Bagheria, 26 giugno 2026 – La penultima giornata del Baarìa Film Festival 2026 ha preso avvio stamani a Palazzo Butera con la masterclass di Mimmo Calopresti, occasione per approfondire la filmografia di un autore da sempre impegnato nell’esplorazione de rapporto tra memoria, identità e realtà. Nel pomeriggio al Cinema Capitol hanno avuto luogo le proiezioni del concorso cortometraggi Approdi BAAFF 2026 e quelle di Maree, concorso internazionale di lungometraggi.
NÜHAI
Nühai (Girl) del taiwanese Shu Qi, opera presentata in concorso alla LXXXII Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, segna il debutto alla regia di questa icona del cinema asiatico nonché musa di Hou Hsiao-hsien. L’attrice ha scelto di raccontarsi mediante una storia di formazione profondamente intima e personale, poetica e sensibile, ponendo al centro della narrazione il corpo femminile e l’identità di una giovane che resiste alla violenza dei modelli imposti. Il film uscirà nelle sale con I Wonder Pictures. Taiwan, 1988: Hsiao-lee, una timida adolescente, fatica a trovare il proprio posto all’interno di una famiglia difficile, vittima di un padre violento e di una madre succube. La sua vita viene sconvolta dall’incontro con Li-li, una ragazza vivace e spensierata che le permette di evadere dalla quotidianità. Ma quando il doloroso passato di sua madre riaffiora, vecchie ferite tornano ad aprirsi. Divisa tra il peso di un’eredità familiare soffocante e il suo ardente desiderio di libertà, Hsiao-lee dovrà trovare la propria strada.
TRISTAN FOREVER
Tristan Forever, di Tobias Nölle e Loran Bonnardot (Isola di Tristan), è un viaggio verso un’utopia oltre l’orizzonte, una storia poetica e originale che indaga il senso di appartenenza, il luogo scelto dall’anima, oscillando tra documentario, finzione e i sogni del suo protagonista. Da trent’anni, Loran Bonnardot, medico parigino e testimone di sofferenza e ingiustizie nel suo lavoro con Médecins sans Frontières, si rifugia a Tristan da Cunha, l’isola abitata più remota del mondo, nel cuore dell’Atlantico meridionale. L’isola vulcanica è diventata per lui un rifugio spirituale, i suoi abitanti la famiglia che si è scelto e il pescatore Martin il suo migliore amico. Ora, a cinquant’anni, Loran prende di nuovo la nave, ma questa volta non ha intenzione di tornare: vuole diventare uno dei 230 residenti permanenti, un’impresa tutt’altro che semplice, dato che sarà il consiglio dell’isola a decidere se accettarlo o meno. Nel frattempo, il suo amico Martin ha una propria visione della situazione e lo stesso Loran si trova a confrontarsi con la ricerca di solitudine che ha segnato tutta la sua vita.
MANCINO NATURALE
In serata a Villa Cattolica ha avuto luogo la serata speciale dedicata a Claudia Gerini, quest’anno presidente della giuria del Concorso internazionale. È stata una occasione per rivedere “Mancino naturale, film del 2021 di Salvatore Allocca. Si tratta di una commedia romantica che racconta il complesso rapporto tra una madre vedova e un figlio dotato di un sinistro formidabile, una storia tenera e coinvolgente sostenuta dalla convincente interpretazione dell’attrice, capace di conferire al personaggio una miscela di temperamento, fragilità e malinconia. Una donna pronta a tutto pur di garantire al figlio il sogno di un futuro migliore. Isabella vive in un quartiere popolare di Latina con il figlio dodicenne Paolo. È stato il padre a scegliere quel nome, in omaggio al suo idolo Paolo Rossi, e il ragazzo sembra averne ereditato il talento: il suo piede sinistro è straordinario. Dopo la morte del marito, Isabella si aggrappa all’idea di trasformare il figlio in un campione. Quando scopre l’esistenza di un torneo che potrebbe offrirgli l’opportunità di giocare davanti ai più importanti talent scout italiani, è disposta a tutto pur di garantirgli un posto. Distribuito da Adler Entertainment.



