Abu Dhabi, 4 maggio 2026 – Il Ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha reso noto in serata che il proprio dispositivo antiaereo e antimissile nel corso della giornata di oggi ha intercettato dodici vettori balistici, tre da crociera e quattro droni (velivoli a pilotaggio remoto) lanciati dalle forze della Repubblica Islamica dell’Iran, attacchi che hanno provocato il ferimento di tre persone. La medesima fonte ha altresì sottolineato di «riservarsi il pieno e legittimo diritto di rispondere agli attacchi di Teheran», poiché «essi costituiscono una grave escalation e costituiscono una minaccia diretta alla sicurezza del Paese».
È DI NUOVO GUERRA NEGLI STRETTI
In mattinata un drone iraniano aveva colpito una petroliera della ADNOC, la MV Barakah, che si trovava nello Stretto di Hormuz al largo delle coste dell’Oman, nella strategica via di transito marittimo bloccata dagli iraniani. La nave è stata attaccata dagli iraniani mentre alcune unità della US Navy si stavano apprestando a fornirle una scorta attraverso il pericoloso collo di bottiglia. Lo stesso Oman è stato oggetto di un attacco quest’oggi, a venire colpito dagli iraniani è stato un edificio residenziale nella località di lungo la costa che si affaccia sullo Stretto di Hormuz, La strategia iraniana è oltremodo evidente: privilegiare obiettivi nel Golfo Persico (in particolare quelli emiratini, a maggior ragione a seguito dell’uscita dall’Opec della petromonarchia di bin Zayed) anche rispetto a quelli situati in territorio israeliano allo scopo di paralizzare per il maggior tempo possibile le attività estrattive e soprattutto logistiche concernenti principalmente le materie prime energetiche, mettendo così in difficoltà i paesi che dipendono dall’Oil&Gas mediorientale.
LA STRATEGIA IRANIANA: EAU SOTTO TIRO
Altrimenti, se si esclude il fattore prossimità degli obiettivi nel Golfo, non si spiegherebbe il fatto che i Pasdaran tra il 28 febbraio 2026 (primo giorno di guerra) e l’8 aprile (giorno del cessate il fuoco) abbiano disposto il lancio di quasi tremila tra droni e missili contro gli Emirati Arabi Uniti, rendendo quello Stato il più colpito nella campagna bellica della Repubblica Islamica. Quella iniziata oggi è una deliberata risposta di Teheran alla decisione assunta dal presidente statunitense Donald Trump di far scortare dalla marina militare americana le navi mercantili, questo mentre i negoziati di pace permangono in una situazione di stallo. In serata è stata colpita anche una nave mercantile di una compagnia di navigazione sudcoreana, la HMM Namu, che si trovava all’ancora nelle acque prospicenti la costa emiratina. Intanto, US Centcom ha reso noto che sei piccole imbarcazioni del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC), state distrutte dalle forze americane mentre tentavano di ostacolare la missione militare in atto per sbloccare lo Stretto.



