Firenze, 11 giugno 2026 – Da oggi e fino all’autunno 2026 il Gallery Hotel Art di Firenze, parte della Lungarno Collection, proseguirà il suo dialogo con la creatività contemporanea accogliendo l’artista Daniele Sigalot con la mostra, Please Take This Seriously, a cura di Valentina Ciarallo.
ARTE CONTEMPORANEA ALLA GALLERY HOTEL ART
Please Take This Seriously suona come un’incitazione, ma agisce come un paradosso. È un invito che si incrina nel momento stesso in cui viene accolto. Più si tenta di prenderlo sul serio, più si rivela impraticabile. In questa tensione sottile tra intenzione e fallimento si muove l’intera ricerca di Daniele Sigalot, romano di nascita ma berlinese di adozione. Oggi il suo studio si trova al Gazometro di Roma e si chiama “La Pizzeria”: un luogo di incontro, azione, aperto a manifestazioni creative, da cui nasce anche il noto format “Coppa Pizzeria”, un dissacrante torneo internazionale di calcio e performance, che nel corso degli anni ha saputo costruire un universo visivo capace di destabilizzare ogni certezza, trasformando l’ironia in un affilato strumento critico. La mostra fiorentina presenta una selezione di opere realizzate ad hoc per il Gallery Hotel Art che condensa i tratti distintivi della sua pratica, dai celebri post-it in alluminio laccato all’originale e personalizzato The Ping Pong Paradox, passando per un’installazione rimodulata di aeroplanini in acciaio lucido dalle punte cangianti. Oggetti quotidiani e familiari vengono trasferiti in una dimensione insolita, dove la leggerezza si intreccia con un’acuta riflessione sul sistema dell’arte e sulle dinamiche che lo governano.

SOVVERTIRE LA NATURA EFFIMERA
I post-it dai colori accesi vengono presentati in varie dimensioni, maxi e micro, mantenendo la classica forma quadrata, anche la più piccola che rimanda agli originali, normalmente utilizzati per appunti rapidi, promemoria temporanei e pensieri destinati a scomparire nel flusso quotidiano. Sigalot ne sovverte però la natura effimera e attraverso l’utilizzo di una materia fredda e resistente come l’alluminio, gli conferisce un carattere permanente. Quello che nasce come supporto per note personali diventa display per un messaggio condiviso, conservandone l’immediatezza del gesto e la spontaneità del pensiero, ma ribaltandone completamente la funzione. Frasi come «Art Must Be Taken Seriously, Blame Duchamp is this is art» o «This Artwork looks great above the sofa» mettono in scena un cortocircuito semantico. Sono dichiarazioni che sembrano svuotare l’opera di significato amplificandone in realtà le contraddizioni. Sigalot gioca con il linguaggio, smonta le retoriche e restituisce allo spettatore uno specchio ironico e disilluso. Una sottile ironia verso l’arte attraversa affermazioni come «Anyone can do this, Buy now, Also available in blue, This is totally superflous, don’t you need it?».
THE PING PONG PARADOX
Frasi che ricordano il linguaggio del marketing si trasformano in strumenti per scardinare le dinamiche di un sistema dell’arte spesso mondano e patinato. La provocazione diventa così volutamente esplicita, quasi una presa in giro dichiarata. Lo stesso artista afferma: «Non amo prendermi troppo sul serio. Lavoro seriamente, ma mi piace scherzare». Come direbbe il professore esiliato nel film “Il conformista” (1970) di Bertolucci: «Le persone serie non sono mai serie». Un’ironia che non banalizza l’opera, ma al contrario ne amplifica le ambiguità e invita lo spettatore a interrogarsi sul valore, sul linguaggio e sui rituali dell’arte contemporanea. La lobby diventa un campo ludico, il nuovo The Ping Pong Paradox, appositamente realizzato per la mostra invita il visitatore a confrontarsi e giocare. Esso traduce visivamente il conflitto irrisolvibile tra razionalità e creatività. Il tavolo è diviso in due universi opposti: l’uno psichedelico, libero, istintivo, multicolor; l’altro geometrico, rigoroso, controllato, in bianco e nero. Le due metà non offrono alcuna sintesi possibile. Non si tratta di scegliere da che parte stare, ma di accettare l’impossibilità stessa della scelta. Il gioco qui diventa metafora di una condizione esistenziale: mi sento più creativo o più razionale?

ILLUSIONI E SLITTAMENTI
Ogni rimbalzo è un tentativo di equilibrio destinato a rimanere irrisolto come quello del saper accettare la condivisione di spazi diversi. Gli aeroplanini, apparentemente di carta piegata, evocano un immaginario infantile e universale, ma nella loro traduzione in acciaio inox perdono la funzione originaria per acquisire una nuova stabile monumentalità. Sono oggetti che rimandando alla memoria, aspirano al volo, alla leggerezza, restano inevitabilmente ancorati con eleganza, limitandone la fugacità. L’intero progetto espositivo si fonda su un gioco di illusioni e slittamenti in cui apparenza e realtà, serietà e spensieratezza, significato e nonsenso convivono senza mai risolversi. Sigalot costruisce un linguaggio fatto di ambiguità e doppi livelli, capace di generare nello spettatore una condizione di straniamento tra il sorriso e la riflessione. In questo equilibrio instabile l’ironia diventa una strategia di sopravvivenza, una forma di resistenza critica nei confronti di una realtà che tende a spettacolarizzare e semplificare ogni cosa, inclusa l’arte. Please Take This Seriously va decifrata allora come un inganno consapevole, un titolo che mette alla prova il pubblico, chiedendogli di abitare il paradosso anziché risolverlo.

PLEASE TAKE THIS SERIOUSLY
Perché nel complesso il lavoro di Sigalot non chiede di essere compreso fino in fondo ma di essere attraversato. Con leggerezza sì, ma con la giusta dose di dubbio e ironia. E non è forse l’arte un gioco tra uomini di tutte le epoche? Come diceva Marcel Duchamp e l’arte, oggi più che mai, può essere un gran bel gioco da giocare insieme.
Daniele Sigalot: Please Take This Seriously,
evento a cura di Valentina Ciarallo,
Firenze, Gallery Hotel Art (Vicolo dell’Oro, 5),
dal 10 giugno 2026;
ingresso libero.
LUNGARNO COLLECTION
Fondata nel 1995, Lungarno Collection è la compagnia di gestione alberghiera di proprietà della famiglia Ferragamo, con presidente Leonardo Ferragamo, che ha trasferito nel settore dell’ospitalità gli stessi principi di stile e coerenza che hanno distinto nel mondo la casa di moda Ferragamo. Lungarno Collection nasce a Firenze dove conta tre proprietà, luoghi unici in posizione privilegiata intorno a Ponte Vecchio e con vista panoramica sulla città: Gallery Hotel Art, Portrait Firenze e Hotel Lungarno, con le sue residenze, Lungarno Apartments e Palazzo Ottaviani; Portrait Roma, boutique hotel con quattordici suite, sorge nel cuore di via Condotti, a pochi metri da Piazza di Spagna, mentre a Milano, l’ultimo arrivato in ordine di tempo, è una vera e propria destinazione nel centro del quadrilatero della moda, Portrait Milano. Al gruppo fanno anche capo due ristoranti (Ristorante Borgo San Jacopo e Caffè dell’Oro) e un bar (701 Rooftop Bar) e di un bistrot, Picteau Bistro & Bar c/o Hotel Lungarno, a Firenze, mentre a Milano dell’elegante 10_11 Bar-Giardino-Ristorante. Fa parte di Lungarno Collection il brand d’hotellerie Portrait Hotels and Resorts, che oggi conta tre proprietà in tre città italiane: Portrait Roma – Portrait Firenze e Portrait Milano.

DANIELE SIGALOT
Nato a Roma nel 1976, Daniele Sigalot è un artista italiano noto per le sue installazioni concettuali, il linguaggio ironico e l’uso di supporti industriali. Il centro della sua ricerca ruota intorno all’ambiguità tra la percezione dei materiali utilizzati e la loro reale natura, facendo del contrasto una chiave di lettura della sua opera. Dopo aver vissuto per anni tra Barcellona, Londra e Berlino, è tornato in Italia spostando il suo studio (ironicamente chiamato La Pizzeria) prima a Napoli e ora a Roma. Ha esposto in importanti istituzioni culturali prestigiose in Italia e all’estero con opere pubbliche in luoghi simbolici. Tra queste: la Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma, l’Aeroporto Leonardo Da Vinci di Roma e di Milano Malpensa, la Reggia di Caserta, il MOAD di Miami, Palazzo Ducale a Genova, la Triennale di Milano, Palazzo Reale a Napoli e Gallerie degli Uffizi a Firenze. Tra le sue opere più iconiche: Master of Mistakes, un’enorme sfera del diametro di tre metri realizzata assemblando e accartocciando centinaia di fogli di alluminio e concepita come un monumento celebrativo agli errori della vita. L’opera permanente si trova nella piazza del Terminal 1 dell’Aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino a Roma e in passato è stata ospitata alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Gli aeroplanini di carta metallici sono stati esposti in più di trenta città nel mondo. Un ritratto di chiunque, ovunque, installazione monumentale composta da dodici grandi mappe cartografiche in metallo, è stata esposta al Terminal 1 dell’Aeroporto di Milano Malpensa nel 2021. Coppa Pizzeria, un torneo internazionale di calcio asimmetrico e inappropriato, che diventa una vera e propria performance collettiva, l’edizione 2026 ha avuto luogo a Napoli, in un campo all’interno di un labirinto di container di ottomila metri quadrati. Il 30 maggio 2026 ha concluso una residenza in Cina nell’ambito del programma Sviluppi del Contemporaneo per l’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura di Pechino, nato nell’ambito della diplomazia culturale del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale con relativa mostra. Il documentario a lui dedicato, La gravità del superfluo, viene presentato in anteprima nazionale il 9 giugno 2026 alla Camera dei Deputati e sarà in onda il 12 giugno su Rai5 e a seguire disponibile su RaiPlay.
INFO
Gallery Hotel Art: Vicolo dell’Oro 5 Firenze, Italia
+3905527263
gallery@lungarnocollection.com
#galleryhotelart
Instagram: @lungarnocollection



