Bamako, 10 aprile 2026 – Il Mali, Stato della regione saheliana a ridosso del territorio oggetto di annosa controversia tra Rabat e il Fronte Polisario (quest’ultimo sostenuto dall’Algeria), ha annunciato il ritiro del proprio riconoscimento all’autoproclamata Repubblica Araba Saharawi Democratica. «Una decisione – si rende noto da Bamako – assunta a seguito di un’analisi approfondita dell’importante dossier sahariano occidentale, che ha un impatto sulla pace e sulla sicurezza sub-regionale».
IL MALI E LA STABILITÀ DELLA REGIONE SAHELIANA
La posizione del Governo maliano è stata espressa mediante una dichiarazione pubblica del ministro degli Affari esteri Abdoulaye Diop, resa al termine dell’incontro con il suo omologo marocchino Nasser Bourita. In essa si afferma altresì che Bamako «sostiene il Piano di autonomia proposto dal Marocco quale unica base seria e credibile ai fini della risoluzione di questo contenzioso, considerato che una reale autonomia sotto sovranità marocchina rappresenti la soluzione maggiormente realistica». Inoltre, il Mali esprime «il proprio sostegno agli sforzi profusi dalle Nazioni Unite e dall’Inviato personale del Segretario generale, nonché alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza, in particolare alla risoluzione 2797 adottata il 31 ottobre 2025». Il ministro Diop ha infine dichiarato che tale decisione verrà comunicata alle organizzazioni regionali e internazionali.
PIANO DI AUTONOMIA: LUCE VERDE ANCHE DAL KENYA
Grossomodo contestualmente, da Nairobi perveniva la notizia del sostegno keniota al Piano di autonomia sotto sovranità marocchina per il Sahara occidentale. La cancelleria dello Stato dell’Africa Orientale ha ribadito la propria intenzione di cooperare con gli altri paesi che condividono quest’obiettivo al fine di promuoverne il conseguimento. La posizione ufficiale di Nairobi è stata espressa in occasione della prima sessione della Commissione congiunta di cooperazione tra Marocco e Kenya, co-presieduta nella capitale keniota dal ministro degli Affari esteri, della Cooperazione africana e degli Affari dei Marocchini all’estero, Nasser Bourita, e dal Primo ministro e ministro degli Affari esteri e della Diaspora della Repubblica del Kenya, Musalia Mudavadi. Nel comunicato congiunto diffuso alla stampa al termine della sessione, Nairobi ha formalizzato l’accoglimento «con favore» del crescente consenso internazionale «e dell’impulso dato da Sua Maestà il Re Mohammed VI a favore del Piano di autonomia presentato dal Regno del Marocco», definendo l’autonomia «unica soluzione credibile e realistica ai fini della soluzione della controversia sul Sahara».
CONSIDERAZIONI SULL’INIZIATIVA DI RABAT
Ritenendo il piano di autonomia del Marocco un «approccio sostenibile» alla disputa regionale sul territorio conteso, Nairobi ha sottolineato la propria intenzione di «cooperare con gli Stati che condividono tale posizione per promuoverne l’attuazione». La Repubblica del Kenya ha inoltre accolto con favore l’adozione della Risoluzione 2797 del Consiglio di Sicurezza, che ritiene «il Piano di autonomia sotto la sovranità marocchina quale base per una soluzione giusta, duratura e reciprocamente accettabile della controversia». A tale proposito il Kenya si è impegnato a sostenere gli sforzi profusi dal Segretario Generale dell’Onu e dal suo Inviato personale allo scopo di facilitare e condurre i negoziati. dal canto suo, il Regno del Marocco «accoglie con favore il sostegno della Repubblica del Kenya nel quadro delle Nazioni Unite, quale meccanismo esclusivo per raggiungere una soluzione politica duratura alla controversia sulla questione del Sahara».



