TERRITORIO, eventi. Milano tra identità e innovazione: le grandi sfide del capoluogo lombardo a “Incontri con la Storia”

Secondo appuntamento del 2026 con urbanisti, istituzioni e protagonisti della vita culturale della città, che lo scorso 25 giugno si sono incontrati per parlare di essa e del suo futuro, ripercorrendo le orme della storia e del patrimonio culturale di AEM. Tra gli intervenuti il vicesindaco Anna Scavuzzo e Cochi Ponzoni

Milano, 3 luglio 2026 – Il 25 giugno scorso ha avuto luogo La città immaginata: identità, quartieri e persone a confronto tra memoria e futuro, secondo appuntamento per quest’anno degli “Incontri con la Storia”, rassegna annuale promossa dalla Fondazione AEM – Gruppo A2A in collaborazione con Fondazione Corriere della Sera, con il patrocinio di Museimpresa.

LA CITTÀ IMMAGINATA

Dopo il primo appuntamento di questa quinta edizione nel segno dell’arte e del suo potere come mezzo di miglioramento e di benessere per le comunità locali, il secondo incontro è stato l’occasione per aprire un dialogo a più voci sulla complessa sfida che il capoluogo lombardo si trova ad affrontare oggi. Le trasformazioni tecnologiche, quelle sociali e un’identità da preservare: in un’epoca in cui la transizione energetica gioca un ruolo di primo piano e impone delle scelte, Milano è chiamata a reinventarsi ancora una volta, da un lato, adottando infrastrutture sempre più innovative, dall’altro, soddisfacendo le esigenze della sua comunità. Ma la storia insegna che la città ha cambiato forma più e più volte. Ad aver scandito questo lungo processo di metamorfosi l’infrastruttura energetica, matrice di uno sviluppo economico e sociale che ha giocato spesso un ruolo cruciale orientando scelte urbanistiche, tecnologiche e visioni del futuro.

STIMOLI E SUGGESTIONI

Ad aver stimolato suggestioni e riflessioni sul tema una tavola rotonda a cui hanno preso parte Anna Scavuzzo (vicesindaco di Milano), Alessandro Balducci (professore emerito al Politecnico di Milano), Andrea Capaldi (fondatore e direttore artistico di Mare Culturale Urbano) e Mauro Ghilardi (Chief People and Transformation Officer A2A); ha inoltre partecipato all’evento Cochi Ponzoni, attore nato e vissuto a Milano; a introdurre e moderare l’incontro è stato Alberto Martinelli, presidente della Fondazione AEM. «Milano vive in continuo divenire, capace di muoversi fra tradizione e innovazione, memoria e futuro – ha commentato il vicesindaco Scavuzzo -, una città laboratorio di sperimentazione in tutti i campi, dalla cultura al welfare, dall’educazione alla partecipazione e con una accelerazione importante negli ultimi anni anche le tante e diverse trasformazioni urbanistiche che stanno riguardando gli scali ferroviari, i diversi insediamenti ex industriali, i nuovi quartieri».

MILANO È SEMPRE PIÙ METROPOLI

«La città oggi è sempre più metropolitana – ha aggiunto la Scavuzzo – e questa nuova dimensione le chiede di avere sguardi nuovi, su ciò che muta e si rigenera in continuazione, aprendosi alla novità di pensarsi più grande, più interconnessa e più moderna. Per Milano questa è una sfida identitaria irrinunciabile che oggi chiede di rinnovare l’impegno per l’inclusione, la sostenibilità, l’accessibilità che non esclude nessuno». Cochi Ponzoni immagina una Milano che sia umanamente accettabile, «cioè – egli afferma – una Milano dove la gente si incontra, si diverte insieme, si guarda negli occhi, parla, va fuori a cena, va in giro con gli amici e difende anche chi è appena arrivato dall’estero, magari dal Perù o dalla Tunisia, e vive in difficoltà. Si devono capire le difficoltà delle persone che comunque sono venute a vivere qua, a lavorare da noi, anche se non hanno la nostra cultura, ma che hanno una cultura diversa e ci possono arricchire conoscendola. Quindi, spero che la Milano del domani sia una Milano dell’integrazione armonica».

VIVERE IN UNA SOCIETÀ DI RETI IN AMBIENTI GLOBALI

«Viviamo in una società di reti, di ogni tipo – ha sottolineato Alberto Martinelli, presidente della Fondazione AEM -, esse sono industriali, finanziarie, di persone, di idee, scientifiche e culturali. In generale, la rete ha i suoi perni, i cosiddetti hub. Questi perni sono le città globali, caratterizzate dal fatto di ospitare al loro interno grandi istituzioni che svolgono funzioni fondamentali per l’economia, la società e la cultura, riunendo eccellenze in campo scientifico, artistico e finanziario. Milano è, almeno in parte, una città globale o aspira a esserlo; ha già compiuto molti passi in questa direzione e si trova continuamente a dover ridefinire il proprio futuro. Questo accade perché la competizione nel mondo attuale è estremamente intensa e non consente di procedere lentamente o di restare fermi. Bisogna inoltre considerare che le città globali non hanno solo il vantaggio di ospitare funzioni di prestigio – con tutto ciò che ne consegue per l’occupazione e la qualità della vita – ma vivono con maggiore intensità anche le criticità».

PROBLEMI

«Tra queste figurano i problemi ambientali – ha quindi concluso Martinelli -, la congestione del traffico e le sfide che nascono da società sempre più multietniche e multiculturali, con il rischio di crescenti disuguaglianze e nuove povertà. Questa sera, dunque, vorremmo cercare di capire con i nostri ospiti quale sia il futuro prossimo che possiamo immaginare per la nostra città. Lo faremo chiedendo loro qual è la loro visione di città ‘immaginata». Alessandro Balducci, professore emerito del Politecnico di Milano, ha ricordato come «grazie alla sua dotazione infrastrutturale Milano era diventata la città industriale per eccellenza, vertice del triangolo industriale, nella fase della costruzione, ricostruzione e modernizzazione del Paese. La crescita del sistema infrastrutturale e la digitalizzazione hanno consentito alle industrie di rilocalizzarsi, alla città di riutilizzare i suoi spazi mantenendo le funzioni direzionali che governano nuovi processi produttivi ad una scala globale. Non più vertice di un triangolo ma cuore di una grande regione urbana che ha saputo estendersi e trasformarsi».

INFRASTRUTTURE CHE ACCENDONO

«Milano ha costruito negli anni le infrastrutture che hanno acceso la città. Oggi abbiamo bisogno di infrastrutture che permettano e aiutino le persone ad incontrarsi. La sfida delle grandi città non è soltanto essere più efficienti, ma creare luoghi di prossimità capaci di contrastare la solitudine e rafforzare il senso di appartenenza a una comunità», ha sostenuto Andrea Capaldi, fondatore e direttore artistico di Mare Cultura Urbano. «Le città sono il motore economico e il fulcro dello sviluppo del Paese – ha sottolineato Mauro Ghilardi, Chief People and Transformation Officer A2A -, città capaci di attrarre i giovani, come dimostra una Milano in forte crescita, in un’Italia segnata da denatalità e invecchiamento. Questa centralità urbana offre grande efficienza ma genera anche stress, richiedendo una gestione attenta dell’inclusione, considerando che a Milano il 21,4% dei residenti è straniero. In questo scenario, il ruolo di A2A nel garantire la qualità della vita attraverso la gestione di elettricità, gas e riscaldamento è fondamentale».

PROSSIMI APPUNTAMENTI

«Per supportare questa transizione e rendere i centri urbani più resilienti – ha egli concluso -, abbiamo pianificato investimenti massicci: 5 miliardi di euro tra il 2024 e il 2035 per potenziare la rete elettrica, 280 milioni di investimento per il teleriscaldamento nel milanese e interventi mirati sull’idrico per ridurre le perdite del 15 per cento. Sostenere le città oggi significa infrastrutturarne il futuro». I prossimi appuntamenti. Con lo sguardo rivolto alla memoria storica e all’heritage aziendale, nel terzo incontro dal titolo I linguaggi della modernità. Cinema e fotografia alle soglie dell’intelligenza artificiale, in programma nel mese di novembre, sempre presso l’Auditorium Fondazione AEM, si parlerà di linguaggio e narrazione visiva. Si indagherà come l’intelligenza artificiale stia trasformando l’immaginario che, per più di un secolo, si è fondato sullo sguardo attento dei fotografi e sul potere delle “immagini in movimento” e si cercherà di dare risposta a un quesito cruciale: in un futuro sempre di più dipendente dagli algoritmi, potranno ancora questi linguaggi essere adottati dall’impresa per costruire reputazione e nuovi rapporti di comunanza con i territori di riferimento?

FONDAZIONE AEM – GRUPPO A2A

Fondazione AEM – Gruppo A2A nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico, culturale e industriale dell’azienda AEM, una delle prime realtà pubbliche nel settore dell’energia in Italia. La Fondazione promuove iniziative culturali, mostre, attività educative e di divulgazione scientifica, con particolare attenzione ai temi della sostenibilità, dell’innovazione e della memoria industriale. Attraverso il suo archivio storico, le collaborazioni con enti pubblici e privati, e una costante attività editoriale, Fondazione AEM contribuisce a mantenere viva la memoria del territorio e a stimolare un dialogo tra passato, presente e futuro.

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