SPETTACOLO, personaggi ed epoche. Casanova: liberamente ispirato a “Storia della mia vita” di Giacomo Casanova

Dopo essersi misurato con Pier Paolo Pasolini in “Calderón” e Thomas Ligotti in “Nottuari”, il regista Fabio Condemi torna a collaborare con il LAC portando in scena ispirato alle memorie autobiografiche del celebre intellettuale veneziano Giacomo Casanova. Realizzato sulla base di un testo originale di Fabrizio Sinisi, Fabio Cherstich firma scenografia e drammaturgia dell’immagine, avvalendosi inoltre dell’interpretazione di Sandro Lombardi, grande protagonista del panorama teatrale italiano. Lo spettacolo, in cartellone dal 13 al 17 maggio al Teatro Vascello di Roma, presenta scene di nudo e luci stroboscopiche

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Roma, 8 maggio 2026 – Inverno 1798. Nel Castello di Dux, in Boemia, un medico esperto di mesmerismo viene chiamato per visitare un uomo ormai al crepuscolo della vita: Giacomo Casanova, bibliotecario al servizio del Conte di Waldstein da quindici anni, vuole recuperare la memoria perduta. Malandato e amareggiato, Casanova trascorre le sue giornate tra vecchi libri e scontri con i cortigiani che gli parlano in una lingua a lui estranea.

VISIONI E PREMONIZIONI DELL’ULTIMO CASANOVA

Durante la seduta mesmerica, lo stato di coscienza alterato spalanca le porte della memoria di Casanova, ma i ricordi che affiorano non sono quelli descritti nei suoi Mémoires, sono visioni, premonizioni, apparizioni. Il medico ascolta la storia di Casanova, una storia popolata di fantasmi, un viaggio in cui compaiono personaggi del suo passato quali il frate Balbi, la giovane amata Henriette e l’esoterica Marchesa D’Urfé. Ma è davvero la memoria ciò che Casanova cerca? O forse, giunto alla fine della sua esistenza, per lui l’unico vero sollievo è l’oblio?  Casanova è dunque una riflessione sulla memoria e sul tempo di un’intera epoca. Filosofo, prestigiatore e truffatore, Giacomo Casanova ha attraversato il Secolo dei Lumi per spegnersi alla fine del Settecento, mentre il mondo si trasforma e inizia la modernità.

COSA DAVVERO CERCAVA IL CELEBRE VENEZIANO ALLA FINE DEI SUOI GIORNI?

Nelle sue note di drammaturgia Fabrizio Sinsi descrive questa dimensione come una «sonata di fantasmi», poiché «Casanova è una meditazione sulla memoria e sul tempo. Non soltanto quelli di Giacomo Casanova, ma di un’epoca intera. Ci sono personaggi – egli sostiene – osservando i quali si può misurare la transizione di un’epoca storica. Casanova, che nacque all’inizio del XVIII secolo, nel 1725, e morì alle soglie del successivo, nel 1798, è uno di questi corpi che funzionano come dei campi di battaglia: pochi più di lui sono stati così profondamente europei, espressioni di una cultura esuberante e libera da confini nazionali; pochi più di lui hanno saputo, quasi loro malgrado, incarnare un secolo».

SONATA DI FANTASMI

«Giacomo Casanova è forse la più perfetta cartina al tornasole del Settecento – afferma Sinsi -, un secolo che vive uno dei più grandi stravolgimenti culturali, politici e antropologici che la storia ricordi: la fine dell’aristocrazia e l’ascesa della borghesia; il tramonto dei miti religiosi e l’accelerazione del capitalismo di mercato; l’inizio dell’età dei Lumi e del razionalismo materialista. È il secolo di Kant e della “scomparsa della realtà” a favore della percezione soggettiva del mondo. È il secolo del terremoto di Lisbona, che nel 1755 sconvolse le coscienze di tutta Europa, generando la convinzione che non una sapienza divina governasse il la natura, ma un caso cieco e puramente deterministico. È il secolo di Voltaire, che infatti compare in scena come uno speaker a commentare gli eventi».

TEMPI CHE SEPARANO EPOCHE

«Il secolo della tecnologia e delle prime macchine industriali – prosegue Sinisi -, è il secolo del primo volo a bordo di una mongolfiera, che destò immenso stupore e fece sognare a tanti il sovvertimento delle leggi della natura per mezzo dell’ingegno umano. Infine, è il secolo della Rivoluzione francese, vero e proprio spartiacque tra due epoche. In tutti questi eventi, Casanova è stato in qualche modo un testimone, una coscienza scomoda, fastidiosa, tormentata – piena espressione del suo tempo e, contemporaneamente, suo elemento rimosso, qualcosa di tenace, disturbante e regressivo che il progresso deve espellere per poter evolvere. Quest’uomo malinconico e rancoroso, rinchiuso come un prigioniero in una piccola biblioteca in Boemia, non è solo una celebre personalità del tempo che fu: è una maschera tragicomica, un paradigma che cambia, un’icona che segna la fine di un mondo e l’inizio di un altro».

INFO

Teatro Vascello: Via Giacinto Carini 78 Roma,

+39065881021,

+39065898031,

promozioneteatrovascello@gmail.com,

promozione@teatrovascello.it,

https://www.teatrovascello.it/2025/06/07/casanova/

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