MOBILITÀ, trazioni e consumi. Auto elettrica: il risparmio potenziale in Italia

È stato stimato un risparmio pari a 41,5 milioni di barili di petrolio all’anno al 2035, un dato emerso recentemente a seguito della presentazione del nuovo “Libro bianco” sulla mobilità elettrica di Motus-E. Nel corso dell’vento, che ha avuto luogo a Roma, sono state illustrate le previsioni relative e i possibili scenari aggiornati riguardo al mercato dell’auto e alle infrastrutture di ricarica

Roma, 19 giugno 2026 – È stato recentemente presentato il nuovo “Libro Bianco” sulla mobilità elettrica di Motus-E, con previsioni e scenari aggiornati su mercato auto e infrastrutture di ricarica.

SITUAZIONE E SCENARI

Il parco circolante italiano conterà nello scenario conservativo 4,6 milioni di veicoli elettrici e 3,2 milioni di plug-in al 2035, che diverranno rispettivamente 6,8 e 2,4 milioni di veicoli qualora si prenda in considerazione lo scenario accelerato Sempre al 2035, l’infrastruttura di ricarica a uso pubblico dovrà risultare da oltre 130.000 punti di ricarica nello scenario conservativo e 160.000 in quello accelerato, ai quali si affiancheranno tra i 3,3 e i 3,5 milioni di punti privati. La crescita del parco circolante elettrico italiano si rifletterà in una diminuzione delle importazioni di petrolio stimata tra i 34,6 e i 41,5 milioni di barili all’anno. I quattordici miliardi di euro erogati dall’Europa ai fini dell’accelerazione della transizione energetica dovranno trovare impiego mediante allocazioni strategiche delle risorse, contribuendo così a colmare il pericoloso ritardo del Paese nell’elettrico.

Fabio Pressi

 

 

L’EVENTO ROMANO: PROIEZIONI AL 2025

L’Italia potrà contare al 2035 su un parco circolante elettrico e plug-in composto da quasi otto milioni di veicoli, in grado di diminuire le importazioni petrolifere di oltre trentaquattro milioni di barili all’anno rispetto ai livelli attuali, per un valore complessivo stimato nell’ordine dei 2,4 e 2,9 miliardi di euro annui. È quanto emerso dal nuovo Libro bianco sulla mobilità elettrica di Motus-E, presentato recentemente in occasione della conferenza “L’automotive verso il 2035: previsioni, sfide e opportunità”, che ha visto convcergere a Roma esponenti di Istituzioni italiane ed estere, elementi apicali dell’industria e giornalisti. Tra gli interventi si segnalano quelli dei ministri Gilberto Pichetto Fratin e Adolfo Urso, oltreché di Philippe Lamberts, consigliere sulle Politiche energetiche e il Green Deal della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Prendendo le mosse dall’attuale consistenza del circolante elettrico e plug-in in Italia (830.000 veicoli tra auto, furgoni e camion) e dagli oltre 78.000 punti di ricarica a uso pubblico già installati nel Paese, l’analisi aggiorna in base alle ultime evoluzioni regolatorie e di mercato le previsioni di penetrazione in Italia dei veicoli elettrici e ibridi plug-in, insieme alle stime sulla parallela espansione dell’infrastruttura di ricarica. In considerazione del clima di incertezza normativa che avvolge il settore, sono stati proposti due differenti scenari.

SCENARIO CONSERVATIVO

Lo scenario conservativo presuppone la continuità del quadro legislativo vigente, l’assenza di incentivi statali per i veicoli leggeri, un’attivazione parziale dei finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza per l’infrastruttura di ricarica, la conferma dei fondi già previsti per i veicoli elettrici commerciali e pesanti, e un ritardo di quattro anni dell’Italia per raggiungere la quota di mercato media europea delle auto elettriche. Nel primo trimestre del 2026, lo ricordiamo, la market share italiana delle auto elettriche si è attestata all’8%, a fronte del 20% medio nel Vecchio continente. Con questi assunti, lo scenario conservativo porta a una stima al 2025 relativa  aun circolante in Italia di 4,6 milioni di veicoli elettrici e 3,2 milioni di ibridi plug-in, mentre sul versante infrastrutturale si conteranno quasi 133.000 punti di ricarica a uso pubblico, di cui il 53% in corrente alternata, il 30% di tipo veloce fino a 149 kW di potenza e il 17% ultraveloce con potenza dai 150 kW in su. Alla rete di ricarica pubblica si affiancheranno 3,3 milioni di punti di ricarica privati, il 91% dei quali sarà in ambito domestico e il 9% in ambito aziendale.

SCENARIO ACCELERATO

Lo scenario accelerato considera la possibilità di un incentivo strutturale rivolto ai cittadini per l’acquisto dei veicoli elettrici e plug-in, un mandato 100% a zero emissioni allo scarico per le flotte aziendali, il potenziamento dei fondi per l’elettrificazione dei veicoli commerciali e pesanti e la disponibilità di finanziamenti dell’Unione Europea per l’infrastruttura di ricarica a uso pubblico. Fattori che contribuirebbero insieme a ridurre a tre anni il ritardo italiano in termini di quota di mercato dei veicoli elettrici rispetto alla media europea. Prendendo le mosse da queste considerazioni, lo scenario accelerato prevede che al 2035 circoleranno in Italia 6,8 milioni di veicoli elettrici e 2,4 milioni di ibridi plug-in, mentre sul versante infrastrutturale sarebbero oltre 164.000 i punti di ricarica a uso pubblico diffusi sul territorio, con una ripartizione di potenza analoga a quella dello Scenario Conservativo. A questa rete si sommerebbero 3,5 mln di punti di ricarica privati: il 90% in ambito domestico e il 10% in ambito aziendale.

INCREMENTO DELLA DOMANDA

L’incremento della domanda di elettricità per la ricarica dei veicoli si aggirerebbe in base allo scenario tra i 15,2 e i 17,6 TWh: un livello pienamente compatibile con il sistema elettrico nazionale, con riflessi positivi particolarmente rilevanti in termini di stimolo alla produzione di elettricità da rinnovabili e alla riduzione della dipendenza dalle importazioni petrolifere. Nei due scenari, Conservativo e Accelerato, l’Italia eviterebbe rispettivamente un consumo di circa 34,6 e 41,5 milioni di barili di petrolio all’anno al 2035, per un valore orientativo stimato tra i 2,4 e i 2,9 miliardi di euro annui. «La crisi in Medio Oriente e lo shock petrolifero che ne è conseguito hanno ricordato a tutti, se ce ne fosse ancora bisogno, l’urgenza di un approccio realmente strategico al tema della sicurezza energetica nazionale ed europea – rileva Fabio Pressi, presidente di Motus-E –, la mobilità elettrica rappresenta una risorsa indispensabile per contribuire, insieme alle rinnovabili, a dare corpo in modo serio all’ambizione di una maggiore sovranità energetica nazionale».

SHOCK PETROLIFERI E FLESSIBILITÀ EUROPEA

«Lo scenario globale indica chiaramente che non solo la competitività della nostra industria automotive, ma anche la tenuta del sistema energetico ed economico del Paese, dipendono dalla capacità di comprendere e cogliere le opportunità della mobilità elettrica. Alla luce di queste evidenze – egli conclude – è essenziale che la flessibilità concessa da Bruxelles all’Italia per accelerare sulla transizione energetica, del valore di quattordici miliardi di euro, venga sfruttata in modo realmente utile per i cittadini e per il Paese, ponendo la dovuta attenzione al ruolo della mobilità elettrica per perseguire il triplice obiettivo per il quale le risorse sono state stanziate: rafforzamento della sicurezza energetica, elettrificazione dei consumi e riduzione della dipendenza dai combustibili fossili».

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