Milano, 27 giugno 2026 – Competere, innovare, crescere: la nuova stagione dei distretti industriali: nella mattinata di ieri presso la Sala Convegni in Piazza Belgioioso 1 a Milano ha avuto luogo l’incontro nel corso del quale è stato presentato ufficialmente il Rapporto annuale relativo all’intero territorio italiano redatto dagli analisti di Intesa Sanpaolo.
RAPPORTO ANNUALE SUI DISTRETTI INDUSTRIALI
Si è trattato di una occasione utile per approfondire l’evoluzione dei distretti industriali italiani, le prospettive di crescita del sistema produttivo e le principali dinamiche che stanno ridisegnando la competitività dei territori. Alla discussione sono intervenuti Gian Maria Gros-Pietro (presidente di Intesa Sanpaolo), Gregorio De Felice (Chief Economist e responsabile Research Department), Stefania Trenti (responsabile Industry and Local Economies Research) e Giovanni Foresti (responsabile Regional Research); ha moderato il dibattito Giovanna Mancini, giornalista de “Il Sole 24 Ore”.

COMPETITIVITÀ SPECIFICHE
Ad avviso di Gian Maria Gros Pietro (presidente di Intesa Sanpaolo) «i distretti sono uno degli elementi che conferiscono al sistema economico italiano una competitività specifica, che non si trova altrove in Europa. Hanno una capacità di fare specifica e distinta e questo genera economie di varietà contrapposte a quelle di scala. Se quest’ultima è composta da tanti pezzi tutti uguali, la prima permette di fare cose diverse. La competizione si basa a livello mondiale su diverse strategie. Ad esempio, gli Stati Uniti e la Cina hanno la strategia dell’economia di scala. Si inserisce qui il discorso del mercato europeo, che potrebbe consentire di avere le economie di scala se non fosse ancora frazionato come è e non completamente unificato».
REVISIONE DELLE STRATEGIE E DIVERSIFICAZIONE DEI MERCATI
«I distretti industriali italiani confermano una notevole capacità di adattamento, nonostante il livello di incertezza che caratterizza lo scenario internazionale – ha altresì sottolineato Gregorio De Felice, Chief Economist responsabile del Research Department di Intesa Sanpaolo -, il fatturato resta ampiamente superiore ai livelli pre-pandemia, la redditività si mantiene elevata e l’avanzo commerciale continua a collocarsi su valori storicamente molto alti, raggiungendo nel 2025 i 97,4 miliardi di euro, pari a circa l’85% del surplus del manifatturiero italiano. Le imprese distrettuali stanno inoltre ripensando le proprie strategie di internazionalizzazione, diversificando i mercati di sbocco e rafforzando il presidio di nuove aree geografiche, come Emirati Arabi Uniti, Polonia e Spagna. In uno scenario globale sempre più competitivo, segnato anche dall’intensificarsi della concorrenza cinese, i punti di forza dei distretti, che sono qualità delle filiere, capacità innovativa, presenza di imprese leader e forte radicamento territoriale, continuano a rappresentare un fattore distintivo per la competitività del sistema produttivo italiano».



