Milano, 1 giugno 2026 – Si chiama Zakaria Ben Haddi il ventunenne nato a Vimercate che, da quanto finora è emerso dai risultati delle indagini effettuate dalla Digos, si sarebbe associato all’organizzazione terroristica internazionale Stato Islamico (Islamic State), pubblicando sui social media con cadenza costante video di propaganda riconducibili alla galassia jihadista.
JIHADISTI A VIMERCATE
Si tratta di contenuti apologetici di attentati terroristici perpetrati da islamisti radicali contro i cristiani e, in generale, contro l’Occidente, messaggi di aperta esaltazione e incitamento al martirio che non mancavano, quelli postati più di recente, di fare riferimento alla tentata strage di Modena, compiuta da un cittadino figlio di immigrati nordafricani. Questa sua attività ha indotto le strutture della sicurezza italiana a ritenere verosimile una sua immediata quanto estemporanea attivazione, così come accade solitamente nei casi dei soggetti radicalizzati. A seguito della perquisizione e all’esito di una pericolosa accelerazione della propria spirale di radicalizzazione ideologico religiosa (poiché Zakaria Ben Haddi aveva pubblicamente palesato la propria disponibilità al martirio), hanno fatto ritenere la concreta intenzione a una possibile attivazione violenta.
DIVULGAZIONE DEL TERRORISMO DI ISLAMIC STATE
Questo, per altro, nella consapevolezza che l’uomo sarebbe stato in procinto di lasciare il territorio nazionale italiano, in quanto trovato in possesso di un biglietto aereo per il Marocco, con data di decollo 9 giugno 2026. La Procura della Repubblica di Milano ne ha dunque disposto il fermo sulla base dell’accusa di associazione con finalità di terrorismo. L’indagine aveva tratto le proprie origini da un altro filone, sempre seguito dalla Digos ma nell’ambito di un altro procedimento. Al Giudice per le indagini preliminari, dottoressa Rossana Mongiardo, che dovrà pronunziarsi a breve in ordine alla convalida del fermo del presunto jihadista, quest’ultimo, assistito dall’avvocato Paola Morelli, ha tentato di discolparsi asserendo che i contenuti condivisi in Internet fossero stati pubblicati esclusivamente «a scopo divulgativo» e che lui, in realtà, non avesse alcuna intenzione di fare attentati.



