ARTE, eventi. Roma, Gravity of the Wall: domenica finissage tra le Mura Aureliane

Si avvia alla sua conclusione la mostra dell'artista malese Amir Zainorin che incorpora Stateless Mind Pavilion, progetto in corso di sviluppo originato dagli Stateless Mind Festival. L’esposizione, curata da Camilla Boemio, è stata allestita presso il Museo delle Mura di Roma a Porta San Sebastiano. L’appuntamento è dunque il 12 aprile a mezzogiorno

Roma, 10 aprile 2026 – La mostra incorpora Stateless Mind Pavilion, un progetto in corso nato dagli Stateless Mind Festival. Nel 2024, il Padiglione è stato concepito come continuazione fisica e concettuale di questi incontri guidati da artisti, passando da un evento basato sul tempo a una struttura adattabile e in continua evoluzione. Al Museo delle Mura, il Padiglione funge sia da opera d’arte che da piattaforma, ospitando conversazioni e incontri collettivi.

FINISSAGE NELLE MURA AURELIANE

In occasione del finissage della mostra è prevista una performance musicale itinerante all’interno del museo del cantautore Giacomo Polinari, inoltre verranno esposte al pubblico due installazioni. La sua musica nasce spesso in momenti di silenzio e osservazione: passeggiate nei boschi, viaggi in treno, cieli che cambiano colore al tramonto. Nei suoi brani convivono immagini della natura e riflessioni sugli avvenimenti quotidiani, trasformati in storie intime e poetiche. Quanto all’installazione di Annalinda Maso, “Le vie dell’acqua”, un’installazione video-sonora pensata per lo spazio museale e costruita come esperienza immersiva tra suono, immagini e memoria. Il lavoro nasce dalla ricerca su gesti antichi, testimonianze orali e versi poetici legati all’acqua e ai territori, con una dimensione narrativa che intreccia corpo, paesaggio e memoria. La componente sonora – composta da voci e frammenti poetici – dialoga con elementi visivi dipinti e fotografici, creando una stratificazione sensibile tra immagine e ascolto.

INTENSITÀ 2026 DI GABRIEL DE GAUDI

La scultura  composta da elementi eterogenei (un disco metallico ossidato, una struttura anulare e una base ridotta alla funzione minima) che non si integrano armonicamente ma entrano in una relazione di attrito. Intensità nasce come indagine sulla tensione tra elementi che non cercano equilibrio ma coesistenza forzata. Il lavoro non costruisce una forma compiuta, ma un campo in cui materiali, pesi e direzioni rimangono in uno stato attivo, mai risolto. Non c’è gerarchia narrativa né volontà rappresentativa. Il lavoro non allude a immagini esterne, ma si costruisce come sistema chiuso, in cui ogni elemento è necessario solo in relazione agli altri. La tensione non è un effetto visivo, ma una condizione reale: è data dal modo in cui i materiali si oppongono, si sfiorano o evitano un contatto definitivo.

SCELTE CROMATICHE

La scelta cromatica segue questa logica. Il colore non è mai decorativo: è trattato come materia residua, come superficie che porta tracce, variazioni e discontinuità. Anche quando appare uniforme, è sempre leggermente instabile, mai completamente neutro. Intensità non chiede di essere interpretata, bensì attraversata percettivamente. Il tempo di osservazione diventa parte del lavoro: è nel rapporto prolungato che emergono le micro-variazioni, gli squilibri, le tensioni interne. Più che una scultura, è un dispositivo che rende visibile una condizione: quella di un equilibrio continuamente rimandato. Anche l’acqua ha le sue memorie che si intrecciano con le pietre, e la storia delle mura, Stateless Mind Pavilion incorpora anche l’installazione site specific dell’artista romana Annalinda Maso intitolata “Le vie dell’acqua”, un’installazione video-sonora pensata, e riproposta, per lo spazio museale del Museo delle Mura e costruita come esperienza immersiva tra suono, immagini e memoria.

LE VIE DELL’ACQUA

La Femminella, le vie dell’acqua, è un progetto dell’artista Maso che indaga il lavatoio storico di Castelnuovo di Porto, luogo di memoria collettiva e identità femminile. Il lavatoio, testimone della vita quotidiana delle lavandaie, diventa spazio liminale tra memoria, mito e rito. Il progetto intreccia sacro e profano: Il lavoro quotidiano delle donne diventa rito, e il lavatoio luogo di devozione e socialità. Percorsi performativi e video-installazioni restituiscono i gesti, i movimenti e il ritmo dell’acqua, trasformando memoria e territorio in esperienza immersiva.

INFO

Museo delle Mura: domenica 12 aprile 2026 dalle ore 12:00 alle ore 15:00;

ingresso gratuito;

+39060608 (utenza telefonica attiva tutti i giorni dalle ore 09:00 alle ore 19:00);

al museo potranno accedere al massimo venti visitatori contemporaneamente e in ciascuna sala è consentita la sosta a un massimo di cinque persone alla volta, al fine di garantire una più agevole fruizione da parte di tutti, il tempo massimo di permanenza nel museo viene fissato in trenta minuti; non è fruibile la terrazza della torre e lungo il camminamento esterno è severamente vietato uscire dal percorso e scavalcare muretti e ringhiere;

evento promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con l’associazione AAC Platform e con Kapallorek Artspace, l’Ambasciata della Malesia in Italia e il Goethe Institut;

patrocinî concessi dall’Accademia di Danimarca a Roma e dai Servizi Museali di Zètema Progetto Cultura.

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