Roma, 4 giugno 2026 – Le autovetture cinesi avrebbero dunque conquistato i giovani italiani, candidandosi in questo modo a divenire le protagoniste della nuova mobilità, poiché oggi di essi, tre su quattro si dichiarano pronti ad acquistare una vettura prodotta nella Repubblica Popolare Cinese, preferibilmente ibrida e avente un prezzo inferiore ai trentamila euro.
I GIOVANI GUARDANO ALLA CINA
È quanto emerso dalla nuova instant survey “Cosa pensano i giovani delle auto cinesi?”, realizzata nel mese di maggio da Areté, società di consulenza operativa e strategica del settore automotive. Il dato più significativo riguarda il radicale cambio di percezione dei consumatori più giovani, infatti si passa dalla diffidenza alla fiducia, con i marchi cinesi che non vengono più considerati semplici alternative low cost sul mercato, bensì prodotti sempre più competitivi sui piani della qualità, della tecnologia e dell’innovazione. L’indagine svolta ha evidenziato inoltre come l’automobile continui a occupare un ruolo centrale nella mobilità quotidiana, dato che oltre la metà degli intervistati utilizza l’auto ogni giorno per i propri spostamenti, mentre l’83% ne possiede una.
TECNOLOGIA E PREZZI GUIDANO LE SCELTE
Il 75% delle persone interpellate si è detto disponibile ad acquistare una vettura “made in China”. Per queste persone il principale fattore di attrazione è costituito dal mix tra tecnologia e qualità del prodotto, aspetto indicato dal 53% del campione; seguono poi i prezzi competitivi rispetto alla media del mercato, citati dal 43% degli intervistati. Il tema economico permane comunque determinante, con i potenziali acquirenti disposti a prendere in considerazione un modello cinese a condizione di spendere al massimo trentamila euro, soglia entro la quale è già oggi disponibile sul mercato un’ampia offerta di modelli. Per quanto concerne invece le motorizzazioni, le generazioni più giovani non hanno dubbi, poiché quasi la metà degli intervistati ha affermato che sceglierebbe un’auto ibrida nelle diverse configurazioni disponibili, mentre il 34% guarda all’elettrico puro e soltanto il 20% continuerebbe a preferire un modello alimentato a benzina.
I CLIENTI DEL PROSSIMO FUTURO
Permangono tuttavia alcune aree di diffidenza, in particolare tra i consumatori ancora scettici verso i marchi cinesi. I principali dubbi riguardano il servizio post-vendita, considerato potenzialmente debole dal 23% degli intervistati, e l’affidabilità generale dei veicoli, guardata con timore dal 22% del campione interpellato. Una percezione che appare derivare principalmente dalla limitata conoscenza diretta dei prodotti e dei brand. «La nostra analisi si concentra sui clienti che saranno sempre più decisivi nel mercato automotive del prossimo futuro e dimostra con chiarezza come i brand cinesi abbiano ormai quasi completamente colmato il gap reputazionale che inizialmente li separava dai marchi tradizionali – afferma Massimo Ghenzer, presidente di Areté -, addirittura otto italiani su dieci li considerano oggi più avanzati dal punto di vista tecnologico rispetto ai competitor europei e giapponesi. Il prezzo continua a essere una leva importante, ma non è più il principale driver di scelta: i giovani cercano innovazione, elettrificazione e qualità, e trovano nei brand cinesi un’offerta sempre più competitiva e accessibile».
INFORMAZIONE E DIGITALIZZAZIONE
Interessante, infine, anche il dato relativo alle fonti di informazione utilizzate dai giovani prima dell’acquisto di un’auto: il 41% di essi si affida ai siti web specializzati e alle piattaforme online, il 18% continua a preferire il rapporto diretto con il concessionario, mentre il 17% si forma una propria opinione attraverso i social media.



