Roma, 24 maggio 2026 – «Per la prima volta, dopo decenni, il tema della casa è tornato al centro del dibattito e, soprattutto, al centro dell’azione del Governo in modo strutturale». Ad affermarlo è stata l’Onorevole Erica Mazzetti, parlamentare della Repubblica a capo del Dipartimento lavori pubblici di Forza Italia, intervenuta a seguito del provvedimento varato dal Governo Meloni.
IL PIANO CASA DEL GOVERNO MELONI
Ad avviso della deputata azzurra «si tratta di un merito indiscusso del centrodestra, che ha posto fin da subito l’abitare tra le priorità da affrontare e portare a termine. È un passo avanti storico, perché costruire politiche per l’abitare, per una casa dignitosa significa dare stabilità a ogni persona, nel solco di ciò che ha fatto Silvio Berlusconi. Siamo di fronte a un’emergenza che coinvolge milioni di italiani, sia meno abbienti sia in fascia grigia. Il problema è noto, ma per troppo tempo sono mancate politiche strutturali per l’edilizia e per l’abitare in chiave economico, sociale, ambientale, energetico. Ora stiamo recuperando. Questo piano «permetterà di mobilitare risorse finanziarie e pervenire alla rigenerazione di un patrimonio immobiliare inutilizzato, coinvolgendo le partecipate statali e ponendo a sistema competenze e strumenti al fine di affrontare un problema sociale non più rinviabile».
Erica Mazzetti
UNO STRUMENTO STRUTTURALE SUL LUNGO TERMINE
Intervenendo a Firenze nel corso dell’evento organizzato dall’Ance locale, da Firenze Domani, da Confindustria Toscana Centro e da Costa, la Mazzetti ha quindi aggiunto che «il Piano Casa è uno strumento strutturale di natura politico economica con respiro decennale che ci era stato chiesto da tutti gli operatori. Adesso è in discussione in Commissione Ambiente e io sarò a disposizione per apportarvi eventuali migliorie. Esso fornisce le giuste risposte che, dal governo Berlusconi nel 2009, nessuno è stato in grado di dare. Si basa su tre pilastri: con soldi già stanziati si renderanno abitabili gli immobili di risulta; il fondo housing di coesione per i beni già esistenti e immobili pubblici vuoti da ristrutturare e per questo ci sono anche molti fondi nazionali ed europei; partenariato pubblico-privato con attrazione di fondi nazionali ed esteri, capaci di mobilitare anche miliardi, ma dovremmo porre più attenzione alle piccole e medie imprese nazionali, con regole chiare, grazie alla semplificazione normativa e alla premialità, sconti su transazioni notarili e scomputi oneri urbanizzazione per bonifiche, con 70% edilizia convenzionata e 30% in edilizia libera».
INVESTIMENTI STRATEGICI E PROCEDURE
«Per sveltire le procedure dei grandi investimenti strategici è previsto un commissario governativo con pieni poteri – ha quindi concluso al riguardo la parlamentare di Forza Italia – e, dato che ci sono più enti e ministeri interessati, Invitalia Spa gestirà il coordinamento dei fondi e la mappatura degli immobili. In quest’ottica, è fondamentale la cooperazione a tutti i livelli, dall’Unione europea, e ringrazio l’Onorevole Raffaele Fitto per la partecipazione, fino ai Comuni, che devono collaborare e non essere un blocco. Le categorie economiche e professionali del settore hanno chiesto una leva fiscale per accompagnare il provvedimento e stiamo studiando una proposta sullo stile dei piano investimento con i risparmi privati, il PIR, e un vincolo a tutela delle aziende italiane, anche in caso di investimenti esteri. Sarà un grande volano di rigenerazione urbana, sociale, economica, ambientale ed energetica con la regia pubblica ma investimenti pubblici e privati, basati non più su bonus assistenziali, bensì sulla base di premialità».



