alle ore 21:15 in Piazza Fortebraccio, per la sezione The Square: film sotto le stelle, sarà proiettato La battaglia di Algeri. Alla serata sarà presente il figlio Marco Pontecorvo, regista e direttore della fotografia, che accompagnerà il pubblico alla scoperta dell’eredità artistica e civile lasciata dal padre a vent’anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 12 ottobre 2006.
TRENT’ANNI DI CINEMA TRA MEMORIA E NUOVI SGUARDI
L’omaggio a Gillo Pontecorvo si inserisce nel percorso della XXX edizione dell’Umbria Film Festival, presieduta da Michela Paganelli (presidente dell’Associazione Umbria Film Festival APS) e con la direzione artistica di Maria Teresa Cavina. Un’edizione che celebra trent’anni di cinema, incontri e comunità, trasformando ancora una volta Montone in una sala a cielo aperto, luogo di visione, confronto e partecipazione. Dopo gli appuntamenti dedicati a San Francesco, Abdallah Al-Khatib e Dario Fo, il Festival prosegue il proprio percorso tra cinema, memoria e impegno civile con la serata dedicata a Pontecorvo. Domenica 19 luglio la XXX edizione si concluderà con gli ultimi appuntamenti dei concorsi AmarCorti e ShortsUp, il concerto della Filarmonica Braccio Fortebraccio e la cerimonia finale in Piazza Fortebraccio, con il riconoscimento a Gurinder Chadha.
Marco Pontecorvo
GILLO PONTECORVO: IL CINEMA SI CONFRONTA CON LA STORIA
Regista, sceneggiatore e documentarista, Gillo Pontecorvo ha costruito il proprio percorso artistico intorno a un’idea di cinema come strumento di conoscenza e confronto con la realtà. Dalla Resistenza al colonialismo, dalle lotte di liberazione ai conflitti politici del Novecento, la sua opera ha sempre posto al centro il rapporto tra individuo e storia, tra scelte personali e dinamiche collettive. Dopo gli esordi nel documentario e il successo internazionale di Kapò (1960), Pontecorvo ha realizzato film diventati punti di riferimento per la capacità di affrontare temi complessi attraverso un linguaggio rigoroso e profondamente umano. Il suo cinema non cerca risposte semplici, ma mette lo spettatore di fronte alle contraddizioni della storia, interrogando il rapporto tra potere e persone, violenza e responsabilità, memoria e rappresentazione.
UN FILM TUTTORA ATTUALE
Ambientato tra il 1954 e il 1957 durante la guerra d’indipendenza algerina contro il dominio francese, “La battaglia di Algeri” racconta la nascita e lo sviluppo del movimento di liberazione algerino, FLN e la risposta delle autorità coloniali. Realizzata nel 1966, la pellicola è divenuta un punto di riferimento del cinema mondiale per il suo stile vicino al documentario, l’uso del bianco e nero e la capacità di raccontare un conflitto senza semplificazioni, attraverso uno sguardo corale capace di restituire la complessità della storia. A sessant’anni dalla sua realizzazione, l’opera continua a parlare al presente. «È un capolavoro rimasto nella storia del cinema – afferma Marco Pontecorvo – con qualcosa di magico e sempre moderno dentro di sé. I temi che affronta sono ancora attuali: il colonialismo diretto, indiretto, anche solo economico, esiste ancora e il nostro mondo è sempre più attraversato da queste dinamiche».
VALORE SIMBOLICO DELL’OPERA
«È un film che parla della lotta di un popolo per emanciparsi – prosegue Marco Pontecorvo – ma non parla solo di questo: parla anche dell’umanità, degli oppressi, degli ultimi e della lotta per raggiungere la propria libertà». Ad avviso di Marco Pontecorvo, anche il valore simbolico dell’opera contribuisce alla sua capacità di attraversare il tempo: «Forse è anche questo il motivo per cui continua a parlare a tutti: i simboli non invecchiano». Tra le grandi lezioni lasciate da Gillo c’è, secondo il figlio Marco, una precisa idea di cinema, quella della “dittatura della verità”. «Mio padre ha cercato di trasformare La battaglia di Algeri quasi in un cinegiornale – egli testimonia – utilizzando la macchina a mano, lavorando sulla pellicola e scegliendo soluzioni tecniche che potevano sembrare imperfezioni, ma che invece restituivano un senso di realtà».
LA COMPLESSA RELAZIONE TRA PUNTO DI VISTA E OGGETTIVITÀ
Un cinema capace di stare dentro le storie e accanto ai protagonisti: «Una delle cose più importanti è la capacità di calarsi dentro le storie, di essere accanto ai personaggi, raccontandoli in ogni sfumatura. La macchina da presa entra silenziosamente nella vita di queste persone, è accanto a loro, è una di loro». Ma la lezione più complessa riguarda il rapporto tra punto di vista e oggettività: «Una delle cose più difficili da perseguire è avere un punto di vista molto preciso e allo stesso tempo riuscire a mantenere un’oggettività, uno sguardo capace di comprendere la complessità della realtà». Ne “La battaglia di Algeri” Pontecorvo non rinunziò alla propria posizione evitando semplificazioni: «Fu uno sforzo di capire anche il punto di vista della controparte, senza dividere la realtà tra buoni e cattivi e senza perdere il proprio sguardo».
MARCO PONTECORVO
Questa ricerca emerge anche nel rapporto con la musica di Ennio Morricone, che contribuisce a riportare al centro l’umanità del conflitto: «Sono morti da tutte e due le parti e il film fa come un passo indietro, non giudica. Non ci sono morti buoni e morti cattivi». Un’eredità che continua a parlare ai cineasti di oggi: «È incredibile come abbia colpito trasversalmente varie generazioni e nazioni diverse. Ognuno ha trovato qualcosa che gli è rimasto dentro». Marco Pontecorvo ricorda anche la complessità produttiva che accompagnò la nascita del film: «Dopo Kapò, che aveva ricevuto una nomination all’Oscar, nessuno voleva produrre La battaglia di Algeri. Bisogna lottare per temi in cui si crede, anche quando sono film difficili da fare, perché poi possono rimanere nel tempo e dire qualcosa al pubblico». Marco, una carriera tra cinema e fotografia. Egli è il figlio di Gillo, anche lui regista e direttore della fotografia. Dopo una lunga esperienza dietro la macchina da presa come autore della fotografia in produzioni italiane e internazionali, ha esordito alla regia con “Pa-ra-da” nel 2008, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, proseguendo poi il proprio percorso tra cinema e televisione.
UMBRIA FILM FESTIVAL OGGI, SABATO 18 LUGLIO 2026
Alle ore 18:30 al Teatro San Fedele proseguirà AmarCorti, il concorso dedicato ai cortometraggi italiani, con il secondo programma delle opere in gara e il dibattito alla presenza dei registi. Alle ore 21:15 in Piazza Fortebraccio, per The Square: film sotto le stelle, l’omaggio a Gillo Pontecorvo con La battaglia di Algeri, alla presenza di Marco Pontecorvo. A seguire, WTF OFF: The Return – Between Chaos and Vertigo celebrerà il cinema quando sceglie di smarrire deliberatamente la strada più battuta: una raccolta di cortometraggi che trasforma l’elegante follia in linguaggio, dove il caos diventa forma e la vertigine apre inattese possibilità dello sguardo. Tutti gli eventi e le proiezioni dell’Umbria Film Festival sono gratuiti e senza necessità di prenotazione.



