ARTE, Biennale di Venezia. Padiglione Etiopia: Shapes of Silence, ovvero tessuti e spiritualità

Tra memoria, materia e silenzio l’artista etiope esporrà a Palazzo Bollani fino al 22 novembre 2026. Dell’evento ne riferisce la nostra inviata Alessandra Canella

Venezia, 10 maggio 2026; a cura di Alessandra Canella – Attraverso oltre trenta opere di grandi dimensioni, Kunbi sviluppa una ricerca pittorica in cui il silenzio diventa una condizione sociale, politica e spirituale. Le sue opere nascono da superfici stratificate composte da olio, pigmenti e materiali tessili, utilizzati non soltanto come elementi estetici ma come portatori di memoria, identità e vissuto collettivo.

SHAPES OF SILENCE

«Con Shapes of Silence riunisco texture, tradizioni e contrasti materici del mio Paese – afferma l’artista -, lavoro con materiali di origine e significato differenti: tessuti lavorati a mano da mia madre accanto a stoffe industriali prodotte per i mercati africani; abiti sacri insieme a materiali di uso quotidiano. Ogni elemento custodisce storie di lavoro, credenze e vita vissuta. Quando questi materiali si incontrano sulla superficie pittorica, iniziano a trasformarsi, creando nuove relazioni e nuove possibilità di lettura». La pratica artistica di Tegene Kunbi fonda proprio sull’incontro tra elementi apparentemente distanti, infatti, tessuti artigianali e industriali, materiali religiosi e oggetti comuni convivono nello stesso spazio visivo, dando vita a una pittura che riflette sulle tensioni sociali e culturali contemporanee.

LA PRATICA ARTISTICA DI TEGENE KUNBI

Ispirandosi alla complessità culturale dell’Etiopia, definita in passato da Carlo Conti Rossini un «museo dei popoli», Kunbi fa sue tradizioni tessili provenienti da diverse regioni del Paese, dove abiti e costumi hanno storicamente rappresentato identità culturali e forme di autonomia politica. Nelle opere queste differenze non vengono annullate, bensì poste in dialogo all’interno di una medesima superficie. La mostra propone così una riflessione sul rapporto tra presenza e assenza, memoria e trasformazione, materia e spiritualità. Le opere invitano l’osservatore a un’esperienza contemplativa, sospesa tra introspezione personale e dimensione collettiva. Durante l’inaugurazione, diplomatici, artisti e ospiti provenienti da tutto il mondo hanno partecipato alla tradizionale cerimonia del caffè etiope, momento simbolico che ha trasformato l’apertura della mostra in un’esperienza condivisa di incontro e ospitalità.

UN PONTE TRA RITUALITÀ, CULTURA E ARTE CONTEMPORANEA

La preparazione del caffè, accompagnata da cibo tradizionale, ha creato un ponte tra ritualità, cultura e arte contemporanea, rafforzando il dialogo tra ricerca artistica e tradizione etiope. Con Shapes of Silence, Tegene Kunbi sviluppa un progetto capace di coniugare profondità concettuale e forte impatto visivo, trasformando la pittura in uno spazio di relazione, memoria e possibilità condivisa. Promossa dal Ministero del Turismo Etiope in collaborazione con l’Ambasciata di Etiopia in Italia, Shapes of Silence segna la seconda partecipazione del Paese alla Biennale di Venezia, dopo il debutto nel 2024, sottolineando l’impegno dell’Etiopia nella promozione dell’arte contemporanea e del dialogo culturale internazionale. L’esposizione allestita a Palazzo Bollani sarà aperta al pubblico fino al 22 novembre 2026.

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