ARTE, lutti. La scomparsa del barone Amedeo Miceli di Serradileo

L’Accademico cosentino membro della Deputazione di Storia Patria è venuto a mancare lo scorso 11 aprile. Egli contribuì alla diffusione della cultura, difendendo al contempo i valori umanistici, artistici e scientifici. Raffinato intellettuale, sapiente storico e storiografo, meridionalista appassionato, cultore delle complesse vicende del Regno di Napoli e della Calabria rinascimentale, ha lasciato una preziosa eredità attraverso i suoi scritti. Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona ne traccia qui un ricordo

Roma, 13 aprile 2026; a cura di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona – Laureatosi in Scienze politiche alla LUISS ha lavorato sempre all’estero, a Ginevra, Amsterdam e Parigi, curando i rapporti con il Medio Oriente per una importante società internazionale.

L’OPERA DI AMEDEO MICELI DI SERRADILEO

Con straordinaria visione e altrettanta determinata passione, ha condotto con continuità e rigore studi sistematici basati su fonti d’archivio. Un lavoro costante e impegnativo per la ricchezza degli intrecci storici, che vede il Meridione crocevia di complesse vicende. Numerosi i saggi riguardanti la storia e le relazioni tra l’Italia meridionale e gli altri paesi nell’intercorrere tra il XIII e il XIX secolo. Tra i suoi studi le pubblicazioni sui Veneziani in Calabria tra il Duecento e il Quattrocento, sugli inventari inediti dei palazzi cosentini dal Rinascimento al Barocco (che recano particolare attenzione ai modi dell’abitare), quelli dedicati al Vicereame spagnolo effettuati sulla base dei dispacci diplomatici francesi, oltre a quelli relativi agli albori della nuova arte fotografica.

LASCIA UNA PREZIOSA EREDITÀ

Contribuì inoltre in modo significativo alla stesura dei volumi “Settecento calabrese”, di Franz von Lobstein, dando giusta e sistematica collocazione all’identità delle famiglie, oltreché ai ruoli civili e sociali. Con sempre massima attenzione al territorio, fu promotore della borsa di studio “Vincenzo Miceli” per la Scuola Secondaria Statale di San Fili, iniziativa in ricordo del giurista costituzionale e filosofo positivista vissuto tra il 1858 e il 1932. Da Accademico cosentino e membro della Deputazione di Storia Patria contribuì a diffondere la cultura e a difendere i valori umanistici, artistici e scientifici. Allo scopo di conferire continuità alla sua attività di studioso devolse all’Archivio di Stato di Cosenza i documenti d’interesse del territorio.

GRANDE APPORTO DI CONOSCENZA

Il suo apporto di conoscenza rivestì notevole importanza ai fini dell’inquadramento in chiave storica e scientifica di alcuni edifici, completando i progetti per la realizzazione dei musei. La scomparsa del barone Amedeo Miceli di Serradileo è un profondo dolore personale e una grande perdita per il mondo della cultura. Il suo nome vivrà nel suo operato e nella passione espressa nelle sue indagini storiche.

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