MUSICA, incontri. Sicilia, costruire ponti: il concerto di Eliana Miraglia e Yaron Cerniak

Nell’attuale deserto culturale che spinge ad allontanare ogni forma artistica che provenga da Israele, una luce in fondo al tunnel giunge però dalla Sicilia, terra che è crocevia da secoli di mondi e di culture, che lì si incontrano e si fondono. Nell’isola nei giorni scorsi, nel quadro di “Musica in natura” sotto il Monastero di Santa Chiara, c’è stato il concerto di Eliana Miraglia e Yaron Cerniak

Roma, 27 giugno 2027; a cura di Ruben Della Rocca, pubblicato dal quotidiano “il Riformista” il 25 giugno 2026 –  La violoncellista, grazie alla generosità del medico Giuseppe Virzì di Caltanissetta che ha messo a disposizione la villa di famiglia con il suo Parco del Monastero e il suo anfiteatro naturale, la Miraglia si è potuta  esibire assieme al musicista israeliano di fama internazionale Yakov Cerniack.

IL CONCERTO IN SICILIA

Grazie all’associazione locale Bnei Efraim guidata dalla infaticabile Nazzarena Condemi, Eliana Miraglia, cresciuta in seno al gruppo, è divenuta con le sue grandi qualità la direttrice artistica nonché protagonista del progetto e ha individuato in Cerniak il partner artistico  per il concerto, in un repertorio fatto di antichi suoni dal sapore mediorientale. L’esibizione  della coppia di musicisti  ha avuto un grande successo e soprattutto non ha subito la minima contestazione. Sembra assurdo doversi rallegrare per questo, ma in tempi difficili come quelli che stiamo vivendo questo appuntamento siciliano rappresenta lo spuntare di un fiore in un campo arido. «Abbiamo trattenuto il fiato fino alla fine – racconta la presidente di Bnei Efraim Nazzarena Condemi – ed è andato tuto bene, il concerto è stato meraviglioso».

EDIFICARE PONTI

Bene ’Efraim si occupa di creare ponti tra culture e legami con Israele e il mondo ebraico, nonché di lotta all’antisemitismo e all’antisionismo. La stessa Eliana Miraglia, che ha studiato musica a Tel Aviv e a Gerusalemme, in un post sui social ha ringraziato la famiglia Virzì per l’ospitalità e la possibilità a lei concessa di esibirsi e si è rallegrata con collega, Yaron Cerniack per aver scelto di salire con lei sul «treno» della speranza e dell’incontro tra popoli e culture. Nelle sue parole la musicista siciliana ha ribadito che la cultura «costruisce e abbatte distanze che a volte sembrano incolmabili», poiché «è la musica, con la sua universalità, a essere uno dei linguaggi più potenti per unire gli esseri umani». Non si può che essere d’accordo con lei.

L’OSTRACISMO TERMINERÀ

Un plauso doveroso quindi va al dottor Giuseppe Virzì, che ha sostenuto un progetto non semplice visti il momento critico di antisemitismo che si sta vivendo, inoltre a Luca Miccichè, presidente della pro loco, figura essenziale nella coordinazione della logistica dell’evento. L’augurio è che nei giorni a venire termini l’ostracismo verso gli artisti israeliani e si torni a poter godere delle loro opere e delle loro immense capacità espressive in ogni forma, dalla musica alla letteratura, dalla scultura al pensiero. Israele costituisce una risorsa fondamentale per l’umanità anche in questi campi e non ne possiamo fare a meno, soprattutto se la causa è un odio incomprensibile e inaccettabile.

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