Palermo, 10 luglio 2026; a cura di Sergio Ferroni – I quattro Canti e Palazzo Oneto saranno lo straordinario scenario delle celebrazioni di Santa Rosalia promosse dai marchesi Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona e Cesira Palmeri di Villalba. Concerti dedicati alla Santa, mandolini, mandole e chitarre eseguite da Ensemble Tetra Kordes, inni a Santa Rosalia di Mariantonietta Campo con la partecipazione del soprano Valentina dell’Aversana nella cornice barocca tra gli scenografici stucchi di Procopio Serpotta e le complesse composizioni ad affresco di Gaspare Serenario.

PALERMO ATTENDE SANTA ROSALIA
Un convegno del professor Andrea Donati rievocherà la quadreria di palazzo Oneto con capolavori portati da Genova tra i quali il celebre ritratto di Agostino Landi, opera di Tiziano, oggi al museo di Boston. Nel ‘600 a Palermo erano molte le famiglie genovesi che avevano importato arte e artisti, Sofonisba Anguissola Lomellini era venuta con il suo allievo Antonio Van Dyck che ha lasciato in Città capolavori come l’Immacolata e la Santa Rosalia in Estasi. L’arte contemporanea fa rivivere ogni anno i quattro Canti, questa edizione presenta due artisti affermati internazionalmente con la curatela del mecenate e critico d’arte Roberto Bilotti Ruggi D’Aragona. Theodorico Napolitano Gansen con il “Ghiacciolo”, in marmo che si scioglie gocciolante, che nei giorni torridi dedicati alla Santuzza, simbolizza la frescura, disseta biologicamente e rappresenta anche la tensione ontologica dell’anima verso l’assoluto.

TRADIZIONI, FESTE POPOLARI E ARTE CONTEMPORANEA
Ha anche funzione etica di sensibilizzare la cultura della tutela dell’ambiente richiamando lo scioglimento dei ghiacciai causato dall’aumento delle temperature globali. Nel cortile di palazzo Costantino, aperto gratuitamente al pubblico, con inaugurazione martedì 14 alle undici del mattino in via Maqueda 217, una grande installazione in marmo di Billiemi, le “Quattro sante” affidatarie della città, singolarmente investite a tutela del territorio urbano, quadripartito e marcato dalla croce greca, quattro bracci di uguale lunghezza che si intersecano ad angolo retto, espressione di equilibrio e perfezione divina utilizzata nell’architettura religiosa. Perfetta simmetria, incontro tra cielo e terra e armonia dei quattro punti cardinali. Richiama i quattro elementi celebrati nell’arte e nella filosofia, che si collegano all’astrologia e sono fondamentali per l’equilibrio dell’esistenza e del pianeta, scandito dalle 4 stagioni sulle fontane del primo livello. La terra accoglie e nutre, l’aria è respiro, il fuoco, luce ed energia e l’acqua, risorsa di vita.
QUATTRO: NUMERO E SIMBOLO
Ogni Canto è campeggiato dalla figura monumentale di uno dei sovrani spagnoli, appunto quattro, che nella simbologia numerica rappresenta la protezione e equilibrio. I re Asburgo-Spagna per successione aragonese le cui armi, con i colori oro e rosso, divenute l’emblema della Regione siciliana, coronano le facciate. I viceré di Sicilia, rievocati dalla toponomastica, gli assi Toledo e Maqueda (morì di peste, a Palermo poi «riscattata» da Santa Rosalia), la loro intersezione, è dedicata al viceré Villena, autore del “Teatro del Sole”, concepito per essere in qualsiasi ora illuminato dalla luce solare e “divina”. La giurisdizione terrena trascende in quella divina, accogliendo nel livello più alto della scenografia Oliva, Cristina, Agata e Ninfa che urbanisticamente sono demandate a proteggere i Mandamenti. Sulla scia della colossale installazione “Caudu e fridu” di Massimo Bartolini, protagonista della Biennale di Venezia del 2024, e che nel 2018, nell’ambito di Manifesta 12 a Palazzo Oneto, il cui titolo era tratto da un graffito ritrovato sulle pareti dello Steri, carceri dell’inquisizione spagnola di Ferdinando d’Aragona e Isabella la Cattolica.

ERETICHE, SANTE E PROFETESSE
La performer Nora Lux, artista visuale e transmediale il 14 luglio all’alba alle ore sei, impersonerà “Eretiche, Sante e Profetesse” trasformando la memoria dei roghi in luce archetipica. L’alba era l’ora in cui venivano accesi i roghi per bruciare le eretiche e le donne considerate devianti, la Lux trasforma questo istante in un potente rituale di rinascita collettiva. Il corpo performativo dell’artista si fa canale geometrico per «attivare la luce», restituendo un’accezione di emancipazione, purezza e riattivazione corporea attraverso la luce nascente. Santa Rosalia, figura simbolo di isolamento mistico, purificazione e liberazione dalla peste, viene ricondotta alle sue radici mediterranee più ancestrali. Il 15 le sue reliquie sono portate in processione per le strade del centro storico cittadino, andando a toccare in senso antiorario, con significati esoterici e religiosi, le quattro facciate dei canti che simbolicamente sintetizzano la quadripartizione di Palermo. Il contributo privato arricchisce i festeggiamenti per Santa Rosalia con l’apertura straordinaria dei palazzi storici e variegata offerta culturale di valorizzazione del territorio. La collaborazione pubblico privato afferma ogni anno il successo della rievocazione storica e religiosa delle celebrazioni in onore di Santa Rosalia.



