VATICANO, clero. È morto il cardinale Camillo Ruini

Il prelato aveva novantacinque anni ed era malato ormai da tempo. Fine teologo, fu tra i riferimenti del pensiero ecclesiale. Da presidente della Conferenza episcopale italiana si spese al fine di incidere sui rapporti tra la Chiesa cattolica romana e la politica negli anni intensi e difficili della fine della prima Repubblica

Città del Vaticano, 16 giugno 2026 – È morto il cardinale Camillo Ruini, vicario generale emerito di Sua Santità per la diocesi di Roma e arciprete emerito della basilica papale di San Giovanni in Laterano.

FINE TEOLOGO CHE INCISE SULLA POLITICA DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Per molti anni al vertice della Conferenza episcopale italiana nella delicata fase di transizione seguita dall’implosione del mondo comunista nell’Europa orientale, che incise profondamente sulle dinamiche politiche interne italiane. Ruini tentò (e in parte vi riuscì) di orientare la galassia cattolica spiazzata dalla bufera politica della fine della cosiddetta prima Repubblica, operando intelligentemente attraverso il ricorso ad alchimie che potessero evitare una evaporazione del voto dei cattolici, ormai spezzettati e resi liberi da quel vincolo durato decenni che fu la Democrazia Cristiana. Egli operò all’interno della Chiesa cattolica romana al fine di mantenerne centrale il ruolo in una società già di per sé secolarizzata e interessata da un profondo mutamento. Fu un fermo difensore dei «valori non negoziabili» che erano stati sostenuti dapprima da Papa Giovanni Paolo II, quindi da Papa Benedetto XVI, la difesa della vita che implicava un «no» senza riserve all’aborto e all’eutanasia, oltre al richiamo all’impegno dei cattolici nella vita politica italiana a seguito della dissoluzione della Democrazia Cristiana.

LE RIFLESSIONI SULLA MORTE

Camillo Ruini era nato a Sassuolo, in provincia di Modena, il 19 febbraio del 1931. Era malato da tempo e deambulava ormai esclusivamente mediante una sedia a rotelle, pur mantenendo la propria lucidità. Nelle ultime settimane le sue condizioni di salute sono divenute oltremodo critiche e, oggi, è venuto a mancare. Negli ultimi tempi aveva concentrato le sue riflessioni al tema della morte. «Più che paura provo pentimento – aveva dichiarato in una intervista rilasciata di recente al quotidiano “Il Corriere della Sera” -, non solo per i peccati commessi, ma per le tante cose che avrei potuto fare e non ho fatto. Ho dedicato troppo tempo a me e ai miei libri, anche se mi rincuora l’affetto di tante persone». Nella medesima intervista aveva espresso il suo apprezzamento per la Presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni, con la quale affermava di avere «coltivato un’amicizia vera». «Ci raccogliamo in preghiera e affidiamo alla misericordia del Padre il cardinale Camillo Ruini, che il Signore ha chiamato a sé. Lo ricordiamo con riconoscenza per la vita spesa al servizio del Vangelo, della Chiesa di Roma e della Conferenza Episcopale Italiana», queste le parole del cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e attuale presidente della Conferenza episcopale italiana.

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