ENERGIA, infrastrutture. Libia, estrazione di greggio e recupero gas associato: Bouri, giunto il maxi modulo Eni Rosetti

L’infrastruttura rappresenta uno dei tasselli chiave del piano energetico sviluppato da Eni in Libia insieme a Mellitah Oil & Gas, joint venture paritetica con la National Oil Corporation (NOC). Il progetto Bouri viene considerato il secondo dei tre pilastri posti alla base della strategia energetica perseguita dall’Eni nel Paese nordafricano: il primo è quello riconducibile al progetto Sabratha Compression, finalizzato al sostegno della produzione di idrocarburi nel giacimento offshore di Bahr Essalam, il secondo è il citato Bouri Gas Utilization Project, mentre il terzo concerne lo sviluppo delle nuove strutture offshore A&E, considerate il maggiore investimento nel settore effettuato in Libia negli ultimi vent’anni. Nel medio periodo queste tre iniziative dovrebbero contribuire ad aumentare gradualmente anche i volumi destinati all’esportazione in l’Italia attraverso il gasdotto GreenStream, condotta mediterranea che pone in relazione Mellitah con la Sicilia. Questo seppure la priorità permanga la soddisfazione del fabbisogno energetico interno libico, un mercato nel quale la crescente domanda di elettricità continua ad assorbire gran parte della produzione nazionale di gas, soprattutto durante i mesi estivi

Ravenna, 22 Maggio 2026 – È giunto al largo della Libia il maxi modulo offshore realizzato nei cantieri Rosetti Marino di Ravenna per il Bouri Gas Utilization Project, uno dei principali progetti energetici sviluppati dall’Eni in collaborazione con la National Oil Corporation (NOC), la compagnia di stato libica, finalizzato al recupero del gas che attualmente viene disperso o bruciato in torcia nel grande giacimento offshore di Bouri.

RECUPERO DEL GAS ASSOCIATO E RIDUZIONE DEL «ROUTINE FLARING»

Nel rendere nota la notizia, l’agenzia di stampa “Nova” aggiunge che l’effettuazione delle attività di installazione del modulo è previsto che abbia luogo nella giornata di oggi. Il trasporto del complesso, che pesa oltre 5.200 tonnellate ed è alto 45 metri, era iniziato lo scorso 7 maggio dal porto di Ravenna per mezzo di una chiatta, che ha fatto rotta verso il campo di estrazione offshore situato a 170 chilometri dalla costa libica. L’installazione verrà effettuata grazie al supporto fornito dalla nave gru Saipem 7000, unità nel suo genere tra le più grandi al mondo. L’infrastruttura costituisce uno degli elementi chiave del piano energetico sviluppato da Eni in Libia insieme a Mellitah Oil & Gas nel quadro della joint venture paritetica con la Noc, poiché essa consentirà di intercettare, comprimere e trattare il gas associato durante le operazioni di estrazione di greggio dal giacimento di Bouri, materia prima energetica di risulta che attualmente viene dispersa, riducendo così il cosiddetto «routine flaring», cioè la combustione sistematica del gas in eccesso.

PROGETTI COMUNITRA ENI E NOC ATTUALMENTE IN FASE DI SVILUPPO

Si prevede che in virtù di questo nuovo modulo ogni giorno verranno recuperati all’incirca tre milioni di metri cubi di gas, contribuendo in questo modo sia alla riduzione delle emissioni climalteranti che all’incremento dei volumi disponibili di gas naturale per il mercato interno del Paese nordafricano, fortemente dipendente da questa materia prima energetica ai fini dell’elettro generazione. Da Piazzale Mattei si sottolinea come l’avvio delle operazioni di installazione del modulo costruito dai Cantieri Rosetti Marino coincida con la fase di intensificazione del coordinamento tra la Noc e l’Eni relativamente ai principali dossier energetici libici. Recentemente il presidente della compagnia energetica nazionale di Tripoli, Massoud Suleiman, ha incontrato il direttore generale di Eni North Africa, Alessandro Tiani, con il quale ha discusso delle prospettive di rafforzamento della cooperazione nei progetti gas, oltre alle modalità in grado di accelerarne l’entrata in produzione. Al riguardo, la Noc ha reso di dominio pubblico il fatto che la discussione tra i due manager è stata incentrata in particolare sul progetto di recupero del gas a Bouri, sulle installazioni A&E e sugli altri programmi avviati allo scopo di incrementare la produzione di gas in Libia.

I TRE PILASTRI DELLA STRATEGIA ENERGETICA IN LIBIA

Il progetto Bouri viene considerato il secondo dei tre pilastri posti alla base della strategia energetica perseguita dall’Eni nel Paese nordafricano: il primo è quello riconducibile al progetto Sabratha Compression, finalizzato al sostegno della produzione di idrocarburi nel giacimento offshore di Bahr Essalam, il secondo è il citato Bouri Gas Utilization Project, mentre il terzo concerne lo sviluppo delle nuove strutture offshore A&E, considerate il maggiore investimento nel settore  effettuato in Libia negli ultimi vent’anni. Nel medio periodo queste tre iniziative dovrebbero contribuire ad aumentare gradualmente anche i volumi destinati all’esportazione in l’Italia attraverso il gasdotto GreenStream, condotta mediterranea che pone in relazione Mellitah con la Sicilia. Questo seppure la priorità permanga la soddisfazione del fabbisogno energetico interno libico, un mercato nel quale la crescente domanda di elettricità continua ad assorbire gran parte della produzione nazionale di gas, soprattutto durante i mesi estivi. Si rileva infatti come il dossier energetico libico abbia assunto una ulteriore rilevanza per Roma anche alla luce delle persistenti tensioni nel Golfo Persico e dei timori derivanti dalle critiche condizioni di sicurezza nelle quali versano attualmente le rotte energetiche internazionali, in particolare nello Stretto di Hormuz.

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