Tampa, 27 giugno 2026 – Velivoli militari statunitensi hanno effettuato raid contro obiettivi iraniani in ritorsione all’attacco compiuto da Teheran mediante un drone contro una nave mercantile in navigazione nello Stretto di Hormuz. Entrambi i belligeranti si accusano reciprocamente della violazione del cessate il fuoco concordato la scorsa settimana. US Centcom ha confermato lo strike su depositi di missili e di velivoli a pilotaggio remoto oltreché di siti radar costieri della Repubblica Islamica.
STRIKE AMERICANO SULLE POSTAZIONI IRANIANE
Da Teheran è stato replicato che è stata colpita l’area circostante un molo a Sirik, nel sud del paese, ed è stato aggiunto che le forze navali iraniane hanno reagito attaccando obiettivi militari statunitensi nella regione, tuttavia senza fornire dettagli sulle operazioni. Sirik è la località dalla quale alcune ore prima erano stati esplosi diversi colpi di avvertimento in direzione di imbarcazioni che, ad avviso degli iraniani, violavano le norme imposte relativamente alla navigazione nello Stretto di Hormuz, mentre due missili erano stati lanciati dalla vicina zona di Karpan.
TORNA A CRESCERE IL PREZZO DEL PETROLIO
Secondo quanto riferito dalle autorità della Repubblica islamica, il porto di Sirik non avrebbe subito danni a strutture e attrezzature a seguito dell’attacco statunitense e, dunque, risulterebbe in funzione. Prima della ripresa del conflitto tra Stati Uniti d’America e Repubblica Islamica dell’Iran i prezzi del petrolio erano calati del 3%, così come, contestualmente, anche le spedizioni di carichi di fertilizzanti attraverso lo Stretto di Hormuz erano aumentate, contribuendo ad attenuare le preoccupazioni relative a un’impennata dei prezzi alimentari su scala mondiale.
EMIRATI DEL GOLFO SOTTO TIRO
Il livello di tensione nella regione è salito e la guerra ha ripreso a coinvolgere anche le monarchie del Golfo. Il ministero degli Esteri del Bahrein ha reso noto che l’Emirato è stato attaccato da diversi droni iraniani. Manama accusa Teheran di sabotare gli sforzi di pace, esprimendo una «ferma condanna» per il bombardamento del proprio territorio all’alba di oggi, «in flagrante violazione della sovranità».


