ENERGIA, comunità energetiche rinnovabili. Definizione di un codice etico

Il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL) ha reso noto di avere incaricato Fondazione Sinergia della definizione di un codice etico sulle comunità energetiche rinnovabili (CER) allo scopo di fornire a cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni uno strumento di orientamento in grado di valorizzare le CER medesime, per meglio rispondere agli interessi ambientali, economici e sociali alla loro base. Dell’esigenza di questo codice si è discusso a Roma il 15 e il 16 giugno scorsi durante i lavori di audizione promossi dal CNEL sull’evoluzione delle CER in Italia

Roma, 19 giugno 2026; a cura di Fondazione Sinergia – Fondazione Sinergia, membro del tavolo TENVAL istituito presso il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) per il supporto allo sviluppo delle comunità energetiche rinnovabili (CER), è stata chiamata a contribuire alla definizione di un codice etico nazionale di settore, con l’obiettivo di fornire a cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni uno strumento di orientamento in grado di valorizzare le CER che meglio rispondono agli interessi ambientali, economici e sociali che le istituiscono, così da distinguere tra le CER realmente operative e partecipate e quelle configurazioni che, pur formalmente costituite, risultano orientate prevalentemente all’accesso ai contributi a fondo perduto del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Lucio Brignoli

 

 

L’ESIGENZA DI DOTARSI DI UNO STRUMENTO

Dell’esigenza di questo strumento si è discusso lunedì 15 e martedì 16 giugno, a Roma, durante i lavori di audizione promossi dal CNEL e dedicati all’evoluzione delle CER in Italia. Nel corso del confronto con istituzioni, enti tecnici e rappresentanti del settore energetico, è emersa con particolare evidenza la necessità di rafforzare il quadro di trasparenza, governance e affidabilità del modello, in una fase di forte crescita e diffusione delle CER sul territorio nazionale. «Le CER possono essere uno straordinario strumento di transizione energetica soltanto se resteranno fedeli alla loro natura originaria di comunità locale, partecipata e solidale – ha sottolineato al riguardo Lucio Brignoli, membro del comitato istituito presso il CNEL -, con l’esperienza maturata vogliamo individuare dei criteri semplici e aperti che aiutini famiglie e piccole imprese a orientarsi tra ciò che genera valore per i territori da ciò che rischia di essere solo un nome, un espediente di greenwashing per attività commerciali».

VISIONE DI LUNGO PERIODO

Accanto a questo tema centrale, nel corso del dibattito sono stati affrontati i diversi nodi di natura regolatoria: dall’ammissibilità degli impianti preesistenti alla definizione dei meccanismi di governance, fino ai vincoli infrastrutturali legati alle cabine primarie e alle incertezze ancora presenti sul quadro normativo. Condivisa inoltre l’esigenza di una visione di lungo periodo che vada oltre l’attuale orizzonte del 2027, ritenuto insufficiente per accompagnare investimenti strutturali e strategie territoriali nel medio lungo termine. Parallelamente, è stato sottolineato come le CER debbano essere sempre più interpretate non solo come infrastrutture energetiche, ma come sistemi territoriali complessi, in cui la gestione e la valorizzazione dei dati rappresentano una leva strategica per l’evoluzione del settore e per lo sviluppo di nuovi servizi energetici e sociali.

MAGGIORE CHIAREZZA E CREDIBILITÀ DEL MODELLO

In questo quadro, l’incarico affidato anche a Fondazione Sinergia per la definizione di un codice etico rappresenta un passaggio rilevante verso una maggiore chiarezza e credibilità del modello delle comunità energetiche rinnovabili. L’obiettivo del lavoro avviato è contribuire alla costruzione di un rapporto di fiducia tra cittadini, imprese ed enti pubblici verso la transizione energetica, per garantire la partecipazione di tutti, anche dei soggetti più deboli, ed evitare sintomi di rigetto che già si possono osservare nel dibattito pubblico.

Condividi: