CINEMA, film. Terminate le riprese di “Anima di vetro”

Si tratta dell’opera prima scritta e diretta da Fabio Schifino, prodotto da Noctua.film, con Angelo Orlando, Antonella Ponziani, Alessandro Haber, Marcello Fonte, Sofia D’Elia, Alessia Santini e Laura Matassa

Roma, 4 luglio 2026 – Il film si avvale della fotografia di Simone Sadocco, delle scene e dei costumi di Marianna Sciveres e delle musiche di Maurizio Ponziani e vanta un cast composto da Angelo Orlando (Pensavo fosse amore… invece era un calesse, Umami-Il quinto sapore, Il Dio dell’amore), Antonella Ponziani (Caramelle da uno sconosciuto, Umami-Il quinto sapore, Sei fratelli), Alessandro Haber (Willy Signori e vengo da lontano, Le rose del deserto, 50Km all’ora, Il principe della follia), Sofia D’Elia (Di niente e di nessuno, Tre ciotole), Sabrina Caroline Ruggero, Marcello Fonte (Dogman, Aspromonte – La terra degli ultimi, Il sesso degli angeli), Romano Talevi (Il Regno, Bassifondi, History of Lucrezia), Alessia Santini (La Grazia, Fuori), Laura Matassa (Laila, The paraseekers origins) e Joseph Ienco (My last best friend, The Greek job).

ANIMA DI VETRO

Ivo lavora in una fabbrica di vetro dove Marghit, la ragazza di cui è innamorato, muore in un incendio doloso che ha distrugge lo stabilimento. Una sera, mentre guarda la televisione, vede un servizio sulle ragazze migranti: alcune sono state trovate morte sulla riva del fiume, mentre altre sono costrette a lavorare per dei criminali. Tra tutte nota in particolare una ragazzina di nome Amina. Ivo vive dunque in uno stato a metà tra realtà e sogno, consumato dal dolore per la perdita di Marghit e dalle immagini che ha visto. Una notte, lungo il fiume, vede Amina con un’altra ragazza, Sophia, anch’essa vittima di crudeltà. In preda al dolore e alla confusione mentale, Ivo si reca nel locale di Christopher, che è il responsabile dello sfruttamento di queste ragazze. In uno stato onirico, Ivo vede la povera Amina tra loro, confondendo così il confine tra realtà e immaginazione.

DOLORE TRA REALTÀ E SOGNO

Nello stesso locale incontra Lilith, una donna che aveva amato in passato. Lilith è innamorata di Christopher, ma anche lei è stata sfruttata e poi messa da parte da lui. Christopher e Lilith saranno la chiave per una giustizia epica e Ivo riuscirà finalmente a fare i conti con il passato. Afferma il regista: «Anima di Vetro è il racconto di una frattura. Ivo Molelli lascia Roma per raggiungere la Svizzera, dove trova lavoro in una fabbrica di vetro. È un uomo schivo, incapace di comunicare i propri sentimenti, quasi sospeso in una dimensione emotiva congelata. Cerca una nuova possibilità, un luogo dove il silenzio possa diventare una forma di appartenenza. La fabbrica rappresenta per lui non soltanto un lavoro, ma una metafora dell’esistenza: il vetro nasce dal fuoco, si modella attraverso la pressione, può assumere forme meravigliose ma resta fragile, pronto a spezzarsi».

LA MITEZZA DIVIENE OSCURA

«L’incontro con l’amore sembra incrinare la corazza che lo protegge dal mondo – prosegue Schifino -, tuttavia, un episodio di violenza lo priva improvvisamente di questa possibilità e segna l’inizio della sua trasformazione. Da uomo mite diventa una presenza oscura, un individuo che attraversa la vita come un corpo estraneo, trascinando con sé il peso dei ricordi. Il film esplora il confine sottile tra memoria e identità. Come il vetro lavorato nella fornace, anche i ricordi vengono fusi, deformati e ricomposti. Le immagini delle giovani donne che appaiono attraverso il televisore non sono soltanto presenze reali o immaginarie: sono frammenti della coscienza di Ivo, riflessi della sua incapacità di trattenere ciò che ama, schegge di un passato che continua a riaffiorare».

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