TAIWAN, armi e stanziamenti in bilancio. Taipei compera missili americano stando attenta a non irritare Pechino

Il Kuomintang si è detto disposto a sostenere pienamente una seconda fase di acquisti di armi del valore di oltre quindici miliardi di dollari che, secondo quanto comunicato dal Ministero della Difesa taiwanese, includerebbe missili Patriot ed Hellfire oltre a sistemi di difesa anti-drone. L'analista taiwanese Wen-Ti Sung afferma che «il Kuomintang ha mostrato un impegno sufficiente nella cooperazione in materia di sicurezza tra Stati Uniti d’America e Taiwan a mettere a tacere gli scettici del partito, ma lo ha fatto con un budget non eccessivo al punto da irritare Pechino»

Roma, 10 maggio 2026; a cura di Giuseppe Morabito – Venerdì scorso dopo mesi di forti dispute politiche il parlamento di Taiwan ha approvato un disegno di legge di spesa per la difesa che prevede lo stanziamento di venticinque miliardi di dollari da destinare – ad avviso dei parlamentari dell’opposizione – all’acquisto di sistemi d’arma, in massima parte di produzione statunitense.

VOTATO AL PARLAMENTO DI TAIPEI LO STANZIAMENTO PER LE ARMI

Una somma che risulta essere ben al di sotto del budget proposto dal governo, il cui ammontare era stato indicato in quaranta miliardi di dollari. I parlamentari taiwanesi si sono trovati in disaccordo sulle risorse da impiegare per implementare le capacità di difesa nei confronti del potenziale nemico sino popolare. Il Kuomintang (KMT, partito politico favorevole a legami più stretti con Pechino) e il Partito Popolare di Taiwan (TPP) hanno annunciato la loro disponibilità a incrementare la proposta di spesa iniziale fino a un massimo di 780 miliardi di nuovi dollari taiwanesi (quasi venticinque miliardi di dollari statunitensi) quasi esclusivamente ai fini dell’acquisto di armamenti americani. KMT e TPP controllano il parlamento di Taipei, che consta di 113 seggi. Ma, soltanto 107 deputati erano presenti alla seduta nel corso della quale si è votato, conclusasi con cinquantanove voti favorevoli.

ARRIVANO I MISSILI AMERICANI

Il governo del presidente Lai Ching-te, che si era impegnato ad aumentare la spesa complessiva per la difesa a oltre il 3% del prodotto interno lordo, per quest’anno, ha proposto uno stanziamento di 1.250 miliardi di dollari taiwanesi per l’acquisto di sistemi d’arma ritenuti assolutamente necessari, tra i quali figurerebbero velivoli a pilotaggio remoto tra i maggiormente performanti a livello mondiale, di produzione taiwanese. I fondi speciali verrebbero spalmati su di un periodo di otto anni e andrebbero ad aggiungersi ai normali stanziamenti in bilancio alla voce difesa. Nel contraddittorio politico di Formosa, da una parte Chen Kuan-ting (esponente del Partito Progressista Democratico di Lai) ha accusato i leader del Kuomintang di «tentare di disarmare Taiwan» opponendosi alle acquisizioni. «Se ci limitiamo solo all’acquisto di armi statunitensi, qualora un giorno Taiwan venisse accerchiata come faremmo a mantenere le nostre scorte di munizioni e come a mantenere la nostra capacità di combattimento?», ha dichiarato.

SCONTRO POLITICO SULL’ISOLA

In sua contrapposizione, il parlamentare del KMT Hsu Chiao-hsin ha invece sostenuto che il suo partito «vuole un ragionevole rafforzamento della difesa e l’acquisto di armi, ma non può accettare di accorpare vendite di armi, acquisti commerciali e produzione su commissione». Mesi di lotte intestine hanno diviso il KMT, con il presidente del partito Cheng Li-wun criticato sia internamente sia esternamente a causa delle sue asserite posizioni filocinesi. Tuttavia, con l’aumentare delle pressioni esercitate da parte di Washingtoni, anche alcuni esponenti di rilievo del KMT hanno chiesto che il budget venisse incrementato rispetto alla cifra inizialmente indicata dal partito di opposizione. Il parlamento di Taiwan aveva precedentemente dato il via libera al governo per la firma di accordi con gli Stati Uniti d’America riguardo a quattro contratti per l’acquisizione di materiali d’armamento. Gli obici semoventi, missili anticarro e sistemi missilistici di artiglieria a elevata capacità costano nove miliardi di dollari, che sono parte dei poco più di undici del pacchetto proposto dagli americani lo scorso mese di dicembre.

NON IRRITARE PECHINO

Il Kuomintang si è detto disposto a sostenere pienamente una seconda fase di acquisti di armi del valore di oltre quindici miliardi di dollari che, secondo quanto comunicato dal Ministero della Difesa taiwanese, includerebbe missili Patriot ed Hellfire oltre a sistemi di difesa anti-drone. L’analista taiwanese Wen-Ti Sung afferma che «il Kuomintang ha mostrato un impegno sufficiente nella cooperazione in materia di sicurezza tra Stati Uniti d’America e Taiwan a mettere a tacere gli scettici del partito, ma lo ha fatto con un budget non eccessivo al punto da irritare Pechino». Tutto questo avviene a pochi giorni dall’arrivo nella Repubblica popolare cinese del presidente statunitense Donald Trump, che incontrerà Xi Jinping, cioè colui che aveva messo in guardia gli americani dal fornire ulteriori armamenti a Taiwan. La leader del KMT, Cheng, si è nel frattempo recata a Pechino, dove ha incontrato il presidente cinese.

ARMONIOSI SENSI

Entrambi hanno ribadito la loro opposizione all’indipendenza di Taiwan, esprimendo altresì l’auspicio di una risoluzione pacifica della lunga controversia sul futuro dell’Isola. La Cheng è il leader di più alto rango ad aver incontrato Xi da quando l’allora presidente taiwanese Ma Ying-jeou aveva incontrato il presidente sino popolare a Singapore nel 2015. L’attesa visita di Trump potrebbe chiarire le intenzioni delle due potenze, indicando una eventuale via diplomatica da percorrere.

Condividi: