AMBIENTE, eventi e ricerca. Giornata mondiale delle api 2026

Innovativo biopesticida in fase di realizzazione da parte dei ricercatori dell’ENEA grazie a una nuova molecola contro i parassiti delle api. Si tratta di un risultato conseguito anche grazie al contributo del 5x1000 alla ricerca dei cittadini contribuenti

Roma, 20 maggio 2026 – Un innovativo biopesticida, in grado di contrastare gli insetti nemici di api e alveari che si a impiegabile senza comportare rischi per l’ambiente e la salute umana, è ciò che sta mettendo a punto un gruppo di ricercatori dell’ENEA del Centro di  Trisaia (Matera), team coordinato dall’entomologo Salvatore Arpaia(ricercatore della Divisione ENEA Bioenergia, bioraffineria e chimica verde), nel quadro del progetto RNApi, sviluppato grazie al finanziamento derivante dal 5×1000 destinato alla ricerca scientifica dell’Agenzia. Lo riferisce Stefania Marconi in un articolo pubblicato sulla newsletter dell’ente di ricerca, https://www.media.enea.it/comunicati-e-news/archivio-anni/anno-2026/ambiente-da-enea-nuova-molecola-contro-i-parassiti-delle-api-grazie-al-5×1000.htmlb.

UNA SPECIALE MOLECOLA

A venire sviluppata è stata una speciale molecola che funziona da “interruttore mirato”, individuando un gene fondamentale del piccolo coleottero dell’alveare, Aethina tumida, che viene quindi silenziato, bloccando così la produzione di una proteina essenziale per la sua crescita e il suo sviluppo. In questo modo il parassita può essere controllato senza danneggiare le api. I primi risultati sono stati pubblicati sulla rivista di settore “Journal of Pest Science”, periodico del gruppo Springer-Nature. Essi aprono la strada all’impiego di innovative biotecnologie green per proteggere le api, che come è noto sono preziose sentinelle della biodiversità. Sostiene Arpaia che «i nostri studi hanno dimostrato per la prima volta che è possibile silenziare efficacemente un gene chiave per lo sviluppo e la riproduzione del piccolo coleottero dell’alveare, Aethina tumida, somministrando la molecola alle larve. E la stessa molecola risulta innocua per le api».

SPERIMENTAZIONI DEL FUTURO PESTICIDA

Per verificare l’efficacia della molecola (RNA a doppio filamento) sulla specie invasiva, ENEA e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno hanno condotto prove sperimentali in laboratorio presso la sede dell’istituto a Reggio Calabria, grazie ai finanziamenti dei Ministeri della Salute e dell’Università e Ricerca. Inoltre, nell’ambito del progetto ENEA RNApi, il laboratorio del Centro ricerche di Trisaia ha ottenuto dal Ministero della Salute l’accreditamento per effettuare interventi di modificazione genetica su un ceppo non patogeno di Escherichia coli; ciò permetterà di produrre in modo più efficiente e a costi ridotti le molecole di RNA a doppio filamento, principio attivo del futuro biopesticida. Sulla base dei risultati già ottenuti, queste molecole verranno utilizzate anche in prove su arnie infestate, con l’obiettivo di arrivare allo sviluppo di un prodotto specifico per l’apicoltura.

CONTROLLO CHIMICO DEI PARASSITI

Il piccolo coleottero degli alveari, Aethina tumida, è una specie invasiva originaria dell’Africa subsahariana che causa danni alle colonie di ape europea cibandosi di cera, uova e larve di api e causando acidità del miele prodotto. Nell’Unione europea l’insetto è classificato come specie esotica invasiva di interesse (ai sensi del Regolamento UE 2016/429), a seguito della sua individuazione in Calabria nel 2014, dove risulta tuttora stabilmente presente. La sua recente espansione dall’Italia continentale alla Sicilia, con infestazioni confermate in apiari della provincia di Messina, sottolinea l’urgenza di un contenimento efficace per limitarne la diffusione territoriale. Il controllo chimico dei parassiti dell’alveare è particolarmente complesso, perché i trattamenti devono essere efficaci contro le infestazioni senza danneggiare la salute delle colonie né la qualità e la sicurezza dei prodotti dell’alveare.

IL CONTRIBUTO ALLA RICERCA DAL 5X1000

A rendere la situazione ancora più difficile è la scarsa disponibilità di medicinali veterinari autorizzati per le api, come recentemente evidenziato dalla Federazione dei veterinari europei. Finora sono state attuate misure di emergenza, tra cui restrizioni alla circolazione di api vive, attrezzature apicole e prodotti contenenti favi, limitazioni all’apicoltura migratoria per i servizi di impollinazione e la distruzione obbligatoria delle colonie di api infestate in alcune zone della Calabria. «Sebbene necessarie – conclude Arpaia -, queste misure comportano costi significativi per gli apicoltori, che vanno ad aggiungersi a quelli derivanti dalle perdite dirette causate dalle infestazioni. Proprio per questo è fondamentale continuare a sostenere la ricerca scientifica pubblica, per sviluppare soluzioni più efficaci e sostenibili dei pesticidi chimici, come punta a dimostrare il progetto di ENEA RNApi sostenuto dai contribuenti italiani con il 5×1000».

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