Roma, 15 giugno 2026 – Con una serie di dibattiti e mostre, presso l’Antico Quartiere Ebraico di Roma a partire dal tardo pomeriggio di ieri ha avuto inizio la XIX edizione di Ebraica, Festival Internazionale di Cultura, tradizionale evento promosso dalla Comunità Ebraica di Roma quest’anno curato da Raffaella Spizzichino, Ariela Piattelli e Marco Panella. A partire dal tardo pomeriggio di domenica 14 luglio, sul palco si sono alternati Autorità ed esponenti della Comunità ebraica, quindi il dialogo tra Erri de Luca e Roberto Molinari,; a seguire, l’inaugurazione della mostra curata da Marco Panella “Exodus, le navi della speranza”, che ha preceduto i dibattiti “Disegnare il futuro: cultura, innovazione, speranza; il caso Roma”, al quale hanno preso parte il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, il giornalista Maurizio Molinari e il regista Enrico Vanzina, e “Il sentiero della speranza”, dialogo con Yarona Pinhas e Raffaele Morelli.
Maurizio Molinari ed Erri De Luca
TIKVÀH, SPERANZA
Tema al centro della manifestazione è la speranza, in ebraico Tikvàh (תִּקְוָה), sentimento che riveste un posto centrale nella visione ebraica della vita e della storia. La radice della parola (קוה) assume infatti sia il significato di «sperare» che quello «tendere una corda», ambivalenza suggestiva dalla quale origina dunque la speranza, intesa quale filo teso tra ciò che è e ciò che deve ancora compiersi. Ed è stato proprio con le parole che ha preso avvio l’evento, che si articolerà in quattro intense giornate di attività di estremo interesse, poiché fino a mercoledì 17 giugno il Festival animerà il Quartiere Ebraico di Roma con incontri, talk, spettacoli, reading e presentazioni di libri. A venire affrontati saranno i grandi temi della contemporaneità attraverso la tensione interiore che spinge l’uomo a guardare oltre il presente, anche quando la storia pare allontanarsi dalla promessa, quel filo non si spezza.
DIFENDIAMO LE PAROLE
Le parole si è detto. Parole che vanno difese con forza, senza però mai rinunziare al confronto. Parole sotto attacco, urlate e parole soffocate, flatus vocis: ebbene, quanto pesano le parole nella comunicazione di oggi? Questo è stato il tema di apertura di Ebraica 2026, che ha visto interloquire l’intellettuale Erri De Luca, scrittore recentemente coinvolto in un’aspra polemica a seguito di una sua affermazione pubblica, e il giornalista Maurizio Molinari. Oggi domina la semplificazione: nell’era della comunicazione più invasiva, sovente la narrazione ha luogo esclusivamente mediante una sola lente. Ma, ecco soccorrerci la speranza. In un momento di rottura, di obiezione di coscienza nei confronti di un linguaggio che, perduta ormai la propria misura, diviene sempre più incitazione all’odio.
UN CONFRONTO ANCORA POSSIBILE
Tuttavia il confronto si rende ancora possibile attraverso la restituzione della complessità al ragionamento, oggi scaduto a mera condanna. Altrimenti, l’aggressione dei contenuti e le parole portatrici di contrasto e violenza accentueranno inevitabilmente l’inclinazione del piano della polarizzazione, che nel diffuso conformismo che permea la società. Parole come clava: riguardo alla ricerca di una misura si è espresso inequivocabilmente il Pontefice della Chiesa cattolica romana Leone XIV, affermando che «le parole vanno disarmate», soprattutto in tempi e contesti di drammatici conflitti. Una possibile cura del male andrebbe rinvenuta nella generazione di antidoti all’odio e alle bugie, ma – è stato sottolineato dai due interlocutori convenuti sul palco di Ebraica 2026 -, è difficile pervenire a tale soluzione.

PROGRAMMA DEGLI EVENTI
Lunedì 15 giugno. Alle ore 19:00 avrà luogo il reading “Due vite, una memoria”, di e con Dina Hassan, storia di una bambina di Tripoli costretta a lasciare la Libia nel 1967 assieme alla sua famiglia. Attraverso il suo percorso di esilio e ricostruzione identitaria, il racconto intreccia la memoria personale e la storia collettiva dell’esodo ebraico dal Nord Africa. Alle ore 21:00 l’incontro dedicato a “Leggere Lolita a Teheran”, celebre romanzo di Azar Nafisi, che vedrà la partecipazione del regista del film tratto dall’opera letteraria, Eran Riklis, che dialogherà ad Ariela Piattelli e alla giornalista Francesca Nocerino affrontando il tema del rapporto tra letteratura, libertà e resistenza culturale nelle società segnate dalla repressione; alle ore 21;30 proiezione del film.
Martedì 16 giugno. Alle ore 19:00 presentazione del libro di Ghila Piattelli, “Ovunque sia casa”, edito per i tipi di Giuntina; assieme all’autrice interverranno la giornalista Lara Crinò, l’attore e regista teatrale Luca Barbareschi e Clelia Piperno. A venire proposto è un dialogo sul significato della casa, dell’appartenenza e delle identità in movimento attraverso una narrazione che intreccia memoria personale e storia collettiva, restituendo una riflessione intensa e profondamente umana sui confini tra verità e menzogna, condanna e perdono, e sulla possibilità di ritrovare il proprio posto nel mondo. Alle ore 20:30 avrà luogo il reading “Angelo e Osman, un poliziotto e un carabiniere, giusti tra le nazioni”, di Elisabetta Fiorito, interpretato da Claudio Botosso e Sebastiano Somma, due storie di coraggio civile e umanità avvenute durante la persecuzione nazifascista. La serata si chiuderà alle ore 21:30 con lo spettacolo “Giobbe”, di e con Roberto Anglisani, ispirato al romanzo di Joseph Roth, che narra la vicenda di Mendel Singer e della sua famiglia tra la Russia e l’America attraversando guerre, migrazioni, fede e sofferenza. Con intensità e grande forza espressiva, lo spettacolo dà voce alle speranze, ai dolori e alle domande dei protagonisti, trasformando una storia di dolore e redenzione in un racconto profondamente umano, tragico e al tempo stesso luminoso.
Mercoledì 17 giugno. Alle ore 19:00 apertura con il talk “La speranza al tempo dell’intelligenza artificiale”, al quale parteciperanno lo psicoterapeuta Ruggero Raccah, Marco Panella, Clelia Piperno e Rav Ariel Di Porto. Una riflessione sulle trasformazioni indotte dall’intelligenza artificiale e sul ruolo dell’essere umano nell’era digitale tra nuove opportunità e interrogativi di natura etica e sociale. Un contesto nel quale la speranza diviene la chiave di lettura per interrogarsi su come tecnologia e responsabilità possano convivere, mantenendo al centro la dignità e la complessità della persona. Alle ore 20:00 verrà presentato il libro di Serena Di Nepi, “Il ghetto di Roma. Storia di una comunità ebraica”, edito da Carocci; all’evento parteciperanno l’autrice, lo scrittore Fabrizio Rondolino e Claudio Procaccia, direttore del Dipartimento per i Beni e le Attività Culturali della Comunità Ebraica di Roma. Un approfondimento storico e culturale dedicato alla memoria del Ghetto di Roma, di cui il volume ripercorre le vicende dal 1555 al 1870. Attraverso l’analisi dei principali eventi, delle figure più significative e delle testimonianze che hanno segnato quei secoli, prende forma il racconto della vita della comunità ebraica romana, costretta a confrontarsi con restrizioni e discriminazioni, ma capace di esprimere straordinarie forme di resilienza e di mantenere saldo il proprio patrimonio spirituale e culturale. Alle ore 21:00 concluderà la serata, e con lei la XIX edizione, di Ebraica lo spettacolo “C’era una volta il Ghetto”, con il musicista Alberto Laurenti e Sandro Di Castro, un viaggio tra musica, poesia e memoria nella Roma ebraica, in cui le celebri canzoni romanesche interpretate da Laurenti si intrecciano ai sonetti di Di Castro, dedicati alla vita del Ghetto e alle sue atmosfere. Un percorso emozionante tra tradizioni, ironia e identità, alla riscoperta dell’anima più autentica e popolare della città.
INFO
Ebraica è realizzato con il contributo di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura – Dipartimento Attività Culturali, Camera di Commercio di Roma, la partnership di Enel, in collaborazione con Fondazione Museo della Shoah, Libreria Ebraica e Centro di Cultura Ebraica, si avvale del patrocinio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI) e della media partnership della Rai radiotelevisione italiana. Il festival è una produzione Artix e Golda International Events. La partecipazione al Festival è libera fino a esaurimento dei posti disponibili, ma è obbligatoria la prenotazione obbligatoria presso Eventbrite al seguente link https://tinyurl.com/Ebraica-Festival-2026



