Ankara, 8 luglio 2026 – Il presidente Donald Trump ha disposto l’immediata interruzione di tutti gli scambi commerciali con la Spagna, Stato alleato degli Stati Uniti d’America nella NATO, inasprendo in questo modo le tensioni già elevate su ciò che gli europei dovrebbero spendere per la funzione Difesa (acquistando in buona parte sistemi d’arma prodotti dagli americani) e sulla guerra in corso contro l’Iran, nonostante le norme vigenti nell’Unione Europea stabiliscano che i negoziati commerciali si svolgano in un formato comunitario.

GLI SPAGNOLI «SONO PERSONE CATTIVE»
Nel corso del vertice della NATO di Ankara, al contrario dei vacui auspici di alcuni leader europei riguardo a una cessazione delle divergenze in seno all’alleanza, il presidente americano ha invece rialimentato lo scontro con Madrid e i contrasti con Copenaghen, ribadendo che gli Stati Uniti d’America «dovrebbero controllare la Groenlandia», ben consapevole che i danesi hanno dichiarato che difenderanno ogni centimetro del loro territorio. Tornando allo scontro con la Spagna, va rilevato che è la seconda volta che Trump ordina al Segretario del Tesoro, Scott Bessent, di interrompere gli scambi commerciali con la Spagna in ritorsione al rifiuto del Governo a guida socialista di Pedro Sánchez di conformarsi al nuovo obiettivo di spesa della NATO, pari al 5% del prodotto interno lordo dei Paesi membri: «Non parlateci nemmeno – ha ordinato a Bessent -, sono senza speranza, sono persone cattive. Guadagnano un sacco di soldi con noi e, vedranno che ne guadagneranno molti di meno».

«NORMALE PRASSI» ED «ECCELLENTI RAPPORTI»
«La Spagna non accetta nulla e non dovreste farvi carico di loro», ha quindi dichiarato Trump rivolgendosi al segretario generale della NATO Mark Rutte, il quale in seguito, more solito, barcamenandosi ai microfoni della stampa ha cercato di stemperare la tensione dichiarando che Madrid «ha fatto un enorme passo avanti l’anno scorso incrementando la propria spesa al 2%», seppure «vi siano ancora questioni da risolvere». L’ufficio del primo ministro spagnolo, che è attualmente a capo di un governo di minoranza di sinistra, ha reso noto mediante un comunicato ufficiale di considerare le affermazioni di Trump come «normale prassi» e di non avere intenzione di modificare gli «eccellenti rapporti» che intrattiene con Washington. Nella nota si aggiunge inoltre che la Spagna ha un deficit commerciale con gli Stati Uniti d’America e che i legami economici sono stati instaurati da società private e non dai governi, precisando inoltre che, in quanto membri dell’unione doganale e commerciale, i singoli Stati membri dell’Unione Europea non possono venire presi di mira.

LIVORI E STRATEGIE
Trump ha ripetutamente espresso la propria frustrazione nei confronti della Spagna a seguito del rifiuto opposto dal Governo Sánchez di consentire alle forze armate statunitensi di utilizzare nella guerra contro l’Iran lo spazio aereo iberico e le basi situate nella Penisola, in particolare due importanti strutture militari necessarie alle operazioni aeronavali situate nel sud della Spagna che vengono gestite congiuntamente da Washington e Madrid. Va inoltre rilevato che la Spagna è il maggiore esportatore mondiale di olio d’oliva e rinviene nel mercato statunitense un non indifferente sbocco per altri propri, come le componenti per l’industria dell’automotive, l’acciaio e i prodotti chimici.



