ARTE, esposizioni. Vasari e Roma: prorogata fino al 6 settembre la mostra ai Musei Capitolini

A Palazzo Caffarelli più di settanta opere tra dipinti, disegni e documenti che ricostruiscono il legame profondo tra la città dei papi e il celebre pittore, architetto e scrittore del Cinquecento

Roma, 14 luglio 2026 – È stata prorogata fino al 6 settembre 2026 la mostra “Vasari e Roma”, ospitata ai Musei Capitolini, nelle sale di Palazzo Caffarelli, dal 20 marzo e dedicata al dialogo tra Giorgio Vasari (1511–1574), l’inventore della “Maniera Moderna” e la Città Eterna, luogo determinante per la formazione del maestro aretino, per la maturazione della sua visione artistica e per lo sviluppo della sua carriera. L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed è organizzata con MetaMorfosi Eventi in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. La mostra e il catalogo, edito da Gangemi, sono curati da Alessandra Baroni.

VASARI E ROMA

Grazie a importanti prestiti provenienti da prestigiose istituzioni italiane e internazionali le Gallerie Nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini, il VIVE (Vittoriano e Palazzo Venezia), le Gallerie degli Uffizi, l’Archivio di Stato di Firenze, la Pinacoteca Nazionale di Bologna, l’Archivio della Fondazione Casa Buonarroti, la Biblioteca Apostolica Vaticana, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Convento e Sacro Eremo di Camaldoli, la Pinacoteca Nazionale di Siena, il Móra Ferenc Múzeum di Szeged (Ungheria), la Badia delle Sante Flora e Lucilla, il Museo Diocesano di Arte Sacra e la Fraternita dei Laici di Arezzo – la mostra presenta una preziosa selezione di opere che documentano l’evoluzione artistica e intellettuale dell’autore. Il percorso espositivo ricostruisce le tappe del rapporto tra Vasari e Roma attraverso i suoi soggiorni nella capitale pontificia, restituendo al pubblico la ricchezza e la complessità della sua figura poliedrica di pittore, architetto e biografo. Accanto alla sua attività artistica emerge infatti il ruolo di straordinario interprete e testimone della vita culturale e politica del XVI secolo, raccontata anche attraverso le celebri Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori.

OPERE IN ESPOSIZIONE

In mostra si potranno ammirare disegni, stampe, incisioni, lettere, medaglie, sculture e dipinti autografi, tra cui la Resurrezione, eseguita insieme a Raffaellino del Colle (1545 circa, Museo e Real Bosco di Capodimonte), la Resurrezione di Cristo, dipinta nel 1550 (Pinacoteca Nazionale di Siena) e il Ritratto di Gentiluomo (Musei di Strada Nuova – Palazzo Bianco di Genova). Di straordinaria importanza sono inoltre i due capolavori concessi dall’Eremo di Camaldoli, nel Casentino: la Natività (1538), opera giovanile dipinta alla fiamminga e nota come la «Notte di Camaldoli», e l’Orazione nell’Orto (1571), tra gli esiti più alti e intensi della fase finale della sua carriera, che segna il punto di approdo della sua lunga e straordinaria parabola artistica. Ad arricchire ulteriormente il progetto espositivo, un significativo prestito internazionale: la poetica Annunciazione (1570-1571), proveniente dal Móra Ferenc Múzeum in Ungheria, testimonianza dell’ultima stagione creativa dell’artista.

INFO

Vasari e Roma,

Palazzo Caffarelli Musei Capitolini: Piazza del Campidoglio Roma;

apertura al pubblico fino al 6 settembre 2026;

+39060608 (servizio attivo tutti i giorni dalle ore 09:00 alle ore 19:00)

www.museicapitolini.org

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