Roma, 14 aprile 2026 – «Si è chiusa la settimana scorsa la fase di deposito degli emendamenti – ha esordito al riguardo Gilberto Pichetto Fratin -, sono circa cinquecento, ma non è il numero che impressiona, si tratterà di esaminarli nei contenuti. Siamo aperti a quelli migliorativi, spero di chiudere il processo legislativo entro la pausa estiva per arrivare a fine anno con i decreti attuativi».
IL SITO SCORIE ENTRO LA FINE DELLA LEGISLATURA
Le dichiarazioni sono state rese dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica nel corso del suo intervento a “Transizione Energetica e l’Industria del Nucleare 2026”, evento organizzato dal quotidiano economico “Il Sole 24 Ore”. «Vogliamo fare una cosa seria, ben fatta – ha egli aggiunto -, ciò non significa l’acquisto degli small reactor in questa legislatura, ma creare le condizioni giuridiche perché l’Italia possa in futuro produrre dal nucleare». Per quanto invece concerne i target fissati, il ministro ha affermato che è stata tenuta «una forbice larga dall’11 al 22%, percentuali che non sono vincolanti ma credo che si possa tendere più al 23 per cento. Di questo ne sono abbastanza convinto». Infine il titolare del MASe ha annunciato che «in questa legislatura si debba chiudere con il sito temporaneo delle scorie e del sito e del deposito dei rifiuti», poiché «è un impegno e un dovere che ho preso», dunque «arriveremo a individuare tutto ciò in questa legislatura, ovviamente a seguito della legge delega».

Gilberto Pichetto Fratin
PREVALGANO EQUILIBRIO E BUON SENSO
Proseguendo sull’argomento ha altresì affermato di credere «che in questa legislatura si debba chiudere con l’individuazione del sito per il deposito temporaneo delle scorie e del deposito dei rifiuti che sono ferro, mattoni e materiale sanitario. Arriveremo a individuare questo in seguito alla legge delega per definire modalità di compensazione al territorio». Riguardo alla norma in vigore da venti anni e alle possibili resistenze a livello locale, Pichetto Fratin ha sostenuto che «l’Italia ha una vivacità estrema e a ogni iniziativa si creano condizioni per la costituzione di un comitato, tuttavia spero che equilibrio e buon senso e determinazione ad andare nel merito e valutare nel merito prevalgano rispetto a manifestazioni di bandiera. Ragionandoci: tutto il materiale che producono gli ospedali italiani dove lo mandiamo? Dobbiamo tenere conto di tutto ciò e che qualcuno abbia interesse a promuovere anche un referendum ma confido nei giovani che sono più attenti al merito che alle bandiere».
INTEGRARE «GREEN» E NUCLEARE IN ATTESA DELLA FUSIONE
«Il green deve essere integrato dal nucleare ha concluso il ministro -, va in sostituzione semmai del termoelettrico: questa è la sfida. Non in sostituzione delle rinnovabili, di cui stiamo rispettando tabella di marcia. Al 31 dicembre 2025 siamo arrivati a 1,4 Gw, che è poco, ma sopra l’obiettivo del Piano. Dal prossimo decennio l’integrazione del nucleare sarà al 11 o 22 per cento. Non abbiamo alternative, altrimenti si tratta di una scelta di arretratezza. Il mio sogno è anche la fusione nucleare e mi auguro di partecipare all’inaugurazione, anche se a novantacinque anni è durissima. L’Europa sta andando verso il nucleare perché si è resa conto che non possiamo essere dipendenti da altre parti del mondo peraltro molto instabili politicamente».
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