VATICANO, viaggio pastorale in Africa. Il Pontefice in Camerun: «Il mondo ha sete di pace, basta guerre»

Nel Palazzo presidenziale di Yaoundè, Leone XIV ha incontrato le autorità, i rappresentanti della società civile e il Corpo diplomatico del Paese africano. Nel suo primo discorso ha voluto ricordare le sfide complesse a cui il Camerun è chiamato e ha rilanciato il tema della pace, che «non è uno slogan e va incarnata in uno stile personale e istituzionale che ripudi ogni forma di violenza». Sua Santità ha poi definito le donne «artefici di pace» e i giovani «speranza del Paese e della Chiesa»

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Roma, 16 aprile 2026, dalla Città del Vaticano ne ha riferito ieri per “Vatican News” Benedetta Capelli, https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/papa-leoone-xiv-camerun-pace-corruzione-giustizia-governo.html – «Vengo tra voi come pastore e come servitore del dialogo, della fraternità e della pace». Papa Leone si è presentato così al Camerun, seconda tappa in Africa del suo terzo viaggio apostolico. In poche parole ha segnato la direzione della sua permanenza nel Paese e lo fatto parlando a un’assemblea che prima lo ha accolto con grida di gioia, poi è stata attenta ad ascoltare il suo discorso, il primo da quando ha toccato il suolo camerunense. Nel palazzo presidenziale di Yaondè, abbellito di fiori gialli e bianchi, i colori del Vaticano, e davanti ad autorità, rappresentanti della società civile e del Corpo diplomatico, il Pontefice, in lingua francese ha ringraziato per l’accoglienza calorosa di questa «Africa in miniatura», poiché così viene definito il Camerun, per la ricchezza dei suoi territori, delle sue culture, delle sue lingue e delle sue tradizioni.

UNA CULTURA DI PACE

Pace, giustizia, bene comune, la coesione nazionale, la trasparenza nella gestione della cosa pubblica, il ruolo delle donne e la speranza rappresentata dai giovani ma anche le tradizioni religiose, veri e propri argini per prevenire la radicalizzazione e promuovere una cultura di stima e rispetto reciproco. Sono stati molti i temi che il Papa ha toccato nel suo discorso, preceduto da quello del presidente camerunense Paul Biya, con il quale aveva avuto poco prima un colloquio privato. Il capo di Stato si è soffermato sul messaggio di speranza e di pace di Leone XIV, terzo Pontefice a visitare il Paese. Per Biya, il mondo di oggi è scosso da crisi e conflitti che generano miseria, angoscia, difficoltà economiche, il dialogo pertanto deve sostituire la voce delle armi, le risorse destinate alla guerra dovrebbero essere destinate al benessere dei popoli. Il presidente, che ha ricordato come il Camerun sia noto per la sua tolleranza religiosa, ha poi ringraziato la Chiesa cattolica per il contributo dato al Paese, soprattutto in materia di sanità e istruzione, auspicando che la relazione si rafforzi.

IL CAMERUN ACCOGLIE LEONE XIV

Questo paese dell’Africa centro-occidentale ha accolto il Papa con la speranza di avere da lui la spinta a incamminarsi verso un cambiamento segnato dalla pace e dalla riconciliazione. Fame e sete di giustizia: «La mia visita – ha detto alla gente il Pontefice – esprime l’affetto del successore di Pietro per tutti i camerunesi, nonché il desiderio di incoraggiare ciascuno a proseguire, con entusiasmo e perseveranza, nella costruzione del bene comune». Il Papa ha quindi ricordato il dilagare della rassegnazione e del senso di impotenza che blocca qualsiasi spinta al rinnovamento: «Quanta fame e sete di giustizia! Quanta sete di partecipazione, di visioni, di scelte coraggiose e di pace! È mio grande desiderio raggiungere il cuore di tutti, in particolare dei giovani, chiamati a dare forma, anche politica, a un mondo più equo». Esprimendo quindi la volontà di rafforzare i legami tra la Santa Sede e il Camerun, «fondati sul rispetto reciproco, sulla dignità di ogni persona umana e sulla libertà religiosa», Sua Santità è poi tornato sulle precedenti visite di Giovanni Paolo II, definito «messaggero di speranza per tutti i popoli dell’Africa», e Benedetto XVI, che sottolineò «l’importanza della riconciliazione, della giustizia e della pace, nonché la responsabilità morale dei governanti», poiché «la pace è uno stile che rifiuta la violenza».

https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-04/papa-leoone-xiv-camerun-pace-corruzione-giustizia-governo.html

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