DEMOGRAFIA, re-immigrazione. Contrastare la denatalità con italici e italo discendenti

I risultati del Seminario del Comitato 11 ottobre rilanciano il ruolo di expat: rafforzare la capacità dell’Italia di attrarre e trattenere risorse umane, migliorando servizi, opportunità di lavoro e qualità della vita, e sollecita politiche specifiche per l’ingresso e l’inserimento degli expat, degli italo-discendenti e degli italici

Roma, 18 giugno 2026 – Al termine del seminario di studi “Italia al bivio tra spopolamento e fuga dei giovani”, svoltosi alla Camera dei deputati, parlamentari, rappresentanti istituzionali, esponenti del CGIE, esperti e dirigenti dell’associazionismo italiano hanno approvato una mozione finale che richiama l’urgenza di affrontare in modo strutturale il declino demografico del Paese.

FAVORIRE L’IMMIGRAZIONE DEI FIGLI DEGLI ITALIANI NATI ALL’ESTERO

Nel testo si sottolinea che la contrazione della popolazione residente, dovuta alla denatalità e alla ripresa dell’emigrazione giovanile, produce effetti demografici, economici e sociali, aggravati dall’invecchiamento della popolazione e dallo spopolamento dei piccoli borghi e delle aree montane. La mozione evidenzia inoltre che accanto al sostegno alla natalità e ai giovani che scelgono di restare sarà necessario un ricorso realistico a nuove popolazioni, accompagnato da percorsi di inserimento stabile.

ATTRARRE RISORSE CONCRETE PER IL PAESE

Il documento chiede quindi di rafforzare la capacità dell’Italia di attrarre e trattenere risorse umane, migliorando servizi, opportunità di lavoro e qualità della vita, e sollecita politiche specifiche per l’ingresso e l’inserimento degli expat, degli italo-discendenti e degli italici. La mozione affida un ruolo essenziale alle Regioni, agli enti locali e all’associazionismo italiano nel mondo e auspica che questi temi entrino al centro del prossimo dibattito elettorale.

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