Mascate, 5 aprile 2026 – Mentre i rappresentanti dell’Oman erano a colloquio con quelli dell’Iran nel tentativo di pervenire a una soluzione che sbloccasse la crisi dello Stretto di Hormuz, il presidente degli Stati Uniti d’America mediante un messaggio pieno di termini offensivi postato sulla sua piattaforma Truth Social, ha minacciato di colpire le centrali elettriche e i ponti iraniani della Repubblica Islamica qualora lo strategico collo di bottiglia non venisse riaperto entro domani. «Martedì sarà il giorno delle centrali elettriche e dei ponti, tutto in uno, in Iran. Non ci sarà niente di simile!!! – questo ha scritto Donald Trump – Aprite il maledetto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete all’inferno: VEDRETE!», concludendo con l’invocazione «Sia lode ad Allah».
ATTACCATE LE INFRASTRUTTURE DEL KUWAIT
In mattinata l’agenzia di stampa statale omanita aveva reso noto l’incontro dei viceministri degli esteri, quello dell’Oman e quello dell’Iran, negoziato al quale avevano preso parte esperti di entrambe le parti, durante il quale sono state discusse le possibili opzioni esplorabili al fine di garantire il libero transito attraverso lo Stretto di Hormuz. Tuttavia, nel frattempo non si arrestano gli attacchi con droni e missili della Repubblica Islamica contro le infrastrutture energetiche delle monarchie del Golfo. In Kuwait i velivoli a pilotaggio remoto degli ayatollah hanno colpito complessi petroliferi, centrali elettriche e siti governativi. La Kuwait Petroleum Corporation ha dichiarato che un incendio è divampato nel complesso di Shuwaikh, che ospita il ministero del Petrolio e la sede centrale della KPC, inoltre, un drone iraniano ha colpito degli uffici governativi provocando ingenti danni materiali. Droni iraniani hanno anche attaccato due impianti di produzione di energia e desalinizzazione dell’acqua. Non si segnalano feriti in nessuno dei luoghi colpiti.
IN FIAMME IMPIANTI INDUSTRIALI NEL BAHREIN E NEGLI EAU
La società bahreinita Bapco Energies ha reso noto che un proprio serbatoio è stato incendiato a causa di un attacco iraniano contro un sito di stoccaggio di materie prime energetiche, incendio che in seguito è stato estinto e ora i tecnici stanno valutando l’entità del danno subito. Sempre in Bahrain diversi impianti della Gulf Petrochemical Industries Company (GPIC) sono state oggetto di un attacco da parte iraniana, anche in questo caso mediante droni, armi che hanno ne hanno provocato l’incendio. Attualmente la situazione è stata riportata sotto controllo e non si segnalano vittime. Da Abu Dhabi giunge invece la notizia della sospensione delle attività nell’impianto petrolchimico di Borouge a causa della caduta di residui di parti di sistemi d’arma esplosi in volo a seguito della loro intercettazione da parte della difesa aerea emiratina, residui che hanno successivamente provocato degli incendi all’interno del complesso industriale. Neppure qui si segnalano feriti.



