Città del Vaticano, 13 aprile 2026 – Ennesimo attacco in termini offensivi del presidente degli Stati Uniti d’America nei confronti del Pontefice: Donald Trump, criticando duramente Papa Leone XIV in replica alle sue crescenti critiche riguardo alla guerra contro l’Iran e alle politiche sull’immigrazione perseguite dall’amministrazione americana, ha definito il capo della Chiesa cattolica romana «terribile», suscitando le prevedibili immediate critiche da parte dei credenti.
IL PESSIMO RAPPORTO DI DONALD TRUMP CON IL VATICANO
«Papa Leone XIII è DEBOLE in materia di criminalità e pessimo in politica estera», ha postato Trump come d’abitudine su Truth Social aggiungendo che «Leone dovrebbe darsi una regolata come Papa» e, infine, concludendo con l’ammissione di «non essere un grande fan» di Leone XIV, ha insinuato che Leone sia stato eletto al soglio pontificio soltanto «perché era americano», e quindi in Vaticano si è ritenuto «che fosse il modo migliore per trattare con il presidente Donald J. Trump». In seguito, l’arcivescovo Paul S. Coakley, presidente della Conferenza episcopale statunitense, si è detto «scoraggiato» dalle dichiarazioni del presidente americano: «Papa Leo non è il suo rivale, né il Papa è un politico: è il vicario di Cristo che parla dalla verità del Vangelo e per la cura delle anime», ha egli dichiarato in un comunicato diffuso alla stampa.
CRITICHE DEL PONTEFICE ALLA GUERRA
Leone, originario della città di Chicago e primo pontefice statunitense, è noto per la cura mediante la quale soppesa le proprie parole quando si esprime pubblicamente, tuttavia, nelle ultime settimane si è distinto per essere un critico schietto della guerra in Iran e recentemente ne ha denunciato la «follia» nel corso di un appello alla pace. Nel corso dell’Angelus della Domenica delle Palme in Piazza San Pietro, aveva affermato che «Dio respinge le preghiere dei leader che scatenano guerre e hanno le mani sporche di sangue», definendo il conflitto in Medio Oriente «atroce». Leone XIV aveva altresì esortato la Casa Bianca a trovare una «via d’uscita per porre fine al conflitto e ridurre la violenza».



