ECONOMIA, crescita. Banca mondiale, Marocco: riforme strutturali e stime sull’occupazione

Dai risultati di due recenti analisi elaborate dall’istituto emerge che nel Regno nordafricano potrebbero venire creati fino a 1,7 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2035 a fronte di un incremento del prodotto interno lordo pari al 20%

Washington, 29 aprile 2026 – I documenti prodotto dell’analisi relativa alla crescita, all’occupazione e al settore privato in generale, indicano la necessità del varo di una serie di riforme strutturali ritenute propedeutiche al rafforzamento della concorrenza, all’attrazione degli investimenti privati e al sostegno delle imprese, ponendo quale obiettivo dell’iniziativa quello di rendere la crescita economica più forte e inclusiva.

INDICAZIONI E STIME DELLA BANCA MONDIALE

Ad avviso degli analisti della Banca Mondiale, infatti, nonostante i progressi compiuti, in Marocco la creazione di posti lavoro permane ancora non sufficiente al fabbisogno, soprattutto per quanto concerne le donne e i giovani, questo perché  tra il 2000 e il 2024 nel Regno nordafricano la popolazione in età lavorativa è cresciuta a un ritmo due volte e mezzo superiore rispetto all’occupazione. Qualora pienamente varate, le riforme strutturali suggerite dalla Banca Mondiale potrebbero generare entro il 2050 fino a due milioni e mezzo di posti di lavoro.

QUATTRO SETTORI POTENZIALMENTE STRATEGICI

Nei rapporti pubblicati dall’istituto vengono inoltre indicati quattro settori a elevato potenziale, quelli dell’energia solare, del tessile a basse emissioni di carbonio, della cosmetica a base di argan e dell’acquacoltura marina. Sempre ad avviso della Banca Mondiale, se Rabat riuscisse a superare alcune specifiche criticità che ancora permangono sui piani amministrativo e professionale, nei prossimi cinque o dieci anni si troverebbe nelle condizioni di sbloccare i sette miliardi e mezzo di dollari di investimenti privati e generare oltre 166.000 posti di lavoro.

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