SALUTE, terapie digitali (DTx). L’AFI chiede che si esca dal «limbo normativo»

Si tratta di uno degli appelli alla politica rivolto nel corso della seconda edizione dell’incontro degli Affari Istituzionali e Regolatori, che ha avuto luogo a Roma il 24 e 25 marzo. Ad avviso di Giorgio Bruno (presidente di AFI) «il dialogo in corso sul Testo Unico della riforma sanitaria in corso con il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, rappresenta un'occasione d'oro per definire ambiti ancora aperti, come le terapie personalizzate e le nuove piattaforme tecnologiche. Le direzioni future per una collaborazione efficace con il Governo sono chiare: è necessaria una normativa stabile e, soprattutto, una profonda semplificazione burocratica»

Roma, 1 aprile 2026 – Il tema delle terapie digitali (DTx) si è andato imponendo all’attenzione con forza negli ultimi anni.

TRA BENESSERE E TERAPIA

Nel 2025 il suo peso nel mercato globale è stato valutato attorno ai dieci miliardi di dollari, con una crescita stimata in una forbice tra i 52 e i 67 miliardi entro il 2034 a un tasso di crescita annuale composto (CAGR) tra il 21 e il 24 per cento. In Europa, è la Germania è il punto di riferimento, questo in virtù del framework DiGA. In quattro anni il sistema sanitario tedesco ha stanziato 263 milioni di euro in DTx, con 870.000 attivazioni da parte dei pazienti, questo mentre Hyfe Belgio, Francia e Regno Unito stanno realizzando i propri framework regolatori. Secondo il DTx Monitoring Report 2024, la stima di bilancio per le DTx in Italia per il 2025 è di circa 18 milioni di euro, con una previsione di raddoppio nel 2026 e di triplicazione nel 2027. Nonostante la crescita del mercato (ventisei i dispositivi certificati a fine 2025), il settore rischia però di rimanere confinato in un’area grigia tra benessere e terapia. Durante l’evento organizzato da AFI, che ha avuto luogo a Roma nelle giornate di martedì 24 e mercoledì 25 marzo, sono stati presentati casi studio specifici sull’applicazione delle DTx nel trattamento dell’ipertensione e dell’obesità, evidenziando le potenzialità di queste tecnologie nella gestione delle cronicità.

NORMATIVA STABILE E SEMPLIFICAZIONE BUROCRATICA

«Per vederle riconosciute quali opzioni terapeutiche a carico del Servizio sanitario nazionale delle DTx si deve dimostrare un valore clinico solido – sottolinea al riguardo la professoressa Paola Minghetti, vicepresidente di AFI -, ma le regole per il riconoscimento della rimborsabilità possono essere diverse da quelle per la marcatura ed è necessario stabilire un percorso chiaro di accesso ai dispositivi da parte dei pazienti». Giorgio Bruno, che di AFI è presidente, si sofferma invece sull’urgenza di un cambio di paradigma nel settore e rimarca come l’integrazione del digitale e dell’intelligenza artificiale nei percorsi di cura sia stata indicata come una priorità assoluta, «a patto che tali strumenti siano gestiti con rigore per garantire sicurezza e qualità». Egli aggiunge che «in questo scenario il dialogo in corso sul Testo Unico della riforma sanitaria in corso con il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, rappresenta un’occasione d’oro per definire ambiti ancora aperti, come le terapie personalizzate e le nuove piattaforme tecnologiche. Le direzioni future per una collaborazione efficace con il Governo sono chiare: è necessaria una normativa stabile e, soprattutto, una profonda semplificazione burocratica».

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