Seul, 19 aprile 2026 – La Corea del Nord ha effettuato dei lanci di missili balistici in mare, intensificando le proprie attività in questo settore nel contesto di tensioni riconducibili alla guerra in Iran e alle discussioni relative ai possibili incontri con gli Stati Uniti d’America e la Corea del Sud. L’intensa attività missilistica di Pyongyang (si tratta infatti del quarto lancio del genere questo mese e il settimo dell’anno) avrebbe dunque lo scopo di dimostrare le proprie capacità militari e, al contempo, esercitare una maggiore influenza a livello internazionale.
PROVA DI FORZA DI PYONGYANG
«I lanci di vettori missilistici potrebbero essere un modo per dimostrare che, a differenza dell’Iran, hanno capacità di autodifesa – ha sostenuto al riguardo Kim Ki-jung, già consigliere per la sicurezza presidenziale della Corea del Sud -, parrebbe che Pyongyang voglia esercitare pressioni preventive e dare prova di forza prima di avviare un dialogo con Washington e con Seul». La guerra combattuta dagli Stati Uniti d’America e Israele contro la Repubblica Islamica dell’Iran, iniziata sette settimane con l’obiettivo, tra gli altri, del contenimento del programma nucleare di Teheran, potrebbe quindi indurre i nordcoreani a rafforzare le proprie ambizioni nucleari. Il presidente statunitense Donald Trump (la cui amministrazione sta preparando il vertice nella Cina Popolare che dovrebbe avere luogo il prossimo mese) e il presidente sudcoreano Lee Jae Myung hanno ripetutamente espresso l’interesse ad avviare colloqui con il leader nordcoreano Kim Jong Un, seppure al momento non siano stati resi noti pubblicamente i piani di alcun incontro.
LANCI DI MISSILI BALISTICI IN MARE
Di recente, Lee Jae Myung si è detto rammaricato per le incursioni dei droni provenienti dal Sud Corea nel Nord della Penisola, ricevendo un raro plauso da Pyongyang. I missili di oggi sono stati lanciati nella prima mattinata da una posizione non distante dalla città di Sinpo, situata sulla costa orientale della Corea del Nord, la loro traiettoria è stata verso il mare aperto, mentre la gittata viene accreditata dalla Difesa sudcoreana in circa centoquaranta chilometri. Il Governo giapponese attraverso i social media ha ipotizzato che i missili siano caduti vicino alla costa orientale della Penisola coreana, aggiungendo che non vi è conferma di alcuna incursione nella zona economica esclusiva del Giappone. La Casa Blu (sede della Presidenza della Repubblica sudcoreana) ha convocato una riunione di sicurezza d’emergenza, definendo i lanci «una provocazione che viola le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite», esortando altresì Pyongyang a «cessare gli atti provocatori».
LA STRATEGIA DI KIM JONG-UN
Non è stato ancora appurato con certezza quale sia il tipo di missili balistici utilizzato questa mattina dai nordcoreani nell’esercitazione, tuttavia, nella base navale di Sinpo si trovano sottomarini e attrezzature per il lancio di prova di missili balistici imbarcati da questo genere di battelli. L’ultimo lancio di un missile balistico da un sottomarino da parte di Pyongyang risale al maggio del 2022, quando un vettore percorse una traiettoria di seicento chilometri. Ad avviso di Rafael Grossi, direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), In questi ultimi anni la Corea del Nord avrebbe compiuto notevoli progressi nel settore della produzione di armi nucleari, questo anche grazie al probabile apporto conferito a tali attività dal nuovo impianto di arricchimento dell’uranio realizzato nel Paese comunista. Alla fine dello scorso mese di marzo il leader nordcoreano Kim Jong-un aveva affermato che lo status di Pyongyang quale potenza nucleare era ormai «irreversibile» e che «l’incremento di un deterrente nucleare di autodifesa» andava considerato «essenziale ai fini della sicurezza nazionale».



