Parigi, 7 aprile 2026 – Concepito come percorso itinerante tra Berlino, Vilnius e La Valletta, esso si è esteso dapprima a Belgrado e quindi nella capitale francese, all’interno degli storici spazi dell’Hôtel de Galliffet. In una città profondamente segnata dalla tradizione rivoluzionaria e dal dibattito culturale europeo, la mostra propone una riflessione sulle modalità mediante le quali le identità individuali e collettive si trasformano nel tempo tra memoria storica, mobilità e processi di traduzione culturale.
IDENTITÀ OLTRE CONFINE
Il percorso espositivo si apre con Fibonacci di Mario Merz, opera simbolo della Collezione Farnesina che introduce una visione organica e interconnessa del mondo. Attorno a questo nucleo si sviluppano tre sezioni tematiche: Radici di resistenza, Geografie del distacco ed Ecologie instabili. Nella sezione Radici di resistenza, il corpo e il linguaggio diventano strumenti di emancipazione attraverso le opere di Tomaso Binga, Carla Accardi, Ketty La Rocca, Maria Lai ed Elisa Montessori, in dialogo con artiste di generazioni successive come Elena Bellantoni, Silvia Giambrone, Marinella Senatore e Loredana Di Lillo. La sezione Geografie del distacco esplora l’identità come condizione mobile e in trasformazione. In occasione della tappa parigina si arricchisce con opere inedite di Marta Roberti e Paola Gandolfi, selezionate appositamente per dialogare con gli spazi dell’Istituto. In questa prospettiva, le geografie non sono solo territori fisici ma geografie interiori, psicologiche e relazionali: paesaggi dell’anima in cui memoria, esperienza e immaginazione ridefiniscono continuamente il senso di appartenenza.

TRE SEZIONI TEMATICHE
Roberti presenta per la prima volta lavori tratti dal video di animazione Un’ape su un viso che piange (2025), dove figure umane e animali evocano una relazione di ascolto e metamorfosi tra specie. Paola Gandolfi espone due serie fotografiche tratte dai video In tempo per modifiche temporali e Chiamata urbana urgente, in cui l’artista mette in scena sé stessa in diverse fasi della vita, trasformando il corpo in archivio di memoria e identità. La sezione Ecologie instabili affronta il rapporto tra essere umano e ambiente attraverso le opere di Letizia Battaglia, Silvia Camporesi, Elena Mazzi, Laura Pugno e Iginio De Luca, indagando il paesaggio come ecosistema fragile e in trasformazione. Chiude il percorso l’installazione sonora della poesia Io sono una carta (1976), di Tomaso Binga, che intreccia linguaggio, corpo e politica in un gesto poetico di resistenza. Nel contesto parigino, segnato dalla memoria delle trasformazioni sociali e del 1968, la voce di Binga risuona come un invito a ripensare l’identità come spazio critico e generativo.

IDENTITÀ COSTRUITE NEL DIALOGO
Contestualmente all’inaugurazione dell’evento, Paola Gandolfi presenterà la performance “In tempo per modifiche temporali”, ideata per questa mostra, che la vedrà protagoniste assieme all’attrice Cristina Spina (nel ruolo di sua madre) e Dominique Smersu (nei panni di suo padre). Si tratta della messa in scena di tre generazioni a confronto, una esplorazione del rapporto complesso e stratificato che intercorre tra memoria familiare e identità. Al riguardo, afferma l’artista che «il legame tra madre e figlia è una materia difficile da tenere in mano, da plasmare, da comprendere, poiché scivola e brucia insieme. È qualcosa che devasta e rapisce». Mediante il linguaggio della performance, la Gandolfi trasforma questa relazione in un gesto scenico e simbolico che intreccia autobiografia, memoria e rappresentazione aprendo uno spazio di riflessione sul modo in cui le identità si costruiscono nel dialogo.

INFO
Attraverso il confronto tra artiste e artisti di generazioni diverse, Identità Oltre Confine costruisce una narrazione che mette in relazione storia, memoria e immaginazione, aprendo nuove prospettive sul ruolo dell’arte contemporanea nel leggere le trasformazioni del presente.
Identità Oltre Confine, evento a cura di Benedetta Carpi De Resmini;
inaugurazione: 9 aprile 2026 alle ore18:00 presso l’Istituto Italiano di Cultura a Parigi, Hôtel de Galliffet, 50 rue de Varenne (75007) Parigi;
apertura al pubblico: dal 10 aprile al 1 giugno 2026, dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 15:00 alle ore 18:00;
https://collezionefarnesina.esteri.it




