Roma, 14 maggio 2026 – Un pubblico guidato alla scoperta dei processi creativi dell’artista, in dialogo con i riferimenti letterari di quest’ultimo attraverso gli interventi di Maria Vittoria Pinotti (storica dell’arte e curatrice della mostra), dello stesso Scolamiero e anche grazie alle letture di Fabio Pizzicannella (storico della filosofia), che ha declamato alcune liriche della poetessa Giovanna Sicari, la cui opera ha costituito nel tempo una fonte di profonda ispirazione per la pratica pittorica dell’artista.
CON QUALCHE PARTE DELLA TERRA
L’esposizione delle opere di Vincenzo Scolamiero sarà aperta al pubblico fino al 17 maggio, si tratta di un evento promosso dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, dall’Azienda Speciale Palaexpo e dalla Fondazione Mattatoio di Roma Città delle Arti, con il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Roma e dall’Associazione Internazionale dei Critici d’Arte (AICA), mentre la realizzazione è stata a cura dell’Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con Twiceout. È un circuito espositivo che ripercorre quindici anni di ricerca pittorica dell’artista, docente di Pittura presso il Dipartimento di Arti Visive dell’Accademia di Belle Arti di Roma, città nella quale vive e lavora. Un ampio arco temporale dunque, che pone nelle condizioni di cogliere in profondità l’evoluzione dell’artista, la cui prima mostra personale si è tenuta presso la storica galleria Al Ferro di Cavallo di Roma nel 1987, offrendo una visione complessiva e articolata della sua produzione. In mostra sono presentate oltre trenta opere, tra lavori su tela e tavola, carte e libri d’artista.
I MOLTEPLICI AMBITI DELL’ARTISTA
L’esposizione esplora i molteplici ambiti che da sempre nutrono la ricerca dell’artista, profondamente influenzata dalla lettura della poesia, dall’ascolto della musica e da una costante attenzione rivolta alle più piccole tracce del quotidiano. In questo modo la pittura diviene un luogo di profonda riflessione, sintomo di una mobilità interiore e di un atteggiamento filosofico nei confronti della vita. Il titolo Con qualche parte della terra, tratto da un verso della poetessa Louise Glück, rimanda a un rapporto totalizzante con il mondo, che affiora nelle opere esposte tramite minime tracce, sintomo di riflessioni sulla caducità e l’impermanenza della propria condizione. Percorrendo gli ambienti del padiglione emerge una pittura caratterizzata dalla costruzione di uno spazio dinamico, incentrata sulla concezione del vuoto come elemento costruttivo. L’avvio del percorso espositivo è costituito da lavori in cui l’equilibrio compositivo è costruito su pochi elementi e caratterizzato da una sospensione spaziale minimale, mentre gli ambienti successivi presentano una serie di opere con un’apertura graduale verso una maggiore complessità tonale e strutturale dovuta ad un rapporto sempre più stringente che l’artista instaura con la musica e la poesia.
SVILUPPO DEL PERCORSO ESPOSITIVO
Riferimenti diretti di questa relazione si trovano nei titoli delle opere, come Piero Bigongiari, Harrison Birtwistle, Louise Glück, Luigi Nono. L’allestimento è stato concepito in risposta alla continua sperimentazione tecnica della ricerca di Vincenzo Scolamiero. L’uso di pigmenti, olii, inchiostri, acrilici e strumenti per tracciare il supporto hanno sempre consentito all’artista di variare la fluidità delle tracce, le morbide velature e i trapassi luminosi che caratterizzano la sua produzione. Da ciò nascono esiti differenti: la mano, la testa, tutta l’anatomia dell’artista partecipa all’atto di creazione, così le ampie campiture vengono costruite lentamente seguendo il movimento del corpo e il ritmo del respiro, a ciò si alterna l’emergere di forme più ibride che donano dinamicità tra astrazione e figurazione. La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue edito da De Luca Editori d’Arte, con testi critici di Francesca Bottari e Maria Vittoria Pinotti.
VINCENZO SCOLAMIERO
Vincenzo Scolamiero (1956, Sant’Andrea di Conza, AV) è docente di Pittura presso il Dipartimento di Arti Visive dell’Accademia di Belle Arti di Roma, città nella quale vive e lavora. Le sue opere sono entrate a far parte di importanti collezioni pubbliche e private. Ha esposto in gallerie e in rilevanti spazi museali nazionali e internazionali. Tra le partecipazioni istituzionali si segnalano la Quadriennale di Roma (1996) e la Biennale di Venezia (2011); è anche vincitore della LXV Edizione del Premio Michetti (2014).
MARIA VITTORIA PINOTTI
Maria Vittoria Pinotti (1986, San Benedetto del Tronto) è storica dell’arte, curatrice e critica indipendente. Collabora con gli uffici del Ministero della Cultura, è coordinatrice dell’Archivio fotografico di Claudio Abate e Manager presso lo Studio di Elena Bellantoni. Scrive per diverse riviste d’arte e redige testi critici per gallerie d’arte con approfondimenti tematici dedicati alla pittura.
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