Pesaro, 16 giugno 2026 – Dopo l’estate, il dialogo artistico italo-mozambicano rinverrà il proprio culmine nella capitale Maputo, dove l’opera di Camilla Alberti sarà presentata ufficialmente al pubblico. L’evento celebrativo coinciderà con l’avvio della seconda edizione della residenza, sancendo il passaggio di termine tra gli artisti e confermando al contempo la continuità di questo ambizioso percorso di scambio internazionale.

RICERCA E CONTAMINAZIONE TRA ITALIA E MOZAMBICO
Camilla Alberti è stata tra le protagoniste della prima edizione di Mozita, la rassegna culturale promossa dall’Ambasciata d’Italia nel Paese africano, che prese avvio nel 2025 per celebrare i cinquant’anni di relazioni e amicizia tra Roma e Maputo. L’artista ha preso parte a una residenza artistica nata per creare un ponte culturale stabile tra i due Paesi. Il Mozambico, ricco di storia e cultura, esprime la sua vitalità artistica mediante un mosaico di tradizioni e influenze. La capitale ne è il centro creativo, con le sue gallerie, i poli culturali e i collettivi artistici che alimentano un contesto dinamico, in continua evoluzione e aperto al dialogo internazionale. Qui, la residenza ha offerto all’Alberti l’opportunità di immergersi in una pregnante temperie culturale e sociale, ponendola nelle condizioni di dare vita a un’opera originale originata dalla contaminazione con le radici espressive locali.

OBIETTIVI DELLA RESIDENZA ARTISTICA
La residenza, su invito, ambisce a divenire un appuntamento annuale proponendosi come un’opportunità unica per gli artisti italiani che desiderano intraprendere un percorso di ricerca e sperimentazione fuori dal proprio contesto abituale. L’obiettivo è fargli maturare un’esperienza di ricerca profonda e, al contempo, favorire la creazione di opere che nascano dal confronto diretto con il territorio. Frutto del soggiorno di Camilla Alberti a Maputo è l’opera “Cacciatori di Ruggine”, attualmente custodita presso la Residenza dell’Ambasciata d’Italia nella capitale mozambicana. Il lavoro intreccia saperi artigianali e immaginari simbolici, risultato della collaborazione con gli artigiani dell’Associação de Escultores de Arte Makonde (ASSEMA).
MATERIALI E IDEE
Ella ha fatto ricorso al Pau Preto (ebano), legno caratteristico ed emblematico della cultura Makonde, oltre a materiali di risulta, sia organici che industriali, da lei trasformati in polveri, pigmenti e leganti, riflettendo su tre pilastri: quello della Caccia (tensione alla sopravvivenza), della Ruggine (metamorfosi e resilienza) e del Cemento (simbolo di status e strumento di trasformazione sociale). Conclusa la fase di produzione e di ricerca sul campo, il progetto ora entrato nel vivo della sua restituzione pubblica. La residenza, nello spirito di contatto e scambio che caratterizza la rassegna Mozita, concerne infatti momenti di condivisione e di open studio, volti a presentare il lavoro e i processi creativi sviluppati durante il soggiorno.

DUE EVENTI «CHIAVE»
Il percorso si articolerà attraverso due appuntamenti chiave: il 17 giugno Mozita varcherà i cancelli della sede di Renco a Pesaro per una presentazione ufficiale dedicata ai dipendenti. Un’occasione preziosa per raccontare i valori della residenza e restituire i risultati della ricerca artistica alla comunità aziendale che ne ha sostenuto la nascita; dopo l’estate, il dialogo tra Italia e Mozambico rinverrà il suo culmine a Maputo, dove l’opera di Camilla Alberti sarà presentata ufficialmente al pubblico. L’evento celebrativo coinciderà con l’avvio della seconda edizione della residenza, sancendo il passaggio di termine tra gli artisti e confermando la continuità di questo ambizioso percorso di scambio internazionale.
RENCO S.P.A.
Fondata nel 1979 a Pesaro, Renco S.p.A. è attiva nel settore energetico e delle infrastrutture. Presente in Mozambico dal 2013, l’azienda affianca alla sua attività industriale un profondo impegno nel sostegno alla cultura. Con il lancio di MOZITA e la scelta di Camilla Alberti per la prima edizione, Renco riafferma il proprio ruolo nel favorire il dialogo internazionale attraverso l’arte contemporanea.
CAMILLA ALBERTI
Nata a Milano nel 1994, Camilla Alberti conduce una ricerca sulla trasformazione della materia attraverso oggetti di scarto, ispirandosi a tecniche antiche e pratiche alchemiche. Indaga come il decadimento di questi materiali riveli le interconnessioni all’interno dell’ecosistema. La sua ricerca comprende collaborazioni con scienziati, tra cui una recente presso l’Istituto di Biologia di Graz, in Austria, dove ha studiato le relazioni simbiotiche dei licheni. Ha partecipato a residenze di ricerca internazionali, tra cui LaWayaka Current nel Deserto di Atacama, Cile (2023), dove ha approfondito tecniche di tessitura in relazione alle pratiche sciamaniche e alla cosmogonia andina, e la Residency MMCA Changdong presso il National Museum of Modern and Contemporary Art di Seul, dove ha proseguito lo studio delle pratiche sciamaniche legate alla trasformazione della materia nelle tradizioni coreane dei Mudang. Il suo lavoro è stato recentemente esposto presso: Kunsthaus Graz (2025); Triennale di Milano (2025); Swivel Gallery, New York (2025); Padiglione Centrale della Biennale di Malta (2024), Malta; GIAF23, Gangneung, Corea del Sud (2023); Padiglione Italia, 14ª Biennale di Gwangju, Corea del Sud (2023); Akademie Graz (2023); Palazzo Vecchio e Museo Novecento (2022); Palazzo Strozzi (2021) in Italia; Museo Archeologico Schloss Eggenberg, Austria (2021). Inoltre, ha esposto alla XVIII Quadriennale d’Arte presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma (ottobre 2025-gennaio 2026).



