Roma, 12 maggio 2026 – Inaugurata presso la Galleria Erica Ravenna la seconda mostra di quest’anno, che prosegue nell’approfondimento dei temi relativi al paesaggio e alla natura che era stato avviato con la precedente mostra delle opere di Vincenzo Agnetti, da poco conclusasi.
Laura Pugno (foto Alessandro Albert)
MATERIA MADRE/LINGUA MADRE
Il progetto espositivo Materia Madre / Lingua Madre, sviluppato grazie alla cura di Benedetta Carpi De Resmini, trae le sue origini da una riflessione sulla materia quale elemento primario e generativo, matrice del vivente, unitamente alla lingua come processo continuo di traduzione e trasformazione. La mostra allestita negli spazi della Galleria Erica Ravenna si configura dunque come un paesaggio in divenire, un territorio sensibile sul quale la natura non è sfondo e neppure semplice oggetto di rappresentazione, bensì presenza attiva, una forza che muta, respira, resiste e si rigenera. Gli artisti autori delle opere in esposizione (Cyril de Commarque, Laura Pugno, Gaia Scaramella e Lucia Veronesi) intrecciano le loro ricerche come sistemi radicali sotterranei, attraversando materia, segno, gesto e simbolo. Pur nella diversità dei linguaggi, le loro pratiche condividono una tensione comune: interrogare il confine instabile tra organico e culturale, tra ciò che cresce spontaneamente e ciò che viene costruito, nominato, controllato.
Lucia Veronesi (foto Andrea Sgambelluri)
UNA TENSIONE COMUNE
«La materia si fa narrazione – sostiene la Carpi De Resmini -, il mito si deposita nelle superfici, il segno germina come un seme. Le opere emergono da processi di metamorfosi continua, in cui il vivente assume forma simbolica e il linguaggio, a sua volta, si fa corpo. Sostanza. Traccia. In questo orizzonte, l’umano e il non umano non si oppongono, ma entrano in una relazione di ascolto reciproco. Il linguaggio non descrive la natura dall’esterno: ne segue i ritmi, ne accoglie l’instabilità, ne riflette le trasformazioni. La metamorfosi diventa così una pratica relazionale, una postura critica capace di riconoscere nell’incertezza una condizione fertile. La mostra si presenta quindi come un ecosistema di mutazioni, uno spazio in cui forme, parole e immagini si disgregano e si ricompongono continuamente, mentre la natura riscrive senza sosta la propria grammatica. La trasformazione non è soltanto un immaginario poetico, ma un principio ecologico: adattamento, rigenerazione, persistenza».
Gaia Scaramella
IDENTITÀ ORIGINARIE E PREVERBALI
«In questa prospettiva – prosegue la curatrice di Materia Madre / Lingua Madre -, anche il linguaggio si rivela materia viva, capace di contribuire alla costruzione di nuove alleanze tra essere umano e ambiente. La “lingua madre” evocata dal titolo non coincide con un’identità chiusa o con un’appartenenza esclusiva, è piuttosto una originaria e preverbale, informe e condivisa, poiché precede la parola codificata, che appartiene al corpo, al respiro e alla relazione. Una lingua comune, radicata nella nostra materia madre». Ad aprire il percorso espositivo sono le opere realizzate su carta e una scultura lignea di Cyril de Commarque. Nella sua ricerca, dati ambientali, tracce naturali e visioni pre-umane si traducono in forme essenziali in grado di rendere percepibili processi spesso invisibili. Il legno, materiale mai neutro, reca in sé la memoria dei territori da cui proviene, mentre le forme bulbose, antropomorfe e generative, delle opere su carta attraversate da radici e germinazioni, evocano ecosistemi originari e nuove possibilità di vita nell’epoca dell’Antropocene.
Cyril De Commarque
LE OPERE E IL PERCORSO ESPOSITIVO
Le opere di Laura Pugno della serie Persuasioni proseguono la mostra. Realizzate con la sabbia come materiale pittorico, nascono da un’indagine sulle piante costiere e sul fragile equilibrio tra permanenza e dispersione. La sabbia, elemento necessario alla vita delle specie rappresentate, sfugge al controllo e rivela la precarietà di ogni tentativo umano di dominio sulla natura. Il riferimento è alla costa veneta affacciata sull’Adriatico e a Bibione, territorio profondamente trasformato dall’antropizzazione turistica e dai continui interventi di ripascimento. Nel lavoro dell’artista la materia naturale conserva invece la propria autonomia: l’acqua modella, sedimenta, lascia tracce. L’opera nasce da un dialogo con i processi ecologici, non da un atto di controllo. Si prosegue quindi con le opere di Lucia Veronesi e con The plants you kill are doing quite well, attraverso cui l’artista restituisce visibilità a specie vegetali credute estinte e riemerse sotto nuove tassonomie.
LINGUAGGIO SCIENTIFICO E LESSICO POETICO
Attraverso monotipi e ricami, il linguaggio scientifico si trasforma in lessico poetico, generando un nuovo vocabolario vegetale. Più in generale, la sua ricerca si confronta con ciò che scompare (forme, specie, parole, memorie) costruendo una grammatica fragile in cui l’estinzione appare non solo come fenomeno biologico, ma anche come perdita simbolica e culturale. In conclusione le opere di Gaia Scaramella. Per l’artista la materia svolge un ruolo centrale: superfici, oggetti e immagini vengono trasformati attraverso processi che generano cortocircuiti tra ironia, vulnerabilità e critica sociale. La materia non è mai semplice supporto, ma organismo vivo e spazio relazionale, capace di mettere in tensione naturale e artificiale, cura e costrizione, desiderio e collasso. Nella serie Matribus, piccole figure antropomorfe emergono da elementi ceramici lucidi e seriali, sospese tra nascita e caduta. L’artista costruisce una micro-comunità di esseri fragili che cercano sostegno in strutture ambigue: nido, oggetto di design, grembo, dispositivo. Un’allegoria della condizione contemporanea, in cui ciò che protegge può anche limitare, e ogni forma di dipendenza rivela al tempo stesso vulnerabilità e possibilità di relazione.
Benedetta Carpi de Resmini (foto Martyna Stasiulionyte)
BENEDETTA CARPI DE RESMINI
Benedetta Carpi De Resmini è curatrice e critica d’arte, con un impegno nel campo degli studi di genere. Il suo lavoro si sviluppa all’intersezione tra arte contemporanea e attivismo culturale, con l’obiettivo di ripensare il processo creativo come pratica sociale, politica e collettiva. Attraverso le pratiche curatoriali, indaga le relazioni tra corpo, identità, spazio e potere, favorendo la visibilità di voci e narrazioni marginalizzate. Nel 2024 è stata selezionata come curatrice della Collezione Farnesina per promuovere l’arte italiana all’estero con una mostra dal titolo Identità oltre confine. Nel 2022 ha ideato Città Foresta, festival interdisciplinare e partecipativo dedicato alla città di Roma, oggi punto di riferimento per le pratiche artistiche collettive e inclusive. È ideatrice della piattaforma europea Magic Carpets, co-finanziata dall’Unione Europea, cui partecipano ventuno organizzazioni d’arte e promuove la mobilità di artisti emergenti in progetti site-specific e comunitari. Nel corso degli anni è stata curatrice al MACRO (Museo d’Arte Contemporanea di Roma), dove ha contribuito a progetti che mettono in dialogo arte e questioni sociali. Ha curato mostre e rassegne in Italia e all’estero, promuovendo una prospettiva critica e inclusiva. È docente di Studi Curatoriali presso la 24Ore Business School e l'Accademia Treccani ed è stata Visiting professor presso la Temple University di Roma e Philadelphia e presso il Bryn Mawr College di Philadelphia, USA. Attualmente è direttrice di Latitudo Art Projects e Presidente di CAP| Cities Art Projects. Membro del Comitato scientifico dell’Archivio Tomaso Binga oltre che dell’ICOM e membro attivo di IKT – International Association of Contemporary Art Curators. Progetti e mostre selezionati: Identità oltre Confine, Berlino, Vilnius, Belgrado, Parigi, 2025-2026 in corso, Quodlibet ed.; Spazi di Resistenza, Mattatoio, Kappabit ed., 2025; Corpus Naturae, Tomaso Binga, Maria Angeles Vila Tortosa, Mattatoio, Quodlibet, 2024; Magic Carpets Landed, Kaunas Biennale, 2021 -2022; Kristina Inčiūraitė, Reflecting Women, Iacobelli editore, AlbumArte e The Fragment as a Proverb, MAXXI, Roma, 2019; Elena Bellantoni, On the Breadline, MAXXI, Roma, 2019; MAGMA, Body and Words in Women Art from 1960-to now days, Quodlibet, National Gallery Vilnius e Istituto Centrale Grafica, Roma, 2017-2018; Egle Budvytytė, Long time between the eyelash and the brain, AlbumArte e Coreografia per The Running Male, MAXXI, Roma, 2017; Annika Larsson, Introduction, MACRO, 2014; Valie Export e Sukran Moral, evento collaterale della 13ª Biennale di Istanbul, Istanbul, 2013.
INFO
Titolo mostra: Materia Madre/Lingua Madre;
artisti che espongono: Cyril de Commarque, Laura Pugno, Gaia Scaramella e Lucia Veronesi;
evento a cura di Benedetta Carpi de Resmini;
dove e quando: Galleria Erica Ravenna in Via della Reginella 3 e Via di Sant’Ambrogio 26 a Roma, dal 12 maggio al 30 settembre 2026;
alla mostra è associato un catalogo recante un testo critico scritto da Benedetta Carpi De Resmini, oltre a delle poesie di Valerio Magrelli;
artecontemporanea@ericafiorentini.it
+39063219968



