CINEMA, film. A pranzo la domenica, commedia corale con Lorenza Indovina e Cesare Bocci

Sceneggiato dalla stessa regista (Mariella Sellitti, alla sua opera prima), si tratta di una storia umana quanto amara ispirata al cinema di Pietro Germi e Antonio Pietrangeli, oltreché al teatro di Eduardo De Filippo. È il racconto di una donna alla quale la vita concede attraverso strade inimmaginate un’altra possibilità. La proiezione nelle sale cinematografiche avrà luogo a partire dal 14 maggio

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Roma, 22 aprile 2026 – Debutto dietro alla macchina da presa per Mariella Sellitti, allieva di Ugo Pirro e sceneggiatrice della popolare serie televisiva “Don Matteo”, “A pranzo la domenica” vede protagonista Lorenza Indovina (Qualunquemente) all’interno di un cast comprendente Tony Laudadio (Habemus Papam), Antonio Serrano (Vite strozzate), Fabrizia Sacchi (Berlinguer: la grande ambizione), Eleonora Pieroni (The contract), Patrizia Loreti (Come un gatto in tangenziale), Valentina Acca (serie televisiva L’amica geniale), Simone Francia (Le strade del crimine), Giovanni Visentin (Sanguepazzo), Anna Rita Del Piano (Che bella giornata) e Roberta Garzia (Ma quando arrivano le ragazze?), con la partecipazione di Cesare Bocci (serie televisiva Imma Tataranni sostituto procuratore).

A PRANZO LA DOMENICA

Dopo la morte della madre, che ha accudito per vent’anni, Adele A., cinquantacinque anni, si ritrova senza occupazione, senza soldi e senza un ruolo sociale. Troppo giovane per la pensione e troppo vecchia per il mercato del lavoro, vive in una cittadina di provincia dove tutti credono di conoscerla, ma nessuno la vede davvero. Neppure i suoi due fratelli, con i quali condivide soltanto il pranzo della domenica. Tra momenti malinconici e altri inaspettatamente ironici, Adele tenta con difficoltà a ricostruirsi una vita e a regalarsi un nuovo inizio. Riguardo alla storia narrata la regista afferma che «A pranzo la domenica nasce dal duplice desiderio di affrontare una rinascita e di ambientarla nella realtà della provincia italiana, che da sempre fornisce la materia più viva e sorprendente alla nostra cinematografia, in particolare a quella commedia all’italiana capace di raccontare il Paese meglio di molti trattati di sociologia».

COMMEDIA ALL’ITALIANA QUALE NARRAZIONE SOCIOLOGICA DEL PAESE

«La provincia – prosegue la Sellitti -, apparentemente immobile e rassicurante, è in realtà un microcosmo crudele e meraviglioso dove archetipi e luoghi si ripetono uguali ma diversi, dal Nord al Sud. Il tema della rinascita, della seconda possibilità che la vita ti offre, o che ti prendi, è oggi più che mai attuale. Infatti, in un tempo in cui nulla sembra definitivo, né il lavoro, né i matrimoni, né tantomeno i rapporti umani, laddove l’imprevisto può ribaltare ogni certezza, si può comunque ancora scegliere di sterzare per imboccare un’altra strada». Sceneggiato dalla stessa regista, il film assume i tratti di una commedia corale umana e amara, ispirata con umiltà e affetto al cinema di Pietro Germi e Antonio Pietrangeli oltreché al teatro di Eduardo De Filippo. È il racconto di una donna alla quale la vita concede attraverso strade inimmaginate un’altra possibilità.

UMANITÀ E AMAREZZA CON LIETO FINE

Fotografia di Claudio Sabatini, montaggio di Stefano Mariotti, scenografie di Arturo Andreoli e costumi di Elena Delicati, il film è accompagnato dalle musiche originali di Francesco Barbato, autore insieme alla regista e al cantautore Paolo Audino (collaboratore di Mogol, Amedeo Minghi, Mina e Adriano Celentano) dei brani “Adelina” e “La vita amica”, il primo cantato da Barbato stesso, il secondo da Francesca Annunziata, che figura per altro tra gli attori interpretando il ruolo di Francesca. Girato nella zona di Nocera Inferiore (SA) grazie al sostegno del MiC e della Campania Film Commission, con il patrocinio dell’Associazione Angeli di Noonan, il film verrà proiettato nelle sale cinematografiche a partire dal 14 maggio 2026, distribuito da ZTV Production, che ha realizzato l’opera in collaborazione con Mirage Film.

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