Santa Croce sull’Arno (PI), 31 maggio 2026 – Fino al prossimo 27 settembre nell’amena località toscana sarà dunque possibile visitare il Centro espositivo di Villa Pacchiani, all’interno del quale è stata allestita la mostra basata sulle opere dalla Collezione Pieroni Stiefelmeier, evento curato da Alessandro Cocchieri. Si tratta dello sviluppo di un progetto che si configura non come semplice ricognizione collezionistica, bensì quale dispositivo critico in grado di interrogare le traiettorie dell’arte contemporanea tra gli anni Settanta e oggi.

LE OPERE DELLA COLLEZIONE PIERONI STIEFELMEIER
La collezione costruita da Mario Pieroni e Dora Stiefelmeier si distingue per la propria natura relazionale e processuale. Non infatti un insieme sistematico, ma un organismo vivo e stratificato nel tempo attraverso incontri, affinità elettive e tensioni teoriche. In tal senso, la mostra intende restituire una costellazione di pratiche che hanno contribuito a ridefinire i concetti medesimi di opera, spazio e autorialità. Il percorso espositivo pone in dialogo ricerche eterogenee quanto profondamente interconnesse che spaziano dalle indagini sul linguaggio e sulla tautologia dell’arte concettuale di Joseph Kosuth, alle strutture modulari e seriali di Sol LeWitt; dalla tensione materica e archetipica di Jannis Kounellis alla dimensione ambientale e percettiva delle installazioni di Cristina Iglesias.
DIALOGO TRA RICERCHE ETEROGENEE MA INTERCONNESSE
Accanto a queste, emergono le pratiche che interrogano il corpo, l’identità e lo spazio sociale, come nel lavoro di Vito Acconci e Jimmie Durham, mentre la riflessione sul segno, sulla superficie e sulla temporalità attraversa le opere di Carla Accardi ed Ettore Spalletti. In questo orizzonte si inserisce anche Gianfranco Baruchello, la cui ricerca ha dato forma a un immaginario frammentato e lucidissimo, capace di trasformare il dettaglio minimo in mappa mentale e poetica. La mostra evidenzia inoltre una linea italiana fortemente radicata nella ridefinizione del linguaggio artistico, grazie al lavoro di Giulio Paolini, Luigi Ontani e Remo Salvadori, accanto a presenze che ampliano il campo verso dimensioni interculturali e transnazionali, come Mirosław Bałka e Bizhan Bassiri.

UN ARCHIVIO DINAMICO PRIVO DI LINEARITÀ CRONOLOGICA
In questo intreccio di poetiche, la collezione si rivela come un archivio dinamico, capace di restituire non solo opere, ma contesti, relazioni e momenti fondativi della storia recente dell’arte. La scelta curatoriale non segue una linearità cronologica, ma privilegia una lettura per risonanze, affinità e contrappunti, invitando il visitatore a costruire un proprio attraversamento critico. Più che documentare una stagione, Opere dalla Collezione Pieroni – Stiefelmeier attiva una riflessione sul ruolo della collezione come pratica culturale e politica: uno spazio di mediazione tra produzione artistica, sistema espositivo e memoria. «Opere che – ad avviso dell’assessore alla Cultura del Comune di Santa Croce sull’Arno, Simone Balsanti -, nella diversità del loro linguaggio offrono al pubblico la possibilità di riflettere sui temi dell’identità, dello spazio e del ruolo dell’arte nella società».

INFO
Opere dalla Collezione Pieroni Stiefelmeier, mostra a cura di Alessandro Cocchieri allestita presso Villa Pacchiani Centro Espositivo, in Piazza Pier Paolo Pasolini a Santa Croce sull’Arno (PI), aperta al pubblico (ingresso gratuito) nei pomeriggi dal venerdì alla domenica (mese di agosto escluso) fino al 27 settembre 2026;
artisti che espongongono: Vito Acconci, Carla Accardi, Marco Bagnoli, Mirosław Bałka, Bizhan Bassiri, Gianfranco Baruchello, Jimmie Durham, Bruna Esposito, Cristina Iglesias, Jannis Kounellis, Joseph Kosuth, HH. Lim, Felice Levini, Sol Lewitt, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Remo Salvadori, Maurizio Savini ed Ettore Spalletti;
+390571389853
s.bucci@comune.santacroce.pi.it
immagine in apertura dell’articolo: opere dalla Collezione Pieroni-Stiefelmeier, 2026, installation view, Villa Pacchiani (foto: Gino Di Paolo)




