Roma 16 luglio 2026 – Una riflessione corale sul disagio giovanile, sull’educazione e sulla prevenzione della violenza, con particolare attenzione alla violenza economica e all’importanza di creare opportunità per le nuove generazioni. Questi i temi al centro della presentazione romana del libro “Dove nascono i silenzi”, di Claudia Conte, ospitata nella prestigiosa cornice del Circolo Canottieri Lazio.
DOVE NASCONO I SILENZI
Ad aprire l’incontro sono stati i saluti recati da Luciano Crea, vicepresidente del Circolo Canottieri Lazio, che ha sottolineato il valore di questo sodalizio romano anche quale luogo di incontro e confronto su temi di rilevanza sociale. Il dibattito, moderato dal giornalista Antonio Rapisarda, direttore del quotidiano “Il Secolo d’Italia”, ha visto un’alternanza di autorevoli relatori, intervenuti approfondendo da diverse prospettive le fragilità che caratterizzano il mondo giovanile e le possibili risposte offerte dalle istituzioni, dalla scuola e dal tessuto produttivo. Il presidente di Unioncamere Andrea Prete ha evidenziato il ruolo delle imprese nel creare opportunità concrete per i giovani, sottolineando come il dialogo tra sistema produttivo, formazione e territorio rappresenti uno strumento fondamentale per costruire percorsi di crescita e inclusione.

LA GENERAZIONE PHOENIX E IL MUTISMO SELETTIVO
Nicola Caruso, dell’organizzazione Gioventù Nazionale, ha richiamato il concetto della “Generazione Phoenix”, generazione chiamata a rialzarsi dalle difficoltà, trasformando le fragilità in occasione di rinascita attraverso responsabilità, partecipazione e impegno civile. Dal canto suo, Marta Di Meo ha inteso porre l’attenzione sul fenomeno del mutismo selettivo e, più in generale, sul disagio psicologico che interessa un numero crescente di adolescenti, evidenziando l’importanza di riconoscere tempestivamente i segnali di sofferenza e di costruire una rete educativa capace di ascoltare e sostenere i più giovani. Di particolare interesse il contributo apportato da Lucia Albano, sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha posto l’accento sul tema della violenza economica. «Il report Edufin del Ministero dell’Economia individua tre principali forme di violenza economica – ha ella evidenziato -, il controllo, lo sfruttamento e il sabotaggio economico».
PREVENZIONE DEL DISAGIO GIOVANILE
«Si parte da atteggiamenti apparentemente innocui – ha proseguito la Albano -, come il controllo costante delle spese, fino ad arrivare a impedire alla vittima di lavorare o di raggiungere l’autonomia economica. Riconoscere questi segnali è fondamentale per prevenire una forma di violenza ancora troppo spesso invisibile e restituire alle donne piena libertà e indipendenza». Nel suo messaggio, il sottosegretario all’Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti, ha ribadito il ruolo centrale rivestito dalla scuola nella prevenzione del disagio giovanile: «La scuola rappresenta il primo presidio educativo e sociale in cui questi segnali possono essere colti e accompagnati. Per questo il Ministero dell’Istruzione e del Merito, che mi onoro di rappresentare, ha rafforzato le politiche di prevenzione investendo sull’orientamento e sulla personalizzazione dei percorsi attraverso le figure del docente tutor e del docente orientatore. Abbiamo inoltre introdotto misure per un utilizzo più consapevole delle tecnologie, come il divieto dell’uso dei telefoni cellulari anche nelle scuole superiori durante l’attività didattica, e posto al centro delle nuove Linee guida per l’educazione civica temi fondamentali quali il rispetto, l’empatia, la responsabilità e la cultura della non violenza».
TEMI DI RILEVANZA SOCIALE
Nel corso della serata, attraverso le intense letture dell’attore Max Vado hanno dato voce ai passaggi più significativi del libro, contribuendo a coinvolgere il pubblico in un momento di forte partecipazione emotiva. In occasione dell’evento, Claudia Conte ha inoltre ricevuto il Premio per il Giornalismo conferito dal “Giornale del Lazio”, un riconoscimento al suo impegno nel raccontare temi di rilevanza sociale e nel promuovere, attraverso il giornalismo e la scrittura, una cultura dell’ascolto, della consapevolezza e della responsabilità civile. Dove nascono i silenzi si conferma così non solo un’opera letteraria, ma uno strumento di sensibilizzazione capace di promuovere un dialogo concreto su temi cruciali come il disagio giovanile, la salute mentale, la prevenzione della violenza e il valore dell’ascolto, riaffermando l’importanza di un impegno condiviso tra istituzioni, scuola, famiglie, imprese e società civile.



