Roma, 29 maggio 2025 – Il 26 maggio scorso presso la Sala del Carroccio in Campidoglio a Roma, ha avuto luogo il convegno organizzato da Democrazia Solidale (Demos) sulla sanità pubblica. Ne è emersa una proposta mirata al rilancio del Servizio sanitario nazionale, con l’obiettivo di rafforzare l’universalismo, la sanità di prossimità, l’integrazione socio sanitaria e il lavoro degli operatori.
LA SANITÀ PUBBLICA SECONDO DEMOS
L’iniziativa ha preso avvio dalla presentazione del documento programmatico redatto da Demos, che costituisce il primo passo per aprire il confronto e la condivisione dei cittadini con questa formazione politica in tutta Italia. Il dibattito odierno si è articolato in più parti, con la partecipazione di Barbara Funari (assessore alle Politiche sociali e alla Salute di Roma Capitale), Paolo Ciani (parlamentare della Repubblica), Sandro Petrolati (capogruppo di Demos all’Assemblea capitolina), Marinella D’Innocenzo (presidente dell’associazione L’AltraSanitá), Antonio Mastromattei (direttore del Distretto 8 ASL Roma 2), Silvana Pescosolido (pediatra), Flavio Pizza (Federlazio Salute) e Antonio Segatori (infermiere e docente presso la Sapienza Università di Roma PUI Umberto I).
RIFLESSIONI SU TEMATICHE FONDAMENTALI
Quattro i focus sui quali è stata concentrata l’attenzione nel corso del convegno, attraverso di essi è stato possibile approfondire la riflessione sulle tematiche relative al lavoro sanitario, al Piano nazionale di ripresa e resilienza, alla sanità di prossimità, all’innovazione tecnologica e alla formazione intesa quale leva strategica. «Ringrazio tutti per la partecipazione a questa giornata sulla sanità futura, perché sono convinto che non possa esserci miglioramento senza confronto costruttivo, dialogo e condivisione. Oggi abbiamo presentato la nostra proposta sulla sanità, illustrato un documento programmatico che abbiamo diffuso e che tutti possono leggere», ha sottolineato il capogruppo di Demos all’Assembela capitolina, Sandro Petrolati.
LA FUGA VERSO IL PRIVATO
«Sono convinto che la sanità possa e debba aggiornarsi nelle modalità di servizio al cittadino – ha aggiunto Petrolati -, sfruttando tecnologie e supporti, senza mai perdere di vista la centralità della persona e della sua cura, con un approccio che non si limiti a quell’esame o a quella patologia, ma sia capace di guardare alla persona nella sua totalità e non solo al malato, accompagnandola durante la cura. In questo senso la medicina di prossimità e l’integrazione socio sanitaria sono determinanti quanto la strumentazione di ultima generazione. In questo periodo, le figure professionali della sanità sono sempre meno, mentre è aumenta la richiesta di servizi. Il risultato sono condizioni di lavoro insostenibili, pronto soccorso intasati, fuga verso il privato. Una serie di carenze e paradossi che vanno affrontati con un ripensamento del sistema capace di valorizzare chi lavora per la salute di tutti».



