ARTE, esposizioni. Fotografia: Flash sulla Barcolana alle luci della sera

Verrà inaugurata quest’oggi, mercoledì 15 aprile 2026 alle ore 19:00 presso la Sala Comunale d’Arte, in piazza Unità d'Italia 4 a Trieste, la mostra personale del fotografo e poeta napoletano Giacomo Garzya, evento introdotto dall’architetto Marianna Accerboni. Si tratta della selezione di immagini realizzate da Giacomo Garzya ricorrendo a una fotocamera digitale nel 2024 e nel 2025. L’allestimento permarrà aperto al pubblico fino al 4 maggio

Trieste, 15 aprile 2026 – «Vedi Napoli e poi muori, recita l’antico adagio, tuttavia c’è anche chi, nato a Napoli – scrive Marianna Accerboni, curatrice della mostra -, per gli accadimenti della vita sceglie di vivere a Trieste, sulle sponde di un altro mare. Si tratta di Giacomo Garzya, prolifico poeta e fotografo che, con questa mostra ci offre un’interpretazione raffinata e molto personale del paesaggio di mare triestino, rivisitato attraverso il medium digitale con una sensibilità luministica mediterranea. Grande viaggiatore di ampia cultura e apertura europee, Garzya rappresenta una sorta di fiume in piena: ricco di energia, si fa autore di una fotografia vitale, pervasa di cromatismi e luci potenti. La sua non è una rappresentazione romantica, neoromantica o d’ispirazione sturm und drang, cioè tempesta e impeto, narrata in chiave mitteleuropea come spesso accade ad autori giuliani quali Fabio Colussi, oppure come evidenzia il lessico espressionista di Livio Rosignano nel raffigurare la bora scura. Tuttavia è un’interpretazione con forti contrappunti di luce della natura di Trieste, poiché in questa città, nella quale la cultura nazionale s’intreccia a molteplici suggestioni culturali europee e internazionali, Garzya porta i cromatismi accesi e brillanti e la luce intensa dell’arte visiva italiana».

LA LUCE DEL MARE DI TRIESTE

Un esempio per tutti potrebbe essere rappresentato dalla dinastia dei Tito, il cui capostipite, Ettore Tito, pittore e scultore (Castellammare di Stabia 1859 – Venezia 1941), portò la luce partenopea nella città lagunare, i cui artisti erano già caratterizzati da un’intensa e positiva sensibilità per il dato luministico, seguito in questo orientamento dal figlio Luigi (Sambruson, Dolo 1907 – Venezia,1991), pittore, e dal nipote Giuseppe (Venezia 1959 – 2022), pittore e scultore. Garzya va oltre la dimensione introspettiva della luce del mare di Trieste (i cui artisti storici si erano formati a Venezia, Monaco di Baviera, Vienna e Berlino), che riesce invece a traslare, attraverso una verve luministica e cromatica coraggiosa e intensa, in un fattore luministico gioioso e positivo, che non si guarda dentro ma gode dell’essere luce. L’artista poeta a partire dal 1994 ha inoltre intrattenuto stretti rapporti di amicizia e collaborazione con il grande fotografo Pepi Merisio, dal quale ha tratto ripetutamente linfa e incoraggiamento per affrontare l’arte del terz’occhio sul piano professionale. Egli è stato inoltre incoraggiato, stavolta nel campo della poesia, sia dal famoso storico Giuseppe Galasso, che gli è stato maestro negli studi stilando inoltre la prefazione del suo secondo libro di poesie Maree (Napoli, 2001), che da Giuseppe Pontiggia.

GIACOMO GARZYA

Giacomo Garzya è nato a Napoli nel 1952 da padre leccese ma napoletano d’adozione e madre belga. Laureato in Storia moderna all’Università Federico II di Napoli, borsista dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici e ricercatore del Consiglio nazionale delle ricerche, già docente di materie letterarie, ha pubblicato saggi storici, una ventina di raccolte di poesie e diversi libri di fotografie. Ha partecipato a vari concorsi di poesia, risultando secondo al IV Premio Internazionale Fëdor Dostoevskij e ottenendo il titolo di Alfiere della cultura al XIX Premio Internazionale Mario Luzi 2023-2024. Molte delle sue poesie sono state tradotte in inglese, greco moderno, francese, spagnolo, tedesco e arabo classico. Garzya è autore di più 16.000 diapositive, scattate dal 1981 al 2009 quasi sempre con ottiche Zeiss, e di oltre 30.000 foto realizzate in digitale dal 2009 a oggi.

INFO

L’evento collaterale avrà luogo giovedì 23 aprile 2026 alle ore 17:30 presso la Sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich. Presentazione degli ultimi due libri di fotografie di Giacomo Garzya: Echi di pietra sulle rotte delle sirene. Gli ellenismi nel Mediterraneo (Napoli 2026, Iuppiter edizioni, pp. 80, € 20) e Mare. Sponde e onde dal mondo (Napoli 2026, Iuppiter edizioni, pp. 320, € 40) a cura di Claudia Colecchia, responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte del Comune di Trieste, e dell’architetto Marianna Accerboni.

L’esposizione è stata allestita nella Sala Comunale d’Arte in piazza Unità d’Italia 4 a Trieste e sarà aperta al pubblico dal 16 aprile al 4 maggio 2026 tutti i giorni dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 17:00 alle ore 20:00; evento a cura di Marianna Accerboni; è disponibile il catalogo; biografia completa sul sito web Giacomo Garzya Le Immagini e la Poesia https://www.maree2001.it;

+393391051815

+393356750946

Condividi: