Roma, 10 giugno 2026 – Ricerca Sistema Energetico (RSE) accoglie dunque con plauso il voto della Camera dei Deputati sulla materia, ritenendola «un’opportunità importante per il futuro energetico del Paese».
L’EVOLUZIONE DEL SETTORE
«L’Italia è pronta a compiere un passo strategico e consapevole verso gli obiettivi di decarbonizzazione, sicurezza, resilienza e indipendenza energetica. L’integrazione di fissione nel breve medio periodo e fusione nel medio lungo, nel mix energetico italiano garantirà la competitività produttiva dell’Italia e ci consentirà di rientrare nella filiera del nucleare di nuova generazione a livello internazionale». Questo il commento espresso dall’amministratore delegato di RSE Franco Cotana a seguito dell’approvazione alla Camera dei Deputati del decreto legge delega sul nucleare sostenibile, primo passo nel percorso normativo che punta a riportare l’Italia tra i protagonisti del settore. «Il voto favorevole della Camera riconosce il valore di un lungo lavoro sul tema del nucleare svolto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica – ha proseguito Cotana -, con il supporto scientifico di RSE che, attraverso il co-coordinamento della Piattaforma nazionale per un nucleare sostenibile ha potuto mettere a fattor comune gli esiti dell’attività di ricerca sulle nuove tecnologie nucleari».
Franco Cotana
NUCLEARE SOSTENIBILE
Il provvedimento, che passerà ora all’esame del Senato, amplia il perimetro della disciplina, includendo la produzione e l’utilizzo dell’energia nucleare sostenibile lungo l’intera filiera, dalla fabbricazione e dal riprocessamento del combustibile fino alla gestione del ciclo di vita degli impianti, con attenzione alla formazione delle competenze necessarie e alla valorizzazione della complementarità tra ricerca di base e ricerca applicata. «Il testo – sottolinea al riguardo l’amministratore delegato di RSE – valorizza inoltre il ruolo della ricerca, della formazione e dello sviluppo delle competenze. RSE ha avviato da tempo un percorso di approfondimento tecnico scientifico che comprende missioni istituzionali e attività di ricerca negli Stati Uniti, il confronto con il Department of Energy e programmi di alta formazione svolti presso il MIT di Boston e i laboratori di Oak Ridge, con l’obiettivo di trasferire ai nostri ricercatori, e quindi al sistema italiano della ricerca e dell’industria, le conoscenze e competenze che saranno sempre più necessarie in futuro».
TECNOLOGIE ABILITANTI
Ad avviso di RSE viene inoltre confermato il principio di neutralità tecnologica nell’individuazione delle tecnologie abilitanti, valorizza le filiere nazionali ed europee, richiama la necessità di soluzioni per lo stoccaggio temporaneo e definitivo dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito e rafforza l’attenzione all’inserimento territoriale degli impianti, prevedendo misure compensative ambientali e una coerente integrazione che tenga conto in modo consapevole delle potenziali compresenze con altri impianti. Sicurezza e affidabilità saranno garantite attraverso le nuove tecnologie oggi disponibili. «L’Italia non è più quella che ha votato al referendum – argomenta Cotana -, oggi è un paese che ha tutte le carte in regola per mettersi al passo con il resto dell’Europa e del mondo. Sono oltre quattrocento i reattori nucleari attivi in più di trenta paesi e con gli Small Modular Reactor, reattori modulari di piccola taglia e sicurezza intrinseca, la tecnologia nucleare troverà nuova espansione».
NUOVE FRONTIERE
«Rappresentando la frontiera più promettente – egli dunque conclude -, la produzione di energia attraverso gli Small Modular Reactor sarà integrabile con quella delle rinnovabili, potendo garantire continuità di produzione e riduzione dei costi, e dimostrandosi adatta a un sistema elettrico flessibile, sicuro, stabile e integrato con i sistemi energetici moderni. IAEA, l’International Atomic Energy Agency, ipotizza forti impegni nazionali, riforme nei finanziamenti e un forte supporto normativo, portando la capacità nucleare totale a circa 992 GW entro il 2050 – si stima che gli Small Modular Reactor copriranno circa il 24%, quindi quasi un quarto, di tutta la nuova capacità nucleare aggiunta nel mondo. RSE continuerà a porre a disposizione delle Istituzioni e del sistema paese le proprie competenze, sviluppate nell’ambito della ricerca energetica nazionale e internazionale, contribuendo altresì alle attività di comunicazione all’intera collettività e di approfondimento tecnico scientifico necessarie per accompagnare l’evoluzione del quadro normativo e delle future strategie energetiche italiane».



