IMPRESE, ricostruzione Ucraina. Corradini (Simest): «Già stanziati 500 milioni ad aziende italiane»

«L’impegno nostro nel gruppo Cdp assieme a Ice, Sace e con la regia del Governo e della Farnesina non nasce oggi – ha dichiarato oggi l’amministratore delegato di Simest, Regina Corradini D’Arienzo -, ma prosegue dalla conferenza sull’Ucraina dello scorso anno, quando il governo ucraino chiese di non aspettare la fine del conflitto per avviare la ricostruzione. Simest ha messo a disposizione delle imprese italiane già 500 milioni: parliamo di 300 milioni di euro per sostenere il cash flow di chi parteciperà alle grandi gare infrastrutturali, e ulteriori 200 milioni dedicati alla filiera, per garantire che le opportunità della ricostruzione arrivino anche alle piccole e medie imprese e non solo ai grandi player. Le imprese italiane sono già presenti»

Roma, 14 luglio 2025 – «Simest è in prima linea nel sostegno alla ricostruzione ucraina, con interventi già attivi nell’infrastrutturale, nell’ospedaliero e nell’agroindustriale». Lo ha dichiarato l’amministratore delegato di Simest, Regina Corradini D’Arienzo, nel corso di un convegno sulla ricostruzione in Ucraina, in Siria e a Gaza che ha avuto luogo alla Camera dei Deputati.

IMPRESE ITALIANE E RICOSTRUZIONE

«L’impegno nostro nel gruppo Cdp assieme a Ice, Sace e con la regia del Governo e della Farnesina non nasce oggi – ha ella proseguito -, ma prosegue dalla conferenza sull’Ucraina dello scorso anno, quando il governo ucraino chiese di non aspettare la fine del conflitto per avviare la ricostruzione. Simest ha messo a disposizione delle imprese italiane già 500 milioni: parliamo di 300 milioni di euro per sostenere il cash flow di chi parteciperà alle grandi gare infrastrutturali, e ulteriori 200 milioni dedicati alla filiera, per garantire che le opportunità della ricostruzione arrivino anche alle piccole e medie imprese e non solo ai grandi player. Le imprese italiane sono già presenti».

MODELLI DI INTERVENTO

«Il nostro impegno guarda auspicabilmente anche oltre i confini ucraini – ha concluso la Corradini D’Arienzo -, Simest è pronta per estendere lo stesso modello di intervento, per esempio, a Gaza e in Siria, sulla falsa riga di quanto il governo sta facendo col Piano Mattei per l’Africa e per il Mediterraneo allargato. L’export italiano sta crescendo e lo sta proprio in alcuni settori che sono fondamentali per le attività di ricostruzione: macchinari, tecnologie e infrastrutture. La nostra forza è rappresentata dalle filiere. I protagonisti della ricostruzione sono e saranno le piccole e medie imprese ed è lì che ci dobbiamo concentrare con forza, con pragmatismo, con visione e, ovviamente, con una logica di sistema».

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